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Soverato

PRG Soverato – La lettera di Matteo Caridi al presidente del consiglio comunale. Proposta di un consiglio informale

SOVERATO - È stato candidato a Sindaco di Soverato nella tornata elettorale amministrativa nel 1993 vinta dalla lista concorrente intitolata Pedalando Volare mentre per anni era stato consigliere comunale, assessore ed esponente di spicco dei governi cittadini a maggioranza democristiana. Non ha mai smesso di interessarsi dei problemi cittadini e ora nell'attuale dibattito sulla variante al prg interviene con la nota che qui di seguito riportiamo indirizzata al presidente del consiglio comunale della città e affidata per la sua diffusione agli organi di stampa locale. La nota dai toni composti e propositivi potrebbe rappresentare un utile spunto di riflessione per l'intero consiglio comunale nell'impasse in cui al momento pare si stia muovendo. Scrive Matteo Caridi "L'urbanistica non è tutto" sostiene il noto urbanista Prof. Benevolo ma nella gestione degli Enti Locali rappresenta quasi sempre la spia di una situazione complessiva e suggerisce serie considerazioni generali. Il rinnovamento, che tutti hanno promesso e promettono, dovrebbe riguardare gli obiettivi delle scelte politiche piuttosto che gli strumenti organizzativi in quanto quest'ultimi possono costituire, qualche volta, un comodo alibi per evitare le scelte medesime e per indirizzarle senza assumere doverose responsabilità politiche. Del resto il passaggio dalla democrazia "verticale", nella quale l'impulso alla partecipazione veniva dai partiti, in grado comunque di incanalare anche la partecipazione generata al loro esterno, a quella attuale che si può definire "orizzontale", in quanto determina un rapporto diretto con i gruppi-cittadini ed anche i partiti, quest'ultimi non più attori principali della partecipazione e della decisione, richiede una maggiore attenzione e un forte controllo per evitare scelte "oligarchiche", anche in buona fede, che possono procurare seri danni per la collettività difficilmente recuperabili nel breve periodo. Una scelta urbanistica generale è un problema pubblico che non può certamente penalizzare il cittadino che reclama a suo favore il diritto all'informazione ed al controllo sulle scelte di fondo del rappresentante che ha mandato al governo della propria città! Tutto ciò si realizza in un consesso politico istituzionale soltanto se la ragionevolezza si fa strada, evitando lo scontro verbale e le tautologiche discussioni di esclusivo ordine giuridico. A tal proposito le presunte incompatibilità dei consiglieri comunali in sede di adozione dello strumento urbanistico, incompatibilità che devono essere evidenziate, chiarite e valutate e non soltanto annunciate, possono non interessare compiutamente il cittadini; tutte le diatribe di ordine tecnico-giuridico, spesso inconferenti e deboli, potrebbero essere in questa fase accantonate portando il PRG al vaglio di un consiglio comunale "informale" che dovrebbe registrare una chiara espressione e scelta da parte dei singoli rappresentanti del popolo come atto dovuto nei confronti dell'elettore. Tale fase di reale partecipazione e di manifestazione di un diritto e di un dovere a carico dell'amministratore pubblico potrebbe anche avere un epilogo esclusivamente politico, senza assunzione di responsabilità di altro genere, ma rafforzerebbe la dignità dell'intero consiglio comunale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella politica. Quest'ultima non può e non deve mai essere "commissariata" quando deve dare voce alla gente! La ringrazio per l'attenzione che vorrà dedicare a questa mia modesta considerazione." Fabio Guarna

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Soverato: architettura urbana, corsi e ricorsi storici

