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Aforismi

Aforismi di Kahlil Gibran

4 Aforismi di Kahlil Gibran 1. Ho conosciuto il mare riflettendo su una goccia di rugiada. 2. Il significato di un uomo non va trovato in ciò che egli raggiunge, ma in ciò che vorrebbe raggiungere. 3. Spesso ci graviamo di debiti con il futuro per pagare i debiti con il passato. 4. Come é nobile colui che, col cuore triste, vuol cantare ugualmente un canto felice, tra cuori felici.

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Aforisma di Schopenhauer

Non chi ha il volto aggressivo ma,  piuttosto,  chi lo ha intelligente appare temibile e pericoloso come è indubitabile che il cervello dell'uomo è un'arma più tremenda che l'artiglio del leone Arthur Schopenhauer

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Dante Alighieri, Divina Commedia – Inferno canto II, vv 70-84

I' son Beatrice che ti faccio andare; vegno del loco ove tornar disio; amor mi mosse, che mi fa parlare. Quando sarò dinanzi al segnor mio, di te mi loderò sovente a lui". Tacette allora, e poi comincia' io: "O donna di virtù, sola per cui l'umana spezie eccede ogne contento di quel ciel c'ha minor li cerchi sui, tanto m'aggrada il tuo comandamento, che l'ubidir, se già fosse, m'è tardi; più non t'è uo' ch'aprirmi il tuo talento. Ma dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso in questo centro de l'ampio loco ove tornar tu ardi". Dante Alighieri

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2 aforismi: Vittorio Alfieri e Leon Battista Alberti

"Bisogna veramente che l'uomo muoia perché altri possa appurare, ed ei stesso, il di lui giusto valore". Vittorio Alfieri "In tutte le mie intercenali (intrattinemento della cena ndr) voglio che i miei lettori vedano come io abbia soprattutto voluto renderli partecipi della mia arguzia e abbia cercato argomenti adatti ad alleviare le loro più serie preoccupazioni"     Leon Battista Alberti

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Dante Alighieri, Divina Commedia – Inferno canto XXXII, vv 1-9

S'io avessi le rime aspre e chiocce, come si converrebbe al tristo buco  sovra 'l qual pontan tutte l'altre rocce, io premerei di mio concetto il suco più pienamente; ma perch'io non l'abbo, non sanza tema a dicer mi conduco; ché non è impresa da pigliare a gabbo discriver fondo a tutto l'universo, né da lingua che chiami mamma o babbo.  Dante Alighieri

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