Soverato

PRG Soverato: l'opposizione ne ha discusso con l'assessore regionale Tripodi

Soverato - Ha sempre posto obiezioni contro la variante al prg di Soverato, rilevando che essa una volta approvata, non porterebbe assolutamente alcun giovamento al tessuto urbano, anzi ne comprometterebbe la funzione e l'immagine. Parliamo del gruppo consiliare di Pedalando volare che attraverso una nota diffusa agli organi di stampa e ben esposta sulla bacheca del centralissimo C.So Umberto I, fa sapere che il 9 giugno "Giovanni Maria Calabretta e Piero Fazzari sono stati ricevuti dall'Assessore Regionale all'Urbanistica on.le Michelangelo Tripodi e dal Direttore Generale dell'Assessorato arch. Andrea Iovene". Durante l'incontro si è parlato della variante generale al prg adottata dai commissari ad acta e sono state illustrate da parte degli esponenti di Pedalando volare, "le ragioni dell'opposizione al progetto della variante al prg". L'iter dell'approvazione al prg prevede dopo l'analisi delle osservazioni, l'esame della commissione urbanistica regionale (Cur), dove, spiega il documento, il prg di Soverato attualmente giace. Ivi si legge che durante l'incontro "in particolare è stato evidenziato l'immotivato 'consumo di territorio' in netto contrasto con gli obiettivi della legge urbanistica, che detta l'indirizzo fondamentale di prevedere l'utilizzazione di nuovo territorio solo quando non sussistono alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti, ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione. La variante generale al prg - vigente di Soverato - prosegue la nota - viceversa prevede la quasi totalità del territorio comunale interessata all'edificazione, sebbene le previsioni della popolazione residente siano state drasticamente ridimensionate rispetto al prg vigente e nonostante la consistenza edilizia già insediata sia notevolmente esuberante rispetto alle necessità". "È stata poi denunciata - conclude la nota - l'assenza di qualsivoglia valutazione di sostenibilità e di impatto ambientale, con particolare riferimento alla previsione delle strutture turistiche ricettive in area già pesantemente congestionate della città". In epilogo Calabretta e Fazzari rendono noto di avere consegnato una memoria scritta ai loro interlocutori e che l'assessore e il direttore generale ne hanno preso atto dando assicurazioni che gli argomenti sollevati saranno opportunamente approfonditi.Fabio GuarnaFabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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2 articoli sul Consiglio Comunale di Soverato