SOVERATO - "Corsi e ricorsi storici": a Soverato i temi di dibattito ritornano dopo anni. E non poteva essere diversamente quando si decide di mettere mano all'arredo urbano della città. Infatti, l'idea di abbattere "Via Tubarisc" per rifarla a nuovo, da parte dell'amministrazione comunale, sta facendo tornare alla memoria di tanti soveratesi un articolo del 1996 apparso su "Jonio Star", un mensile locale dell'epoca, redatto da un ironico e pungente Vincenzo Guarna che battezzava viale Aldo Moro in Via Tubarisc (ancora così i soveratesi identificano quella via). L'articolo in questione attualmente è ricercatissimo e molti si stanno dando da fare per rintracciarlo. E mentre Via Tubarisc torna all'attenzione si riparla delle novità stilistiche che nel corso degli anni hanno connotato l'architettura cittadina. Pensiamo per esempio alla sede locale della lega navale posta nel terreno dell'ex campeggio internazionale. Ad essa lo stesso Vincenzo Guarna ha dedicato nel 1992, anno dell'erezione del manufatto, un attento articolo dal titolo "lo stile del cacchio". Per la cronaca così come recita il vocabolario Devoto, il cacchio è "il getto infruttifero di una pianta coltivata". Qualcuno, ancora oggi, teme che l'originalità onde si connota lo sviluppo edilizio della città possa continuare a fare le sue prove ovunque lo spazio lo consenta. E ritorna alla mente quell'articolo del decennio scorso che di seguito riportiamo. - ARCHITETTURA MONUMENTALE - LO STILE DEL CACCHIO - DI ENZO GUARNA "Come ognun sa, il cacchio - citiamo dal dizionario della lingua italiana del Devoto/Oli - è "un getto infruttifero di una pianta coltivata". Detto altrimenti, è un ramo che non ce l'ha fatta a divenire tale. Praticamente, un aborto botanico. E proprio al cacchio è ispirata l'ultima architettura nostrana. Essa, infatti, ha la sua soluzione stilistica più tipica e di massima espressività, nell'aggetto. Soltanto per il lettore distratto ricorderemo, - citando ancora una volta il dizionario del Devoto - che l'aggetto è "quanto aggetta, cioè sporge in fuori, dalla verticale di un muro". Si potrebbe, in altre parole, dire che esso è un segmento di muro che si rigonfia negli spazi immediatamente anteriori. Una protuberanza costruttiva non essenziale. Quello, insomma, che potremmo, meritamente, definire un aborto edilizio. Si tratta di questo: la facciata di un edifizio oppure, dipende dalla sua esposizione la sua fiancata destra o quella sinistra, di punto in bianco, aggetta, ossia si sviluppa in fuori, escresce, protrude e, alla fine, si produce in un oggetto o parte di oggetto (solitamente quella anteriore) che corrisponde a ciò che l'edificio di appartenenza, ovvero chi lo abita o la usa, rappresentano nella comunità circostante. Andiamo per esempi. Un locomotore o, meglio, la parte anteriore di esso connota o potrà connotare, aggettando, la facciata di una stazione ferroviaria. L'avantreno di una macchina, invece, una concessionaria di automobili. La facciata di certe scuole locali a noi non ignote, potrebbe utilmente adornarsi di un colabrodo o di altra consimile utensileria. Il nuovo stile, come suole, non tarderà a passare dal pubblico al privato. Vedremo, perciò, o potremmo vedere, in futuro, la facciata dell'abitazione del mafioso, aggettarsi di un embrione di canne mozze. O quella del decisionista, di un par di palle. Per l'abitazione dell'intellettuale di sinistra, marxista convinto e irriducibile, sarà sufficiente una palla sola. Un esempio molto significativo e, a suo modo, precorritore del nuovo stile del cacchio, si ha, in Soverato, con la sede, di recente costruzione, della "Lega Navale" sita nel terreno dell'ex campeggio internazionale. La sua fiancata sinistra, quella di miglior prospettiva, audacemente aggetta verso Piazza Nettuno, la prora di una nave. Si tratta di una prora in muratura regolarmente munita sul lato anteriore destro, dalla cubia alla strada (che, in questo caso, dotata di un basamento in pietra, funge da fondo marino) di catena e asta è àncora. Tutta la prora di cui andiamo discorrendo è dipinta - in contrasto con il bianco dal muro da cui essa fuoriesce - di bleu. Sopra, a livello delle balaustrate destra e sinistra del suo cassero, due segnalatori luminosi, - uno verde, l'altro rosso - di notte si accendono e si spengono alternativamente (Enzo Guarna).

