Soverato

È morto in un incidente Lucio Moraca

Comunità soveratese sconvolta per il terribile incidente nel quale ha perso la vita domenica pomeriggio il giovane Lucio Moraca. Lucio si trovava a bordo della sua moto nella pre-sila quando per cause ancora da accertare è sbalzato dalla sella. Ci lascia un bravissimo ragazzo, un esperto in informatica, settore in cui Lucio operava con successo, un amico sincero e leale di cui Soverato sentirà per sempre la mancanza.

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Soverato, viabilità, rumori, analisi sulla ricettività

A Soverato non si risparmia su niente. Nemmeno sul senso del ridicolo. Che, anzi si spreca.. Ricordate la noiosa "querelle" sul nuovo regolamento stradale? Sono intervenuti sul tema i massimi strateghi della viabilità. Sarà meglio salire da via Cassiodoro e scendere da via Pitagora? O viceversa? Un dilemma a petto del quale quello d'Amleto diventa uno scherzo. Sapete tutti come è andata a finire. Da via Cassiodoro non si può ora né scendere né salire. E in via Pitagora sarà presto la stessa cosa. In via Miloni e sul marciapiede del lungomare è un'impresa camminare. Via S.Giovanni Bosco è una teoria ininterrotta di autoveicoli in sosta. Insomma l'area su cui sorge l'ex Comac è letteralmente assediata da bancarelle e autoveicoli. Il centro storico della nostra città è diventato un "suk" un bazar. E sarà così per tutta l'estate. E i rumori molesti. Gli abitanti di quel quartiere sono ridotti alla disperazione. Ma ora che ricordo, sull'area di quel fatiscente baraccone non doveva sorgere un Grand Hotel? Ed a proposito di alberghi penso che qualcuno non sia ancora a conoscenza d'una notizia che non mancherà di sorprenderlo. Il Dott. Caminiti, presidente della Federalberghi per la Calabria ha ritenuto non solo opportuno, ma doveroso rendere pubblica una verità che molti, certo in buona fede, continuano a non volere accettare. "La realtà, come diceva Aristotele, consiste nell'affermare quello che è, e negare quello che non è". Anche se come tutti sanno "La verità è figlia del tempo". Alla luce di queste ovvie considerazioni, sentiamo ora cosa dichiara il Dott. Caminiti. "Da una nostra indagine risulta che la Calabria è ai primi posti in Italia per numero di alberghi. Che in buona parte restano vuoti. È inutile perciò costruirne altri se mancano le presenze.Quelli esistenti bastano e avanzano. La nostra regione non ha bisogno di costruire altri alberghi. È come se un'industria riscontrasse d'avere i magazzini pieni di merce invenduta e decidesse di aumentare la produzione per risolvere il problema". Cosa diranno adesso coloro che vogliono farci credere che la costruzione di nuovi alberghi rappresenti la condizione indispensabile per un vero decollo turistico? Ed ecco che alla fine, l'alibi è miseramente crollato. Lo stesso rappresentante degli albergatori ha sfatato una leggenda. Non sono gli alberghi che mancano. Mancano solo quelli che hanno la capacità di riempirli. E vogliamo, per favore, mettere da parte la solita patetica retorica del patrimonio artistico,culturale,paesaggistico. Ne è piena l'Italia tutta di queste belle cose. Ma non dobbiamo scoraggiarci perché il futuro è quasi sempre diverso da come l'abbiamo immaginato.Adriano Pecci (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Soverato. 2 appuntamenti

SOVERATO - "La città che vogliamo: Soverato, una stagione per pensare…insieme" è il tema del convegno che si terrà il primo agosto presso il Lido VerdeMare di Soverato alle ore 21,30. I lavori del convegno presentati da Pino Nucera e moderati da Matteo Caridi...

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Il "caso" Matteotti arriva a Roma

