Gastronomia

Slow Food Soverato a Mediterraneating – Napoli 24-25-26 novembre

Il convivium Slow food di Soverato, su invito del dr Massimo Lucidi, ha in programma anche quest’anno la partecipazione all’evento Mediterraneating che si terrà a Napoli il 24-25 e 26 novembre. La nostra delegazione, si avvarrà quest’anno della presenza del designer Enzo Palmisciano che creerà un evento di presentazione della nostra produzione di eccellenza regionale che si può proiettare a livello internazionale.Anche quest’anno porteremo i profumi ed i sapori della nostra terra che si inseriscono nel percorso di valorizzazione del territorio che stiamo portando avanti da alcuni anni, non ultimo la nostra partecipazione a Terra Madre con la Cupeta di Montepaone, una  comunità del cibo tra le 1600 partecipanti. La nostra esperienza  di partecipazione ad eventi fuori regione, tra cui quelle a Bucine (AR) per il festival delle regioni e a Vicenza ( disfida dello stoccafisso con la conquista del I° premio della giuria), ci consentirà di essere presenti anche quest’anno a Napoli con la testimonianza del nostro territorio.I temi trattati con originalità a Napoli con  Med in Italy sono tutti afferenti l’innovazione a tavola:Fashion Food: strumento di marketing innovativo, capace di mettere in contatto produzioni agroalimentari di eccellenza con stilisti che operano sul packaging.Food & Design: le nuove frontiere del design applicate al mondo dell’alimentazione: • Nascono i nuovi concept store nel settore del retail. • La nuova percezione del gusto: il cibo cambia forma.A Tavola con l’Arte: un momento di incontro e scambio tra arte e cibo: due mondi fortemente radicati nella nostra tradizione, espressione efficace del “Made in Italy”.Il convivium Slow food di Soverato porterà  un contributo originale al convegno, che verterà sulle tesi  proposte dal Dr Massimo Gennarelli (Senior Lecturer in Marketing & Strategy Fondazione Istud) :”L’innovazione alla guida della competizione, Prospettive e Scenari per le imprese agroalimentari italiane”. All’inaugurazione, venerdì pomeriggio parteciperà lo stilista Santo Versace, che saluteremo con grande affetto. Presenteremo la nostra preparazione gastronomica in anteprima a Napoli all’evento Mediterraneating” che  festeggerà il terzo anno con un’edizione speciale, “Med In Italy”.Si consentirà di fatto al Mercato delle Fiere in Italia e al nostro Paese di recuperare con coerenza e coraggio una nuova politica di promozione della filiera agro alimentare: “Med In Italy” è la vetrina mediterranea per la promozione del Made in Italy.L’impegno con il quale il piatto è stato curato, “progettato” dal designer Enzo Palmisciano  e dallo chef  Luigi Quintieri, sarà una vera chicca che esalterà le sensazioni che lo stesso piatto si propone di avere. Possiamo svelare in anteprima il suo tema: “semplici interpretazioni, divinamente complesse”. Al ritorno vi inebrieremo facendovi immergere nei sapori e nei colori della preparazione gastronomica, rivelandovi gli ingredienti e la ricetta.La fiduciaria Marisa Gigliotti

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Ogni frutto ha la sua stagione