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Parte il totocandidature a Soverato UDC e Alleanza Nazionale i più discussi e intanto spunta il nome di Castagna

SOVERATO - Parte il totocandidature a Soverato. I partiti di cui si discute con più insistenza in questo periodo sono Alleanza Nazionale e l'UDC. E non poteva essere diversamente alla luce della circostanza che per essi infatti siedono rispettivamente a Palazzo di Vetro il sindaco della cittadina jonica Raffaele Mancini e Giacomo Matacera. Quest'ultimo nella passata tornata elettorale era risultato il primo dei non eletti nell'allora CCD e successivamente era stato ripescato fra gli scranni dell'assise provinciale. Si era dimesso infatti un consigliere provinciale del suo partito in quanto durante un rimpasto aveva accettato l'incarico di assessore alla provincia e per questo era divenuto incompatibile con la carica che stava ricoprendo nello stesso Palazzo di Vetro. Stando così le cose, Matacera, ferma restando l'eventuale vittoria della coalizione di centrodestra, dovrà sforzarsi il più possibile di raggiungere un maggior numero di consensi rispetto alla precedente tornata elettorale per garantirsi un seggio con certezza. Naturalmente il risultato di Matacera dovrà tenere conto del consenso generale attribuito al suo partito e di come esso si distribuirà percentualmente in provincia di Catanzaro. Per lui la conferma alla candidatura comunque appare abbastanza scontata. Discorso diverso invece va fatto per Alleanza Nazionale. A detenere la carica di rappresentante alla provincia è il sindaco di Soverato Raffaele Mancini. A quanto pare, però, come lui stesso ha dichiarato, non sembra che la candidatura per lui sia così scontata in quanto egli stesso ha manifestato la volontà di non candidarsi. Una posizione che registra da parte degli avversari locali, specie quelli che siedono nel civico consesso, un comune commento. Si attribuisce infatti alla scelta del primo cittadino, un timore di insuccesso. Un'opinione quella della minoranza che trova consenso in diversi ambienti politici cittadini e che considera non credibili le ragioni addotte pubblicamente dal sindaco a più riprese. ("se mi candido parto, in quanto sindaco, con una posizione di forza e finirei con il dovere fare campagna elettorale in concorrenza con altri esponenti della mia giunta"). In sostanza, Mancini non si candida, secondo la minoranza, per il timore che una sua eventuale sconfitta finirebbe con il rappresentare un atto di sfiducia da parte della gente nel suo operato di sindaco costringendolo alle dovute conseguenze. Ma se Mancini non si candida chi prenderà il suo posto? I nomi che si fanno sono diversi. Si parla di Renato Barone, impegnatissimo nella sua attività di assessore ai lavori pubblici e soprattutto in quella di annunciatore di grandi opere per la città che presto, dice, si vedranno con l'apertura dei cantieri. Si fa anche il nome dell'assessore alla comunicazione istituzionale Giampiero Girillo e di tanti altri. Un dato e un'osservazione che ai più appare sfuggire e che però da un po' di giorni sembra prendere piede è quella che segue. Recentemente in Alleanza Nazionale a Soverato è stato ufficialmente nominato presidente del circolo locale, Giuseppe Castagna. La sua elezione è avvenuta alla presenza dei dirigenti provinciali del partito (Wanda Ferro) che ha così legittimato senza equivoci l'incarico affidato a quest'ultimo dal partito. Castagna, per la cronaca, in passato fu consigliere provinciale e poi assessore durante la giunta Martino. Uscito nel collegio di Soverato-Satriano non si ricandidò e al suo posto si presentò Raffaele Mancini che partiva proprio con il grado di Presidente dell'allora circolo di Alleanza Nazionale esattamente come si trova oggi ad essere Castagna. Non si può a questo punto escludere che nella rosa dei nomi che dovrebbero sostituire Mancini per la corsa a Palazzo di Vetro possa uscire proprio quello Castagna. Sul punto, al momento, nessuna dichiarazione in merito è stata resa, né alcuna indiscrezione sembra circolare. Resta però il fatto che nell'agone politico locale tale ipotesi comincia a circolare e non si può escludere che nei prossimi giorni trovi un'ufficiale conferma o smentita. Fabio Guarna