Il consiglio comunale si accende di nuovo su piazza MatteottiConsiglio comunale caratterizzato da ben sedici punti all'ordine del giorno quello di ieri pomeriggio e da un'agguerrita opposizione che stava per far saltare la seduta, quando si è resa conta che con la sua assenza sarebbe mancato i numero legale. Tentativo fallito per il rientro in extremis di Antonio Matozzo allontanatosi per breve tempo per motivi personali. In avvio di seduta sono partite a raffica le interrogazioni: di Piero Fazzari sulla pulizia della spiaggia, di Vincenzo Giorla sulla pubblica illuminazione, di Ernesto Crea che ha sollecitato e chiesto di poter leggere la relazione del nucleo di gestione e valutazione. E sempre Crea ha chiesto lumi sulla derubricazione della piazza intitolata a Giacomo Matteotti. E ancora interrogazione di Antonello Gagliardi su alcune questione legate alla gestione del personale e sul piano urbano del traffico. Infine Francesco Gualtieri, con un intervento ha stigmatizzato la revoca da parte dell'Amministrazione di alcune delibere che avrebbero dovuto finanziare manifestazioni a carattere sportivo. Francesco Gualtieri ha,inoltre, con un gesto eclatante, restituito la delega allo sport al primo cittadino, consegnandogli il foglio di nomina. Alle interrogazioni hanno risposto (per alcune sarà data risposta scritta) in un clima piuttosto caldo tanto che è stato necessario ricorrere alla sospensione del Consiglio, l'assessore ai Lavori pubblici Renato Barone, il segretario generale particolarmente colpito a suo giudizio, da alcuni attacchi sulla gestione dell'attività amministrativa da parte di Gagliardi. Di seguito il segretario generale, professata la sua perfetta trasparenza nelle attività e negli atti da lui posti in essere, soprattutto per quanto attiene la gestione del personale, ha in ordine alla "vexata quaestio" sulla progettata intitolazione della vecchia piazza Matteotti allo storico locale, ha ritenuto di puntualizzare che la relativa deliberazione adottata dalla giunta comunale è consistita in una determinazione di indirizzo politico: dopodicchè sono state propiziate tutte le procedure ad essa connessa. È intervenuto quindi il sindaco, il quale intanto ha reso noto a Gualtieri di non ricordare di avere adottato alcuna revoca della delibera, citata dall'interrogante.Ha quindi fatto presente che non era sua intenzione di aggiungere nulla sull'evoluzione dell'iter che riguarda piazza Matteotti, avendo in materia già ampiamente risposto. Nel proseguo, ha manifestato disappunto per l'andamento del dibattito ancorato a suo giudizio a temi di profilo marginale, piuttosto che a tematiche di più rilevante spessore come può essere la Skillacium.Insoddisfatti sulla risposta Crea e Gagliardi, obiettando che non può definirsi di indirizzo una determinazione che al suo interno è immediatamente esecutiva. Fazzari ha rimarcato come egli già un anno fa si è preoccupato delle condotte della Skillacium con interrogazioni alle amministrazioni. Ha aggiunto che a parte la Skillacium ben altri sono i problemi che al momento interessano la città e che l'amministrazione trascura o preferisce eludere.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)Dei 16 punti all'odg discussi solo una parte. La seduta aggiornata Il Consiglio si accende sulla lottizzazione a "Giacinto"Consiglio comunale lungo? Macché, una vera e propria maratona senza il raggiungimento del traguardo e con l'unanime accordo da parte dei consiglieri di completare i lavori alla prossima seduta. Parliamo dell'ultima assemblea cittadina di Soverato dove erano previsti ben 16 punti all'ordine del giorno. Troppi specie se si pensa che agli argomenti da trattare si era aggiunto un clima di tensione e una raffica di interrogazioni della minoranza. Ma non è finita: si è trattato di una seduta tenutasi con il rischio sempre in agguato che mancasse il numero legale. Eventualità questa ben presente alla minoranza che l'ha utilizzata come una vera e propria arma per le sue battaglie. E così dei 16 punti all'ordine del giorno ne sono stati votati appena sette, gli altri saranno discussi successivamente. Quanto alla rituale approvazione dei verbali delle sedute precedenti ovvero del 19 e 20 aprile, è la maggioranza a votare a favore senza il voto di Francesco Gualtieri, il quale si manterrà contrario alle decisioni delle forze che garantiscono il governo della città anche successivamente per altri argomenti. Un voto, quello di Gualtieri, che lascia ormai intendere come il consigliere in forza al partito di Alleanza nazionale non sia più ancorato alle scelte di quella che per lui era stata (o ancora è, si attendono dichiarazioni ufficiali) la coalizione di appartenenza. Passano pure a maggioranza senza il voto di Gualtieri i punti 2-3-4 ovvero ratifica della delibera di giunta n. 63 "variazione di bilancio e storno di fondi anno 2005; riscossione diretta Ici e Tarsu. Rinnovo convenzione con Poste italiane. Il consiglio infine decide di rimandare la discussione per la rinegoziazione di alcuni mutui con la cassa Depositi e prestiti. E stessa sorte tocca ai punti 6 e 7 in merito alle approvazioni definitive dei piani di lottizzazione in località Giacinto ­ Ditta Chiefari Luisa e Ditta Viscomi Salvatore. Una decisione maturata dopo una fortissima arringa portata avanti dal consigliere Piero Fazzari che ha esternato forti perplessità su quanto si stava per andare a votare. Approvato anche il codice di manutenzione ed uso dell'area demaniale marittima adibita a sosta dell'unità di pesca. In quest'ultimo caso è stata apportata prima del voto una modifica su suggerimento di Ernesto Crea che ha chiesto che non fosse consentito posizionare cassonetti sulla spiaggia. Quanto all'ultimo punto discusso "Nomina componenti Commissione consiliare Affari generali" si è passati al voto a scrutinio segreto. Eletti Giampiero Girillo per la maggioranza e Rocco Paparazzo per la minoranza. Ma Paparazzo ha dichiarato di non volere entrare a far parte di nessuno organismo consiliare. ll consiglio è stato aggiornato ma a data da destinarsiFabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Soverato, insieme per un nuovo sviluppo