Interrogazione ministeriale del deputato Nesi sul cambiamento dell'intitolazione della piazza IL "CASO" MATTEOTTI ARRIVA A ROMA Chiesto l'intervento del Viminale sulla decisione della giunta comunaleSoverato non può cancellare Matteotti e la sua storia. Un imperativo divenuto irrinunciabile per Carlo Mellea, Presidente dell'Osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti fin dal giorno in cui la giunta Soveratese di Raffaele Mancini decise attraverso una delibera di rimuovere l'intitolazione di una piazza Soveratese dedicata alla vittima del fascismo. E la battaglia di Mellea è andata avanti fino ad arrivare sul tavolo del Ministro degli interni per mezzo di Nerio Nesi, deputato del Parlamento, il quale attraverso una interrogazione ha chiesto al rappresentante del Viminale chiarimenti dopo avere premesso come si legge dagli atti parlamentari che "la giunta del Comune di Soverato (in provincia di Catanzaro) ha deliberato di togliere da una piazza della città il nome di Giacomo Matteotti alla quale la piazza stessa era dedicata". Nesi ha rilevato che "il Ministro interrogato, in analoghe questioni, ha fornito risposte antitetiche (si vedano le risposte alle interrogazioni n. 4-4348 e n. 4-2370), in ordine alla vigenza del regio decreto n. 1158 del 1923 (convertito dalla legge n. 473 del 1925) e della legge n. 1188 del 1927". Pertanto il parlamentare ha chiesto di sapere se il vertice del Viminale "ritenga tuttora vigente la richiamata normativa e - in caso affermativo - quali valutazioni il Ministro interrogato esprima e quali iniziative intenda adottare in ordine ad un atto che all'interrogante appare gravemente lesivo della storia del nostro Paese, della quale Giacomo Matteotti - assassinato dalla teppaglia fascista nel 1924 - è uno dei più alti e luminosi rappresentanti". Nell'apprezzare la sensibilità dell'On.le Nerio Nesi per la problematica, il presidente dell'Osservatorio non ha mancato di ricordare la grande figura del martire del fascismo, il cui gesto di cancellarne la memoria nella cittadina jonica merita un profondo sdegno. Matteotti racconta Mellea va ricordato a fronte dei meriti democratici e del coraggio dimostrato. "Il deputato socialista denunziò con vigore in Parlamento, nel 1924 i brogli elettorali che avevano consentito la vittoria al movimento fascista. Per questo - sottolinea il Presidente dell'Osservatorio - fu sequestrato (su ordine, peraltro controverso, di Mussolini) dagli scherani del duce sul lungotevere e subito dopo malmenato sino alla morte o addirittura deliberatamente ucciso. Mussolini - continua Mellea - negò sempre ogni responsabilità ma l'indignazione nel Paese fu enorme tanto che l'opposizione abbandonò il Parlamento e simbolicamente si ritirò sull'Aventino. Prolungandosi l'Aventino, Mussolini che per un momento rischiò il tracollo del suo regime si riprese con il famoso discorso sull'aula sorda e grigia (il Parlamento) di cui avrebbe potuto fare "un bivacco di manipoli"; si assunse la responsabilità dell'evento ("ebbene se il fascismo è un'associazione a delinquere io sono il capo dell'associazione; mi assumo tutta la responsabilità politica, morale e storica di quanto è accaduto") e istituì il regime imponendo la censura e quant'altro". Intanto la targa Piazza Matteotti ancora non è stata rimossa e le speranze di Mellea e tanti cittadini è che essa possa restare al suo posto affinché il nome del martire fascista non venga cancellato dalla toponomastica cittadina.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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La città onora l'opera di papa Wojtyla

Inaugurato il nuovo tratto di lungomare dedicato al Pontefice scomparso LA CITTÀ ONORA L'OPERA DI PAPA WOJTYLA Taglio del nastro per mano del sindaco Raffaele ManciniSOVERATO - C'era la banda città di Soverato, le forze dell'ordine al completo con l'intero corpo dei Vigili Urbani all'inaugurazione del nuovo tratto di lungomare intitolato a Giovanni Paolo II. Nell'occasione è stata presentata dal comandante Francesco Battaglia anche la nuova doblò fiat 1900 jtd in dotazione al comando dei vigili urbani di Soverato. Si tratta di un mezzo trasformato in ufficio mobile e dotato di diversi servizi fra cui un defribrillatore. È toccato al vicesindaco Pietro Matacera tagliare il nastro e dichiarare, fra gli applausi, ufficialmente in funzione questa nuova autovettura. Quindi si è passati all'intitolazione del nuovo tratto di lungomare. Presenti, come dicevamo autorità militari, civili e religiosi. Fra queste il sindaco di Squillace Guido Rodio, l'assessore provinciale Giovanni Mirarchi e il consigliere regionale Fausto Talarico. Il sindaco di Soverato, Raffaele Mancini dopo una splendida esibizione della banda musicale ha spiegato, ringraziando l'architetto Paolo Maida, il significato simbolico dell'opera e dei disegni che rendono la pavimentazione di questo nuovo tratto di lungomare particolarmente suggestiva. Un moto ondoso farà dunque da battistrada per tutti coloro che passeggeranno sul lungomare Giovanni Paolo II. Un percorso che sembra quasi un continuum con la riva del mare. Raffaele Mancini ha ringraziato Don Italo Sammarro dicendo che egli rappresenta il faro dell'umanesimo di Soverato così come Papa Giovanni Paolo II ha rappresentato il faro dell'umanesimo del mondo. Ha lasciato la parola quindi al parroco di Soverato, il quale nel suo breve ed efficace intervento, con commozione rivolgendosi ai fedeli ha detto: "Giovanni Paolo II vi ama e noi - ha continuato - amiamo Giovanni Paolo II". Un grande applauso ha accolto le parole di Don Italo, il quale ha recitato il Padre Nostro e benedetto il nuovo tratto. Il classico taglio del nastro è stato opera del primo cittadino, visibilmente soddisfatto. Insieme a lui, naturalmente, la giunta cittadina.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Soverato. Turismo di qualità volano di sviluppo