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Immortalata in DVD e VHS la gloriosa vittoria del Soverato in Francia e del giovane atleta Giorgio

IL RICORDO DI QUEL GIORNO DI GIUGNO DEL 1987 Foto presentazione DVD Prsentazione DVD SOVERATO - Era il 1987 un gruppo di giovanissimi del basso jonio, principalmente soveratesi varcava il confine con la Francia e nella terra dei "Galli" si apprestava a disputare un torneo di calcio che per tutti i protagonisti sarebbe rimasto un ricordo indelebile. Le formazioni che sarebbero scese in campo erano quelle dell'US Soverato Juniors e quella dei più piccoli con al seguito i dirigenti - Dovevano disputare un torneo promosso dalla CEE in cui erano presenti diverse nazioni. Un peso per i ragazzi soveratesi quello di rappresentare l'Italia, ma al tempo stesso anche una grande emozione e soddisfazione. I Soveratesi vinsero. Purtroppo con loro non c'era Giorgio che li aveva lasciati drammaticamente quell'anno. ma era un'assenza solo fisica non certo morale, perché probabilmente dall'alto era lui a compattare quel gruppo e renderlo vincente. L'esperienza del 1987 adesso è diventata un patrimonio della collettività soveratese ed occasione per la produzione di un filmato in formato DVD e VHS in cui si raccontano quei gloriosi giorni di giugno '87. Immagini, emozioni e tanto altro prodotti da COMMEDIA con il sostegno dell'amministrazione provinciale di Catanzaro. Il filmato è stato presentato durante le vacanze natalizie presso la spaziosa sala della Parrocchia di Satriano Marina. Erano presenti tanti protagonisti di quegli anni del calcio soveratese. Fra essi citiamo Servello, Fiorita, Jo e Pipicelli. Tanti i premi e tante le emozioni. Fabio Guarna (Il Quotidiano della Calabria)

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Soverato: la beffa della "città dello sport"

Dal "Corriere della Sera on-line" (Italians di Beppe Severgnini) Soverato: la beffa della "città dello sport" Caro Beppe, cari Italians, succede a Soverato che il presidente della squadra di calcio locale, militante nel campionato di eccellenza calabrese, dichiari di voler ritirare la squadra dal campionato. Le spese sono tante e non riesce a sopportarle. Nella "città dello sport" (questo è stato lo slogan dell'amministrazione in campagna elettorale) si parla tanto della cosa. Scoppia anche qualche polemica. Durante una diretta su una tv locale, il presidente della società si lamenta che pochi vanno allo stadio e quasi nessuno è disposto a farsi avanti per finanziare la società. Nella città dello sport avrebbe sperato di trovare uno stadio che potesse contenere migliaia di persone. Magari, per ospitare le squadre di serie A in allenamento contro la sua squadra prima di trasferirsi a Reggio e affrontare gli amaranto. È la sua autorevolezza e il prestigio che si è conquistato negli ambienti sportivi, sembra di capire, che gli consentirebbero di far arrivare le squadre del massimo campionato nella cittadina jonica. Il sindaco della città gli risponde che per fare tutte quelle cose ci vuole del tempo e lo invita a sedersi insieme ad un tavolo per trovare una soluzione e salvare la squadra. Qualche imprenditore locale sembra disponibile ad intervenire finanziariamente. Intanto il presidente fa notare che "dà da mangiare a 25 persone" svolgendo al contempo oltre che una funzione sportiva anche una sociale. Qualche soveratese aveva creduto nella "città dello sport". Ora scopre che per fare una città dello sport non basta uno slogan. Ci vogliono strutture, soldi, imprenditori etc. A "La Ghirada", il grande centro sportivo di Treviso voluto da Luciano Benetton, pochi soveratesi saranno andati. Quella è una vera città dello sport. Gli impianti sportivi abbondano e lì c'è addirittura una biblioteca dello sport. Tutto questo non è oggettivamente possibile nella cittadina jonica. Forse il Soverato ricomincerà dalla terza categoria. Speriamo di no. Comunque vadano le cose, è il momento di dire bye bye alla "città dello sport". Fabio Guarna

