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Trump, i sauditi, l’Iran e la modernizzazione dell’islam

Donald Trump è un tipo che spacca, si sa. Ha spaccato l’opinione pubblica americana ma la decisione di stare dalla parte dei sauditi e assegnare all’Iran la parte del nemico, rappresenta una scelta di campo molto delicata destinata a conseguenze non solo in campo politico ma anche e soprattutto economico e militare.
Ma attenzione la scelta di Trump significa anche guardare positivamente al mondo sunnita rispetto alla corrente minoritaria musulmana dello sciismo rappresentata dall’Iran.
Forse nell’immediato, l’iniziativa di puntare il dito contro chi nel medio oriente ha sostenuto Assad o gli sciiti libanesi di Hezbollah, si potrebbe evitare di stigmatizzare, ma non si può tacere sul fatto che il mondo persiano sembra stia proseguendo il suo cammino verso una modernizzazione che la rende agli occhi degli occidentali più diretto verso un modello di democrazia alla quale i sauditi sembrano completamente estranei. E non è solo la recente rielezione alla presidenza del riformista Rouhani a confermarlo ma basterebbe leggere anche l’intervista rilasciata dall’ex presidente Ahmadinejad, escluso dalla competizione elettorale dalla Guida Suprema ed espressione dell’ala più conservatrice che ha perso le elezioni.
L’ex presidente, nell’intervista riportata su “La stampa” e curata da Marco Gallo, inviato a Teheran titolata “Ahmadinejad: ‘Il confronto con i sauditi non finirà mai’” alla domanda : “Lei dice di occuparsi di stabilità e pace nel mondo. Ci sono però moltissimi conflitti in atto. Cosa impedisce di porvi un freno?”, risponde: “la radice del problema è che c’è qualcuno che vuole imporsi su qualcun altro, che vuole le ricchezze del mondo tutte per sé. L’unica soluzione è un governo globale che tenga conto della volontà di tutti i 7 miliardi di abitanti del pianeta. Non legato alla razza o alla religione o alla geografia. Ci arriveremo, mi creda, il mondo sta diventando sempre più globale”. Affermazioni come queste – ci chiediamo – riusciremmo a sentirle da qualche leader saudita? Senza mettere da parte che l’ex leader persiano in tema di diritto umani e di democrazia islamica nell’intervista riconosce dei limiti al suo paese. Si potrebbe dire che è solo un piccolo passo ma grande per una futura democrazia slacciata dall’oscurantismo.

Fabio Guarna