NOTA DELLO SLOW FOODCastagno secolare La visita di Slow food Soverato a Cerva di domenica 12 novembre.IL TEMPO DELLE CASTAGNE è una manifestazione che ha organizzato il Gal Valle del Crocchio e che è ancora in corso. Il Convivium slow food di Soverato, quest'anno, dopo le bellissime esperienze degli anni precedenti a Serrastretta con la visita ai “pastillari” ha voluto fare un'esperienza nuova, cercando di approfondire anche i temi che ci siamo portati dentro dalla partecipazione a Terra Madre, l'evento di incontro dei produttori di cibo del mondo che si è tenuto a Torino.Tra i vari appuntamenti segnalati dal Gal valle del Crocchio,abbiamo scelto di partecipare a quello organizzato a Cerva domenica 12 perché volevamo trascorrere una giornata con stimoli culturali oltre che ricca di sapori. Siamo stati accolti dal sindaco, Salvo Pascuzzi, che ha lasciato i suoi impegni per accompagnarci personalmente alla radura di località Donaglie, dove abbiamo potuto ammirare le opere di sistemazione dell'area attrezzata, realizzata con elementi di arredo semplici che bene si inseriscono in questa montagna Presilana. La visita ai castagneti, ben tenuti, ci ha fatto capire ancora di più l'operazione di cura che il Comune, la Forestale ed i cittadini praticano normalmente. Il sindaco ci ha informato che ben 15 ettari di castagno vengono dati in fitto alle famiglie di Cerva, che possono così effettuare la raccolta delle castagne contribuendo all'economia del territorio.Tutto questo ci è sembrato degno di ammirazione, perché contribuisce in pratica a quel progetto di permanenza delle persone nei territori interni, quelli più difficili e disagiati, di cui spesso si parla ma forse si conosce poco. Lo spettacolo degli 80 castagni secolari di cui almeno due con più di 300 anni di vita, ci ha affascinato, anche perché nonostante l'età e la dimensione dei tronchi cavi, sono ancora produttivi. La giornata ha avuto la sua sosta gustosa a pranzo, presso il ristorante Mundial 82, segnalato dalla guida Osterie d'Italia di Slow Food editore. Un menù a base di funghi, patate, insaccati sapientemente preparati dal titolare, Giuseppe Masciari, anche lui da segnalare per la tenacia dimostrata nel volere fare cucina di qualità in un piccolo paese di montagna, normalmente fuori dai circuiti turistici. Il sindaco ci ha poi invitato a visitare il museo della castagna, la cui inaugurazione era appunto prevista nel pomeriggio. Questa visita ci ha anche consentito di ammirare il centro storico, pieno di viuzze e case ben tenute, con una cura per le facciate rese più attraenti da murales realizzati con soggetti legati alla storia ed ai luoghi di questa comunità. Per finire, la partecipazione alla sagra delle caldarroste, allietata da musiche e balli popolari in piazza ci ha riportato al clima festaiolo che di solito si respira in occasione delle tante manifestazioni che si organizzano di questi tempi. Ma per noi di Slow food, tutto questo ha avuto un altro senso, proprio perché abbiamo voluto vivere direttamente e con semplicità una giornata in montagna partendo dai luoghi di produzione di quella materia prima ( le castagne) che spesso gustiamo in città all'angolo delle strade senza conoscerne le origini e la fatica di chi cura i castagneti.Marisa Gigliotti

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Ricetta, zuppa di Halloween

ZUPPA DI HALLOWEENChe dire di una bella e soprattutto buona crema di zucca per Halloween? Per prepararla spiegano alcuni esperti bisogna disporre dei seguenti ingredienti: zucca non sbucciata, patate, panna, burro, brodo e formaggio grattugiato, sale e pepe.Bisogna dividere la zucca e la patata a cubi quindi cuocere in una pentola con brodo vegetale per una mezz'oretta. Il tutto va frullato fino a quando si forma una crema uniforme. A questo punto aggiungere un po' di burro, panna, sale e pepe. Infine mescolare e rimettere sul fuoco e quando inizia l'ebollizione togliere dal fuoco e versare nei piatti cospargendo il tutto con parmigiano reggiano grattugiato, sale e pepe.

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Gastronomia, salmone norvegese

Salmone norvegese sfilettato dallo chef Sven Erika Renaa Recentemente uno staff proveniente dalla Norvegia ha fatto tappa all'Istituto Alberghiero di Soverato per illustrare i prodotti ittici norvegesi. Durante il seminario promosso dalla "Norwegian Seafood Academy" sono state distribuite delle ricette della "Gastronomisk Institut" . Riportiamo intergralmente la pagina distribuita che riguarda il salmone norvegeseSalmone norvegese e caviale "rogaland", con spuma di spinaci e rafano400 grammi salmone norvegese, senza pelle e lische Salamoia 100 grammi sale 50 grammi zucchero 1000 grammi acqua freddaMettete i filetti di salmone in un contenitore profondo e piatto. Mescolate gli ingredienti della salamoia e versatela sopra al pesce. Lasciate il salmone in salamoia per 10 minuti, poi scolate i filetti e asciugateli con un tovagliolo di carta. Scaldate il pesce in forno o in una padella per qualche minuto da entrambi i lati.Salsa scandinava per guarnire il pesce10 tuorli d'uovo di quaglia 3 cucchiai uova di salmone 3 cucchiai caviale svedese "Kalix" 3 cucchiai caviale di storione 4 scalogni a dadini 2 cucchiai era cipollina finemente tritata 2 cucchiai cerfoglio finemente tritato 2 cucchiai albumi d'uovo sodo finemente tritati sale grossoCon un cucchiaio di legno mescolate delicatamente tutti gli ingredienti insieme. Collocate la mistura e i tuorli d'uovo di quaglia sopra al pesce.Spinaci2 scalogni a dadini 1/2 spicchio aglio finemente tritato 2 cucchiai burro 200 grammi di spiaci lavatiEliminate i gambi più grossi delle foglie degli spinaci. Scaldate il burro in una casseruola e fate soffriggere lo scalogno e l'aglio. Non scaldate troppo (l'aglio potrebbe bruciarsi e lasciare un sapore sgradevole). Dopo circa un minuto spolverizzate con sale e pepe e servite immediatamente.Spuma di rafano2 tazze di latte 4 cucchiai di rafano 3/8 cucchiaino lecitina per 2 tazze di liquido saleFate sobbollire il latte con il rafano per 10 minuti, aggiungete sale e lecitina. Passate al setaccio e montate a mano per ottenere l'effetto spuma. Servite immediatamente.

