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Gastronomia

Olimpiadi Culinarie: 19 – 22 ottobre Erfurt

Proprio come quelle sportive si svolgono ogni 4 anni anche le olimpiadi culinarie, ad Erfurt dal 19 al 22 ottobre 2008. La più grande competizione culinaria, che vede confrontarsi cuochi professionisti di 53 nazioni e prevede un afflusso di 22000 visitatori, non è solo una manifestazione fine a se stessa con il riconoscimento della squadra migliore, ma è un momento importantissimo di scambio e confronto per i professionisti che si incontrano. Difatti lo scopo essenziale della manifestazione è quello di mostrare le tendenze, le novità del momento e strabiliare i tanti visitatori con sapori e odori inimitabili. L'Italia sarà presente con la Federazione Italiana Cuochi, ma anche diverse squadre regionali e singoli professionisti si batteranno per mantenere alto il nome della nostra cucina nazionale. Per informazioni sulla manifestazione: Olympiade der Köche, disponibile in tedesco ed inglese.

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Sacher Torte

Non sapete come si fa? Semplicissimo ...  insomma la ricetta originale pare sia custodita nella pasticceria dell'hotel Sacher a Vienna e tutte le altre, compresa quella  che di seguito viene riportata si suppone essere un tentativo di imitazione...

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Ricette, sardine con patate

Una ricetta che si attribuisce alla gastronomia del Marocco è quella delle sardine con patate. Per preparare il buon piatto bisogna disporre di 1 Kg di sardine, 250 grammi di patate, prezzemolo e coriandolo sminuzzato, qualche spicco d'aglio schiacciato, delle uova (1 o 2), un po' di peperoncino rosso e sale. Si prepara in questo modo. È necessario dapprima fare a squame il pesce rimovendo la testa e le spine. Quindi si apre la sardina e dopo averla pulita la si fa asciugare. Intanto vanno preparate le patate con il prezzemolo, il coriandolo, le uova sbattute e il peperoncino rosso a cui va aggiunto il sale. Una volta conclusa quest'ultima operazione bisogna fare una piccola frittella in modo da poter realizzare un sandwich con due sardine dischiuse che vanno messe distese e infarinate su entrambi i lati per essere fritte in olio caldo.

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Pane e nutella

Chi non ha mai assaggiato una bella fetta di pane casereccio con su spalmato cucchiai di nutella a volontà? Pochi. È una ricetta che non tramonta mai e nella sua semplicità regala quel sapore che sin da bambini, gli amanti della nutella, portano con sè come uno dei ricordi più gustosi. Per queste ragioni riteniamo che in mezzo a tante ricette che di tanto in tanto segnaliamo su questo blog, uno spazio non possa non essere dedicato alla strepitosa ricetta "pane e nutella". Dunque: tagliate una fetta di pane, spalmate la nutella (più ne mettete e più il prodotto diventa buono), quindi assaggiate, gustate lentamente. La linea? Una volta peccato non abbiate rimorsi. P.S. Una variante potrebbe essere quella di spalmare la nutella su toast appena riscaldati. Ma per adesso proviamo a gustarci una buona fetta di pane e nutella.

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Pere alla nutella. Slurp!!

Navigando su internet ci siamo imbattuti in una ricetta che ci ha attirato e abbiamo voluto provare. Sono le "pere alla nutella". Facili da preparare richiedono pochi ingredienti  e poco lavoro. Rispetto alla ricetta che abbiamo trovato su internet abbiamo fatto qualche piccola variazione soprattutto nel senso che abbiamo aggiunto un po' di nutella in più, rispetto a quanto consigliato. Allora provate a fare quanto di proponiamo: mettete a cuocere due pere per circa 10 minuti in acqua bollente a cui avete aggiunto un po' di zucchero (acqua zuccherata in sostanza). Quindi sbucciate le pere mentre avete scaldato la nutella in modo da renderla leggermente liquida per potere essere versata nel piatto sulle pere. Sulle due pere dovete versare almeno 4 cucchiai di nutella e al termine guarnite il tutto con la panna montata. Slurp, slurp. Provare per credere.  PS gli ingredienti che abbiamo indicato sono per due persone.

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Per amore di un hamburger migliore – For the love of a good burger

"In a world where "burger" most often means a thin piece of meat whose flavor is overwhelmed by ketchup, mustard, pickle or onion, it doesn't take much effort to make a better one" (in un mondo dove molto spesso hamburger significa una parte sottile di carne il cui sapore è arricchito di ketchup, mostarda, sottaceto e cipolla, non ci vuole molto sforzo per farne uno migliore meglio. Si apre così un articolo di oggi del New York Times dal titolo "for the love of a Good Burger" (per amore di un buon hamburger). Nel pezzo, interessante da leggere viene ben spiegato che per avere un buon hamburger o meglio ancora un buono e sano hamburger sarebbe opportuno fare un'attenta selezione delle carni. Infatti, secondo l'autore dell'articolo (ed è difficile dargli torto), non sempre quando acquistiamo degli hamburger, spesso surgelati, conosciamo bene la carne di provenienza. Potrebbe essere delle migliori specie ma anche di bassa qualità. Quindi, il quotidiano statunitense, prosegue con una serie di suggerimenti delle quali i lettori dovrebbero farne tesoro. E non solo quelli degli Stati Uniti, patria dei "burger", ma anche quelli Europei che vanno sempre più americanizzandosi nella scelta dei cibi. Fabio Guarna ENGLISH "In a world where "burger" most often means a thin piece of meat whose flavor is overwhelmed by ketchup, mustard, pickle or onion, it doesn't take much effort to make a better one". Begins like this an article on New York Times title "for the love of a Good Burger" (per amore di un buon hamburger). The article is very interesting to read. This articles explains that to have a good burger or a good healthy burger it is opportunable to select meats. Infatc according to the author of the article (It's difficult to not agree) everytime we buy burgers not always we know where the meats comes from. It could be good or bad quality. The american newspaper continues with a series of hints for the readers to treasure. And not only American readers but European readers too that always follow american food.

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