Processione a mare: Soverato rende omaggio alla Madonna di Porto Salvo

SOVERATO – Processione Madonna a mare 2025

Soverato, 10 agosto 2025, la tentazione di battere un pezzo c’è, e cedo. Ai tempi in cui mi occupavo di cronaca locale, la Processione della Madonna a mare non mi scappava mai—apertura di pagina assicurata e, spesso, civetta in prima regionale. Per la cronaca più ampia, una volta, su Italians” (rubrica del Corriere della Sera) a cura di Beppe Severgnini, mandai la foto-notizia del grande tuffo collettivo: la barca con la Madonna di Porto Salvo che passa e, dalla riva, un’onda di gente che si stacca e vola in acqua. Quella foto-notizia, da sola, con il suo breve commento, teneva insieme devozione e cronaca meglio di qualsiasi articolo. Ma passiamo alla Madonna a mare 2025. La festa segna sempre il record di presenze dell’anno a Soverato, e così immagino che sarà anche per il 2025. La tradizione ha superato il secolo e nasce da un voto in mezzo al mare: tempesta furiosa, il capitano di lungo corso Rocco Caminiti alza lo sguardo e promette una festa ogni anno se l’equipaggio si salva. La salvezza arriva, la famiglia Caminiti mantiene la promessa e costruisce una chiesetta—quella “dei pescatori”—e da lì ogni anno parte la processione a mare che conosciamo. La festa si tiene la seconda domenica d’agosto: quest’anno è domenica 10 e abbraccia la notte di San Lorenzo. Festa in acqua e, sopra, il cielo che aspetta le scie. (Nota dell’appassionato di astronomia: il picco delle Perseidi è previsto tra il 12 e il 13, ma qualche “lacrima” dovrebbe cominciare a scendere anche prima). Ma passiamo alla cronaca. Si parte da via San Martino. La chiesetta dei pescatori è il punto fermo: lì la Madonnina abita tutto l’anno e in questi giorni è rimasta affacciata sulla strada come una madre sull’uscio. I portatori la sollevano, la processione, con in testa lo storico complesso bandistico “U. Pacicca” e le autorità, si allunga verso la spiaggia. La statua sale sull’imbarcazione, che prende il largo, e lo Ionio diventa un grande sagrato d’acqua. Intorno e al seguito, un arcipelago di barche: bandiere sulle antenne, sirene che salutano, braccia che si aprono, si chiudono, si alzano. Il momento che non impara mai a farsi routine è il tuffo al passaggio. Proprio lì, accanto a me e a mia moglie Rosanna, mentre osserviamo dall’alto, all’altezza dello Spox, sbuca un amico di “passione” interista come me, con una macchina fotografica professionale: è venuto perché da qui lo scatto è perfetto. Penso all’Inter e a Francesco Repice, radiocronista capace di entusiasmare chiunque. Ci vorrebbe uno come lui per raccontare il tuffo collettivo. Allora—si parva licet componere magnis—ci provo, adesso, di getto, pensando a quel momento in cui la Madonna arriva alla nostra altezza e osservo la folla lanciarsi in acqua. Immaginate un tono coinvolgente e una voce che ripete: “Attenzione, attenzione… succede adesso! La Madonna di Porto Salvo avanza maestosa, la flotta la scorta, il mare è in festa… Dalla riva un boato, un grido, un brivido! In decine, in centinaia, si lanciano in acqua: un’onda di corpi che corre verso di lei. Braccia che tagliano l’azzurro, la folla non cammina: si tuffa e avanza a bracciate—gambe che battono la schiuma, respiri di lato, spruzzi che si aprono a ventaglio… Oggi la folla non cammina, nuota, nuota, nuota verso la Madonna di Porto Salvo: un atto di fede magnifico. È così che la città di Soverato rende omaggio a Maria Santissima. Una città dove Salesiani e Suore di Maria Ausiliatrice custodiscono e alimentano, giorno dopo giorno, una religiosità semplice e salda. Un 2025 strepitoso, che resterà negli occhi e nel cuore della città!!”. Stop alla radiocronaca! Terminato il giro a mare (e quest’anno niente storica sfida tra lidi a colpi di fuochi), la processione riprende terra e chiude il cerchio: Lungomare Europa, sosta all’Ufficio Circondariale Marittimo per la preghiera del marinaio, dove ci siamo spostati con il motorino e abbiamo aspettato la statua—poi il corteo risale lungo via C. Colombo, parallela al Lungomare, svolta su via Pitagora e rientro in via San Martino; Messa alle 21.00. Quando ormai è buio, tutti in spiaggia e per le strade ad aspettare lo spettacolo pirotecnico, col naso all’insù nella speranza di intercettare qualche stella cadente e strappare un desiderio. I fuochi si aprono con un botto secco. Mentre guardiamo il rincorrersi dei colori, mi sfiorano le immagini degli anni passati: bambino sulle spalle, adolescente col sale sulle labbra, adulto… Dopo un finale lungo, variegato e spettacolare: ventagli di luce, bagliori rossi e bianchi, etc. che si rincorrono in cielo fino all’ultimo lampo, come se la notte non volesse finire, il concerto dei fuochi tace, segue un forte applauso collettivo, e scende il silenzio. Resta il brusio della tantissima gente che ha assistito. Questo è tutto. Ho scelto il taglio di una pagina di diario, forse un po’ lunghetta. Ma non dovendo fare una cronaca dettagliata come ai tempi del mio impegno giornalistico, mi sono presa questa libertà. Il senso vero, però, non è nelle parole: è nel sentimento religioso che anima la festa della Madonna di Porto Salvo, fatto di gratitudine e speranza. La festa civile si spegne, quella della fede continua, giorno dopo giorno, nel silenzio di una preghiera.

Fabio Guarna