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Continuano le lamentele per il Fiorenzo Viscomi

Centro sportivo Fiorenzo Viscomi SOVERATO SUPERIORE- Quanto volte ancora sarà segnalato agli organi di informazione locale lo stato di degrado in cui versa il centro sportivo polifunzionale "Fiorenzo Viscomi" a Soverato Superiore? Una situazione che non fa certo onore ad una città che abbia l'ambizione di definirsi "Città dello Sport". È questo il commento che diversi cittadini fanno quando si trovino a passare dinanzi alla struttura: un ammasso informe di strumenti sportivi, uno stato di degrado e di abbandono impressionante dei campetti che la compongono, erbacce un po' dappertutto. Ma non si fa solo questo commento. Molti vanno col pensiero a qualche anno fa quando l'amministrazione, appena insediata aveva inaugurato il centro con tanto di banda e festeggiamenti vari. Delle due l'una: o il centro polifunzionale non ha e non aveva alcuna ragione di essere per l'inadeuguatezza della necessaria utenza, oppure questa - sostengono in tanti - andava adeguata alla presenza nel tessuto urbano della struttura. Evidentemente nÈ l'una né l'altra cosa è stata fatta ovvero è stato possibile fare. Tanto sarebbe valso non esaltarsi alla prospettiva di valori, costumi, potenzialità che la città non ha e non è in grado, in nessun caso, di esprimere. E tutto questo succede mentre l'assessore ai lavori pubblici prefigura sui mezzi di informazione, nuove e grandi opere per Soverato. Chissà se sarà preso da un dubbio - più di qualcuno si chiede - o se il suo ottimismo subirà qualche colpo passando davanti al centro "Fiorenzo Viscomi" ovvero a ciò che di esso tristemente rimane. Fabio Guarna

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La figura prevista nel programma dell'amministrazione attuale resta irrealizzata

SOVERATO - NECESSITÀ DI UN DIFENSORE CIVICO SOVERATO - La legge 6 giugno 1990 n.142 all'art.8 recita: "1. Lo statuto provinciale e quello comunale possono prevedere l'istituto del difensore civico, il quale svolge un ruolo di garante dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale o provinciale, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell'amministrazione nei confronti dei cittadini". Si tratta di una figura che potrebbe essere di grande aiuto ad un'amministrazione al fine di garantire la trasparenza dei suoi atti e consentire al cittadino di sentirsi sempre più cittadino. A Soverato, però, il difensore civico, per quanto previsto nel programma dell'attuale amministrazione, sembra caduto nel dimenticatoio. A ricordarsene è Ernesto Crea, assessore dimissionario della giunta Mancini che rivolgendosi ai giornalisti fa notare che forse tanti problemi a Soverato avrebbero assunto per dinamica e forse anche in vista di una soluzione una direzione diversa se l'attuale amministrazione avesse dato seguito ai suoi propositi in materia. Ma non è solo Crea a farsi carico del problema: è una vasta fetta della cittadinanza che avverte la necessità, magari senza percepirne il carattere tecnico-funzionale di una figura cui fare riferimento nella dinamica del suo rapporto con la pubblica amministrazione. Avviene non di rado infatti, che le scelte della amministrazione o l'instaurarsi di determinate situazioni locali produca nella cittadinanza un disappunto, per non dire una opposizione che meritano un seguito. Il difensore civico, in realtà, ove esista e operi, svolge il ruolo di garante dell'imparzialità e del buon andamento delle condotte riconducibili all'amministrazione civica. Si pone dunque come la figura cui compete la tutela dei cittadini e non, comunque domiciliati nel territorio di riferimento, che siano lesi nei loro diritti o interessi da abusi, disfunzioni, carenze o ritardi imputabili a provvedimenti, atti, comportamenti, eventualmente omissivi, di organi, uffici o servizi erogati dal Comune. Il difensore civico non entra dunque in concorrenza con i rimedi di carattere giurisdizionale e amministrativo previsti dall'attuale ordinamento; egli piuttosto si pone a lato dei poteri tradizionali e costituisce una "garanzia sussidiaria per il cittadino" nei casi di inefficienza della pubblica amministrazione. E questo appare soprattutto utile oggi in presenza di leggi poco perspicue o contraddittorie nonché di atti normativi numerosi non meno che controversi che disciplinano la stessa materia. Spetta in questo caso al difensore civico che costituisce una sorta di ponte tra la burocrazia e il cittadino contenere gli aspetti deteriori e correggere sino a dare ad essa dignità le condotte della pubblica amministrazione. Senza contare che la presenza e l'operatività nel tessuto cittadino di questa figura giuridica concorrerebbe e non poco a individuare, raccogliere e, per quanto nei suoi limiti, condurre a risoluzione i conflitti che immancabilmente si instaurano all'interno del civico consesso tra maggioranza e opposizione e che spesso producono il complicato e dispendioso ricorso, specialmente di quest'ultima alle autorità allo stato preposte. Fabio Guarna