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U pane de maju

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Nell'ambito della manifestazione organizzata dall'associazione Culturale Olivadese, nella serata di degustazione conviviale Domenica 17 settembre, ad Olivadi è stato presentato u "pane de maju", La manifestazione si inserisce nella rassegna“I sapori della tradizione”, che si propone la riscoperta e la diffusione delle tradizioni gastronomiche locali più autentiche in un percorso di ricerca in collaborazione con Slow Food Soverato. In quest'occasione  si sono impegnate le donne di Olivadi che hanno interpretato ognuna con piccole variazioni il tema,in quanto   la preparazione di questa ricetta avviene "a occhio", nel senso che chi la prepara, eccettuata la farina, non pesa gli ingredienti, ma si regola man mano, anche in base ai propri gusti... La ricetta del "Pana cu 'u maju" (o "Pana de Maju") prende il nome dai fiori di sambuco, che vengono chiamati "fiori de maju", in quanto la fioritura inizia proprio in quel mese. Si tratta di una ricetta tipica Olivadese e di pochissimi altri comuni Calabresi; infatti, anche nei paesi limitrofi ad Olivadi, questa tradizione non è presente. Può capitare che la preparazione subisca delle variazioni, in base alla "mano" che la prepara. Accade così che qualche famiglia prepari il pane senza la sugna, usando invece l'olio. Oppure, c'è chi preferisce usare i "ciculi", pezzetti di carne di maiale e sugna, ossia ciò che rimane dalle "frittole", che sono la bollitura di carne di maiale magra e grasso. In questa occasione i fiori di sambuco utilizzati erano stati raccolti a maggio e conservati nel congelatore, ma il prossimo appuntamento sarà a maggio per la preparazione giusta nel tempo della raccolta. La degustazione ha visto gli abbinamenti con i pecorini a latte crudo del territorio e con il vino rosso,il tutto accompagnato da musiche di Astor Piazzola, eseguite dal gruppo “Epokè”. Siamo grati all'associazione Culturale Olivadese e al prof. Daniele Mellace che ci hanno fatto scoprire questo sapore, con l'augurio che si possa instaurare un rapporto di collaborazione con Slow Food per la valorizzazione di altri tesori gastronomici.

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Ricette. Tonnetti alla Calalonga

Calalonga nota località turistica di Montauro, sulle cui spiagge i pescatori usavano lanciare le reti di 70 80 metri, che poi venivano tirate a braccia dalla riva da dieci pescatori con delle bretelle legate alle spalle in dialetto cordane, da qui il termine calalonga...

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Ricette. Ravioli all'ammiraglia

Ravioli all'ammiragliaPiatto proposto dal ristorante "Il Delfino" di Montepaone: Ravioli all'ammiraglia I premio concorso "Il maitre dell'anno 2002" sezione Calabria - cucina alla lampada - Maitre: Gianni Romano Ingredienti per 4 persone500 grammi di Ravioli ripieni di Cernia 100 grammi di funghi porcini freschi 2 zucchine grandi 4 gamberoni grandi olio extra-vergine di oliva sale e pepePreparazioneRosolare i porcini tagliati a cubetti in olio extra-vergine aggiungere pomodoro fresco fare sfumare con vino bianco tagliare a Julienne le zucchine e fare soffriggere, quindi aggiungere a cottura ultimata rosolare i gamberoni sgusciati e guarnire il piattoVino Consigliato: Si accompagna con un vino bianco non forte (Chardonnay).

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Il presidio Slow Food della Soppressata di Decollatura al Salone del Gusto di Torino