Il tema di un convegno promosso dalla fondazione Marincola-Politi TURISMO DI QUALITÀ VOLANO DI SVILUPPO Predisposti tre progetti, tra cui un master in managemente ed economiaSoverato - Per parlare di valorizzazione e tutela del patrimonio culturale, ambientale e professionale della Calabria, la fondazione Marincola Politi ha scelto la suggestiva sede del cortile dell'Istituto Salesiano di Soverato. E così lo splendido panorama insieme alla circostanza che il dibattito si stesse tenendo nel cortile del liceo classico di Soverato ha fatto da leit motiv all'intera manifestazione. I lavori introdotti e coordinati da Francesco Barbieri, responsabile delle relazioni esterne della fondazione Marincola Politi si sono avvalsi del contributo di autorevoli tecnici e politici. Fra questi Vincenzo Falcone, sottosegretario programmazione fondi comunitari della Regione Calabria il quale, dopo avere evidenziato uno degli aspetti più significativi della nostra terra, ovvero quello di essere un insieme di culture, ha spiegato come il POR Calabria non sia il solo strumento finanziario dal quale attingere le risorse per valorizzare il settore turistico, ma come ne esistano anche altri. Falcone non ha mancato di accennare al contratto di programma per il rilancio del basso jonio attualmente sotto la lente della Regione Calabria che vorrebbe fare di esso il progetto volano di sviluppo del territorio del soveratese. Il presidente della fondazione Marincola, Antonio Marincola Politi, dopo avere rivendicato e riaffermato la totale autonomia della fondazione da lui presieduta e descritto le attività e gli obiettivi portati avanti da quest'ultima ha rilevato come sia "essenziale che la Calabria ritrovi e riscopra se stessa per potersi preparare ad accogliere gli stessi calabresi ancora prima di un turismo internazionale difficilmente adattabile ai nostri standard ricettivi dequalificati ed approssimati" e come allo stato la Calabria fruisca "soltanto di un'utenza episodica, costituita dal solo e pigro viaggiatore". Ecco perché per Marincola "si potrà parlare di turismo calabrese soltanto nel momento in cui la Calabria si sarà fatta fretta per mostrarsi in grado di produrre ed offrire se stessa nell'ambito della sua cultura, delle sue risorse naturali, del suo paesaggio, del suo cibo, delle sue opere d'arte etc.". In questo senso la Fondazione Marincola Politi ha predisposto tre progetti: un master di "Management ed economia del turismo" in collaborazione con la Facoltà di Economia dell'Università della Sapienza di Roma; una operazione estesa in tutto il territorio calabrese con la finalità di redigere un appassionato censimento dei beni culturali sparsi su tutto il territorio; un'iniziativa di "investire nel patrimonio culturale calabrese" attraverso l'offerta di somme anche irrisorie che sarà "un mezzo concreto per aiutare la fondazione a contribuire alla manutenzione, alla catalogazione ed alla pubblicizzazione del patrimonio culturale dell'intera Calabria". Dopo il Presidente della fondazione è intervenuto Maurizio Minervini, docente all'Accademia di bella arti di Catanzaro il quale ha dato risalto ad alcuni aspetti spesso trascurati che potrebbero incentivare la domanda di turismo nella nostra regione. Ad esempio i 400 piccoli paesi pieni di tradizioni e cultura, sicuro riferimento per coloro che intendono vivere la propria esperienza di turismo in Calabria in maniera sana e distensiva. Facendo riferimento a Langhe e Chianti, Minervini ha chiuso il suo intervento sottolineando come si fa buon turismo dove anche la gente residente vive bene. E si sta bene, ha precisato il docente dell'accademia, quando l'ambiente è sano e incontaminato. In qualcuno degli ascoltatori questa affermazione ha fatto venire in mente i momenti di difficoltà che vivono i residenti in posti ad alta densità di visitatori che si concentrano in pochi giorni della stagione turistica e poi svaniscono nel nulla. Beniamino Donnici, assessore al turismo ha rilevato come nella sua ancora breve esperienza di assessore regionale si sia trovato ad ascoltare, durante i convegni, interessanti analisi da parte di operatori ed esperti del settore. Nonostante ciò, ha osservato l'esponente politico, il turismo in Calabria non decolla. Il motivo probabilmente, secondo l'assessore regionale al turismo, è da attribuire alla mancanza di una politica organica che metta in rete le risorse turistiche della Calabria. Ecco perché per Donnici è necessario che tutti comprendano che abbiamo un prodotto di qualità da valorizzare: dai politici agli operatori. Un prodotto che merita una politica mirata come potrebbe essere quella di riqualificazione dei centri storici. Donnici in conclusione ha citato le recenti dichiarazioni del presidente della Feralberghi di Calabria, il quale ha fatto un appello ad un'azione mirata a riempire le strutture ricettive che rimangono per troppi giorni all'anno vuote nella nostra regione piuttosto che pensare di costruire nuovi alberghi. Un messaggio, si è ben capito, che l'assessore al turismo non trascurerà di tenere nel dovuto conto. In conclusione Pino Soriero, già viceministro ai trasporti del Governo Prodi, ha apprezzato l'iniziativa della fondazione e soprattutto la volontà di questa di promuovere un Master in Management ed Economia del turismo. Un corso che servirà a formare le risorse umane del settore turistico di cui la nostra terra necessita insieme alle varie infrastrutture di cui egli durante il suo mandato di governo si era impegnato a promuovere e che ancora non sono state completate come la trasversale delle Serre e il Porto di Satriano. Infine la parola è passata ad un operatore del settore, Mimmo Loiero editore di Guida Blu il quale ha portato la sua testimonianza dopo avere spiegato l'importanza di riscoprire i tesori artistico-culturali della nostra Calabria di cui spesso si ignora l'esistenza. Gli ultimi interventi sono stati quelli della Prof. ssa Michela Mantovani, docente della Sapienzae e del Prof. Attilio Celant, Preside della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza di Roma giunti in ritardo per un contrattempo. I due cattedratici hanno come da programma rispettivamente illustrato il progetto della fondazione "Adotta il bene culturale tuo amico" e il Master in "Management ed Economia del turismo"Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Soverato mostra fotografica