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Insignito nel corso della VII edizione della manifestazione "Natale di cuoco" Il giovane Emanuele Scerbo è il miglior chef del 2003

Emanuele Scerbo Raffaele ManciniSOVERATO - È il giovanissimo Emanuele Scerbo il cuoco dell'anno 2003. È stato insignito del premio durante la festa per il "Natale del Cuoco", giunta alla VII edizione, svolta presso l'azienda agrituristica Santa Rosa della signora Caporale posta su una collinetta nell'area di Germaneto. A far da cornice alla splendida manifestazione, oltre alle autorità presenti, c'era naturalmente una vasta rappresentanza dell'associazione cuochi calabresi coi suoi esponenti a più livelli territoriali. Ci riferiamo, in particolare, a Franco Mungo, presidente regionale, Felice Vono presidente provinciale, Tonino Romeo, segretario provinciale e Filippo Galati, da poco rappresentante nella giunta nazionale (unico calabrese) dei cuochi italiani. Insieme a loro con ruoli più o meno diversi, gli chef, Mimmo Tropea e Franco Corapi per citarne alcuni. La serata è stata occasione per il conferimento ufficiale, - giusta decreta del collegio nazionale cuochi riunitosi a Palermo - a Giovambattista Marinaro il medaglione che compete a chi ha svolto con onore e ad alto livello per più di venticinque la prestigiosa professione di chef. A premiare Giovanbattista Marinaro ci ha pensato il sindaco di Girifalco Mario Deonofrio, particolarmente soddisfatto di poter insignire del premio il noto chef. Ad un altro sindaco presente in sala, quello di Soverato, Raffaele Mancini è toccato simpaticamente di indossare la divisa da chef, vinta alla lotteria che tradizionalmente si svolge durante la festa e che regala premi un po' a tutti gli ospiti. Naturalmente, Mancini, indossando la bianca divisa ha speso qualche parola per significare l'importanza e il ruolo che l'associazione cuochi svolge nel territorio. Splendido il servizio di sala e quello di ricevimento che hanno integrato la cena e sono stati curati da docenti e allievi dell'Ipssar. Ricordiamo tra i primi i professori Aretino, Gambino, Daniele e Benvenuto. Fabio Guarna (Fonte: Il Quotidiano della Calabria)

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Il viceprefetto Lisi sul PRG