È stato presentato il primo presidio slow food della provincia di catanzaro al lingotto- salone del gusto di slow Food Torino. Nella via dei salumi è stato allestito lo stand, che ha visto una numerosa ed interessata partecipazione del pubblico presente, che ha apprezzato il gusto della particolare Soppressata, unica nel suo genere per le particolarità di provenienza dei suini (tutti autoctoni) e per la lavorazione rigorosamente fatta artigianalmente. Con la presentazione al Salone del Gusto, si segna una tappa importante nella storia di questo salume, presente a Decollatura e nel territorio del Reventino, negli scorsi anni portato all'attenzione con l'istituzione di Un'Accademia della soppressata di Decollatura. La provincia di Catanzaro, la comunità Montana ed il comune di Decollatura sono i sostenitori fiananziari del presidio la cui responsabile è Marisa Gigliotti, fiduciaria Slow Food. Il Presidio, nell'ottica Slow food è un progetto concreto per la salvaguardia della biodiversità, di prodotti che sono realizzati in quantità limitate ed artigianali, da aziende agricole o di trasformazione di piccole dimensioni . Nel nostro caso è stata individuata un'area di produzione della Soppressata che coincide con i territori di alcuni comuni del Reventino tra cui Decollatura, Serrastretta, Cicala, dove si produce la soppressata secondo una tradizione che la rende unica in Calabria. Le sue caratteristiche sono merito della qualità dei suini, allevati in casa con la vrodata (gli avanzi della cucina), con ghiande,castagne, crusca, erbe selvatiche, mele, pere, fichi, secondo le stagioni. Le carni magre delle cosce e dei filetti, mescolate al grasso del collo,si riducono a tocchetti e si impastano a lungo con sale e salsa di peperoni, ottenuta dai peperoni rossi di Pizzo Calabro (pizzitani) sbollentati, passati al setaccio e quindi addensati con una rapida cottura. La carne così conzata riposa una notte per essere pazientemente insaccata nelle budella del maiale stesso. La lavorazione e la stagionatura conferiscono un'altra particolarità a questa soppressata che è la lacrima che fa l'eccellenza di questo prodotto. L'obiettivo del Presidio è incentivare i piccoli allevamenti locali di suini e mettere a norma alcuni piccoli produttori che, al momento, producono essenzialmente per autoconsumo. Il progetto prevede l'inserimento del Presidio nelle pubblicazioni Slow food, nella partecipazione agli eventi fieristici, nella segnalazione per le cene, nell'assistenza per la definizione del disciplinare di produzione. Oltre che nello stand il presidio è stato presentato dalla responsabile Marisa Gigliotti nella sala stampa del Lingotto, durante la presentazione del nuovo libro "I presidi Italiani" dell'edizione Slow food editore che annovera 200 presidi.

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A proposito del peperoncino di Soverato

Vi comunichiamo che c'è una storia vera dietro la felice espressione con cui Franco Neri ha legato il nome di Soverato al peperoncino. Il peperoncino affonda le radici a Soverato e ne è testimonianza la tradizione della coltivazione e della conservazione fatta da sempre nelle case...

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A proposito del peperoncino di Soverato

IL VERO PEPERONCINO È QUELLO SI SATRIANOTUTTI PAZZI PER IL PEPERONCINO DI SATRIANO Franco Neri ha lanciato quello di Soverato, ma trattasi di un peperoncino più che altro virtuale. Diverso discorso merita invece il peperoncino di SatrianoSATRIANO - Ha generato diversi commenti nel paese delle pre-serre il tormentone del peperoncino di Soverato che il cabarettista Franco Neri non manca di menzionare nelle sue performances a Zelig di Canale 5. Senza offesa per la Perla dello Jonio ben nota per altre virtù e risorse, il peperoncino è un ingrediente, anzi, potremmo dire, un valore aggiunto nel pasto proprio dei satrianesi. Come tale si coltiva negli orti o in apposite "graste" che adornano i balconi delle case e, quando col finire dell'estate, la sua pianta cessa di dare frutto, l'ultimo prodotto di stagione viene raccolto amorevolmente intorno ad un lungo filo e, in forma di rosario (la sua giusta denominazione, in questo caso, è "resta" appeso ad essiccare al sole lungo i muri che danno sui balconi delle abitazioni dove essi sono maturati. In maniera che il peperoncino rosso di Satriano, è giusto chiamare le cose con il loro vero nome, possa continuare ad adornare la mensa dei satrianesi ancora nelle fredde e buie giornate d'inverno. Insomma, è il caso di dire che molto più a Satriano che a Soverato il peperoncino piccante sia parte integrante del menù. Anche se, a dir vero, non esiste un peperoncino specifico dell'una o dell'altra città mentre esiste il peperoncino calabrese che è il compagno e l'onore della sua mensa e, a parte le sue ormai universalmente riconosciute proprietà terapeutiche, concorre a dare sprint ed energia a chi ne fa costante ancorché moderato consumo. Sappiamo da fonte fededegna che anche l'On.le Soriero, satrianese doc è ghiotto del peperoncino rosso e, quando può, ne fa uso durante i pasti. Non conosciamo al momento invece le preferenze in fatto di peperoncini rossi dell'altro autorevole satrianese doc, il governatore della Calabria Giuseppe Chiaravalloti. Non mancheremo appena possibile di chiederglielo dandone immediato conto. E chissà se il primo e il secondo, con scelta rigorosamente bipartisan, non possano decidere insieme di promuovere il "peperoncino di Satriano", procurando di far riconoscere meritamente ad esso il legittimo marchio della loro città d'origine.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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