Soverato - Il linguaggio delle immagini ha sempre qualcosa di affascinante, lo sa bene la U.I.F. (Unione Italiana Fotoamatori) che ha allestito una mostra fotografica, appena conclusasi a Soverato presso i locali della Lega navale. Scopo dell'iniziativa è stato quello di far rivivere attraverso quasi un centinaio di immagini (ne vediamo due scattate dai soveratesi Nunzio Careri e Antonio Matacera), le tradizioni e gli antichi mestieri del popolo calabrese. Un angolo della mostra è stato dedicato al compianto Vito Maida, già apprezzato socio dell'UIF e promotore della mostra stessa, prematuramente scomparso qualche mese addietro. Gli autori della collettiva fotografica provenienti da ogni parte della Calabria sono stati: Vincenzo Barone, Nunzio Careri, Martino Ciambrone, Antonio Fabiano, Aldo e Domenico Fiorenza, Emilio Flesca, Vittorio Greco, Carlo Laro, Antonio Mancuso, Vincenzo Martello, Ornella Marzotti, Antonio Matacera, Massimo Merigelli, Giuseppe Romeo, Maria Pia Romeo e Giuseppe Rotta.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Quando Miramare faceva rima con dolce vita

Il locale oggi si chiama Cafè Solaire e negli anni '60 era punto di ritrovo e tappa di molti turisti famosi QUANDO MIRAMARE FACEVA RIMA CON DOLCE VITASoverato - Prima Miramare, poi Hippocampus e oggi Café Solaire. Uno stabilimento balneare ma anche un punto di ritrovo per intere generazioni. Parlare del Miramare di Soverato è un po' come tornare indietro nel tempo. Agli anni '60, quelli del boom quando la cittadina jonica cominciava ad essere frequentata da Vip del mondo dello spettacolo e della musica. E non era facile di quei tempi come invece lo è oggi, incontrare per le strade di Soverato volti noti del mondo della televisione. Allora era la sola Rai con Mike Buongiorno, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini ed Enzo Tortora a farla da padrone. Ebbene i personaggi appena menzionati, conobbero tutti Soverato e fecero tappa al Miramare accrescendone il mito. Le serate con le orchestre più famose, i cantanti più in voga all'epoca (citiamo per tutti Fred Bongusto, Segurini, Kramer, Barzizza), per non dimenticare Leo di San Felice ultimamente rilanciato da Enzo Arbore in "meno siamo, meglio stiamo" e il mitico maestro Munizza di Catanzaro, fecero diventare il lido Soveratese un luogo cult. Frequentato in genere da benestanti tanto che qualcuno ricorda "dici ca ti potivi mbicinara", il Miramare rappresentò per diversi anni il simbolo dell'estate soveratese. Con gli ombrelloni sempre popolati dalle solite famiglie e le panchine antistanti occupati dagli habitues, la storia del Miramare si caratterizzò non solo per le splendide serate ed iniziative ma anche per le tante storie e i tanti aneddoti che lì nacquero. Lo testimonia la signora Leo, moglie di Cesarino, i quali non riescono a trattenersi quando qualcuno li incontra dal puntualizzare che la storia del Miramare è anche quella dei fedelissimi e che quei luoghi frequentati da loro sin dalla giovinezza rappresentano l'archivio storico della "belle epoque" Soveratese. Il fascino del Miramare si è mantenuto e si mantiene anche se ha cambiato nome da decenni. Meta di Catanzaresi e non solo ha avuto sempre dalla sua nascita la fortuna di trovarsi all'ingresso della città e a ridosso del centro storico. Uno splendido panorama sul golfo di Squillace ha fatto poi del locale un suggestivo luogo dove organizzare feste in tutti i periodi dell'anno. In questi anni, dicevamo ha cambiato nome: prima Hippocampus oggi Cafè Solaire. Ma se dando un'indicazione dici Miramare, non sbagli.