Il viceprefetto Lisi ha inviato un telefax al consiglio comunale accogliendo l'istanza della minoranza "Il Prg si discuta con urgenza in aula". Esulta l'opposizione: "Una vera e propria vittoria per noi" SOVERATO - La variante al Prg di Soverato deve essere dibattuta nella sede del civico consesso. Di questo sono convinti i consiglieri comunali di minoranza Ernesto Crea, Vincenzo Giorla, Antonello Gagliardi e Rocco Paparazzo. E questo ha disposto la Prefettura con una recente nota telefax inviata al Consiglio comunale. Come si ricorderà la seduta avente all'ordine del giorno l'approvazione delle varianti al Prg non si è potuta tenere in quanto numerosi consiglieri avevano dichiarato la loro incompatibilità di parteciparvi per evidente conflitto personale di interessi. Tanto perché la variante pertiene a zone e finalizzazioni del territorio cittadino appartenenti a loro stretti congiunti. Su questa base il Consiglio comunale è stato sospeso e l'argomento in discussione con relative determinazioni è stato trasferito alla competenza di commissari ad acta individuati. La soluzione adottata dall'amministrazione non è piaciuta ai consiglieri d'opposizione che in proposito hanno invocato l'intervento prima del presidente del Consiglio comunale e in assenza di esso, di seguito quello del Prefetto per ottenere la seconda convocazione in seduta straordinaria del civico consesso. Il Prefetto, nella persona del suo vice reggente, Pietro Lisi, ha accolto, quindi, la loro richiesta, e in conseguenza con nota telefax del 18 dicembre scorso indirizzata al presidente del Consiglio comunale e per conoscenza al consigliere Antonio Gagliardi della minoranza, ha così disposto che il consiglio proceda con urgenza alla specifica convocazione per trattazione della variante al Prg, e la prefettura resta in attesa di sapere la data fissata per la convocazione. "Una vera e propria vittoria dell'opposizione - commenta il consigliere Vincenzo Giorla e, di conseguenza - una sconfitta della maggioranza". Sulla decisione della Prefettura anche Gagliardi e Crea annunciano al riguardo una riflessione più approfondita. Intanto è il caso di osservare che i rilievi, le censure e gli indirizzi manifestati da Adriano Pecci in memorabili performances televisive hanno trovato, nell'intervento del Prefetto, puntuale e precisa legittimazione. Fabio Guarna

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"Soverato Città dello Sport": è il momento di dire bye bye

Succede a Soverato che il presidente della squadra di calcio locale, militante nel campionato d'eccellenza calabrese, dichiari di voler ritirare la squadra dal campionato. Le spese sono tante e non riesce a sopportarle. Nella "città dello sport" (questo è stato lo slogan dell'amministrazione in campagna elettorale) si parla tanto della cosa. Scoppia anche qualche polemica. Durante una diretta su un tv locale, il presidente della società si lamenta che pochi vanno allo stadio e quasi nessuno è disposto a farsi avanti per finanziare la società. Nella città dello sport avrebbe sperato di trovare uno stadio che potesse contenere migliaia di persone. Magari, per ospitare le squadre di serie A in allenamento contro la sua squadra prima di trasferirsi a Reggio e affrontare gli amaranto. È la sua autorevolezza e il prestigio che si è conquistato negli ambienti sportivi, sembra di capire, che gli consentirebbero di far arrivare le squadre del massimo campionato nella cittadina jonica. Il sindaco della città gli risponde che per fare tutte quelle cose ci vuole del tempo e lo invita a sedersi insieme ad un tavolo per trovare una soluzione e salvare la squadra. Qualche imprenditore locale sembra disponibile ad intervenire finanziariamente. Intanto il presidente fa notare che "dà da mangiare a 25 persone" svolgendo al contempo oltre che una funzione sportiva anche una sociale. Qualche soveratese aveva creduto nella "città dello sport". Ora scopre che per fare una città dello sport non basta uno slogan. Ci vogliono strutture, soldi, imprenditori etc. . A "La Ghirada", il grande centro sportivo di Treviso voluto da Luciano Benetton, pochi soveratesi saranno andati. Quella è una vera città dello sport. Gli impianti sportivi abbondano e lì c'è addirittura una biblioteca dello sport. Tutto questo non è oggettivamente possibile nella cittadina jonica. Forse il Soverato ricomincerà dalla terza categoria. Speriamo di no. Comunque vadano le cose, è il momento di dire bye bye alla "città dello sport". Fabio Guarna

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