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Comunicato stampa Agit'Azione

I cittadini che partecipano e si richiamano alle esperienze di Progetto Calabrie, Agit'Azione e Circolo di Unità Socialista hanno ritenuto di non partecipare, alle condizioni attuali, all'incontro pubblico dell'Unione per Soverato dell'8 luglio per i seguenti motivi:· Nonostante le enunciazioni del documento di presentazione, alla cui stesura peraltro abbiamo contribuito, giudichiamo che l'Unione per Soverato si configura ancora come semplice riproduzione della coalizione tra partiti. Questo è un percorso politico al quale riconosciamo piena legittimità ma che non condividiamo perché non sufficiente. · Soverato, a nostro avviso, ha bisogno di un percorso diverso che parta dalla costituzione di un "luogo" aperto alla partecipazione ed al contributo di idee di cittadini che abbiano a cuore le sorti della città, un "luogo" di incontro, discussione e crescita collettiva capace di generare un progetto e di formarci quali cittadini che avranno la responsabilità di realizzarlo. Riteniamo non sufficiente coinvolgere le energie necessarie alla costituzione di questo "luogo" cercando solo all'interno del sistema dei partiti tradizionali, che sono fin troppo numerosi in termini di sigle ma non così radicati nella nostra comunità. · Ci siamo resi conto del rischio, per noi grave, di essere coinvolti nella "coalizione", venendo meno alle nostre convinzioni, spostati di fatto sul terreno della politica per delega. Ci è sembrato di rinunciare al tragitto verso un "soggetto politico" radicato nella Città, sicuramente più lungo, tortuoso e difficile ma, a nostro avviso, più rispondente agli interessi dei cittadini rispetto alla scorciatoia dell'Unione già confezionata e pronta all'uso. · Abbiamo il timore che la scelta della semplice coalizione possa portare, in caso di vittoria elettorale, a grandi difficoltà nella gestione delle scelte amministrative. · La Città ha dimostrato di essere capace, pur tra errori e contraddizioni, di pensieri e progetti lunghi. Non merita di restare mera spettatrice di soluzioni e prospettive elaborate nelle riunioni interpartitiche. Non merita di subire pressioni di interessi locali che tentano di prevalere usando sponde politiche lontane.Il nostro impegno riprende da subito nella costruzione del "luogo" aperto e nella prospettiva della nascita di un soggetto politico coeso, autonomo e saldamente ancorato ai valori che abbiamo sempre condiviso. Oltre ai valori che ci accomunano all'Unione vorremmo si praticasse il valore aggiunto di un metodo di partecipazione concretamente allargata a tutti i cittadini e le cittadine."

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