In un manifesto Mimmo Loiero (Ds) analizza il passato e il futuro politico dei partiti dell'Unione «Insieme per un nuovo sviluppo» Critica la posizione del politico riguardo all'attività del centrodestra"Avanti popolo alla riscossa", recitava un vecchio motivetto che poi continuava con un bel "bandiera rossa". Nel manifesto stilato da Mimmo Loiero, segretario Ds dell'Unità di base di Soverato per l'Unione cittadina non c'è la musica e neanche il rosso a dire il vero è il colore in esclusiva, ma il tono sembra quello del motivetto. In esso si legge, «Partiti, movimenti, associazioni, cittadini e cittadine che si richiamano a comuni valori di democrazia, solidarietà, legalità, pace, sviluppo sostenibile e lavoro, sono insieme, nell'Unione per Soverato condividendo il lavoro, le eredità storiche, i saperi, le capacità organizzative, la voglia di battersi per progetti e ideali comuni. Insieme donne uomini soveratesi soprattutto i giovani che da anni sperimentano il non senso dei governi di centrodestra: nazionale, regionale, provinciale e comunale. Quasi un regime che si è dimostrato incapace di programmare, progettare e costruire benessere e speranza per tutti». Il documento dell'Unione prosegue con un attacco forte al centrodestra criticando l'azione che i governi della Casa delle Libertà hanno condotto in questi anni nei vari settori della vita pubblica, dall'economia al turismo, dal lavoro alla tutela dell'ambiente. «Insieme quindi, - prospetta il documento dell'Unione - per una Unione che non sia solo un accordo elettorale, che non si fermi alla nostra città». E non mancano nel manifesto firmato da Mimmo Loiero, gli accenni alla situazione locale dove si parla di un comprensorio soveratese che «sta pagando il prezzo di una politica particolaristica, che ha privilegiato altri territori della provincia. Investimenti, infrastrutture, visibilità e potere sono andati altrove». «Altrove sono andati perfino i soldi del decreto Soverato. La città cancellata perfino dai depliants turistici provinciali». Una critica particolare viene rivolta agli amministraori di Soverato i quali secondo Loiero hanno tra l'altro sottratto il piano regolatore e perfino ad una proficua discussione in seno al civico consesso e alla medesima maggioranza. «Insieme - prosegue Loiero - per riprendere con nuove idee e nuova passione un progetto di sviluppo economico culturale e sociale interrotto troppo presto. Per elaborare un programma. Per far tornare la speranza e la fiducia nella città che ha ancora intatte molte delle sue risorse. Per costruire lavoro e nuove opportunità per i figli che vanno via. Per affrontare e vincere le prossime elezioni. Per crescere insieme a tutto il comprensorio rinunciando ad accentramenti, campanilismi e competizioni deleterie. Per dimostrare che abbiamo saputo imparare dai successi e dagli errori. Insieme ­ conclude il manifesto dell'Unione - sapendo che non sarà facile, ma mettendoci tutta la forza di volontà e l'entusiasmo, costruendo insieme le regole della convivenza, scegliendo il candidato a sindaco con la partecipazione di tutti, attraverso il metodo delle elezioni primarie. Insieme fino adesso ci sono: Democratici di Sinistra - Margherita, Sdi, Udeur, Psdi, Agit'azione, Aprile per la sinistra».Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Piazza Matteotti, Cervadoro scrive al sindaco. Calderoni replica

articoli tratti da Il Quotidiano della Calabria di giovedì 2 giugno 2005LETTERA APERTA AL SINDACO MANCINI QUEL SIMBOLO DEGLI SPRECHI DELLA PASSATA AMMINISTRAZIONEGentilissimo sindaco La tua decisione di intestare la piazza Matteotti al compianto Mimmo Caminiti ha suscitato un coro di proteste generali, in verità prevedibili. E così per il diabolico potere mediatico, insieme al peperoncino, ci troviamo al centro di interpellanze parlamentari nazionali ed europee come una città di cinici revisionisti. Ma soprattutto niente è più lontano di questa polemica dal carattere mite e riservato di Mimmolino, carissimo amico di tutti. Ora Voi avete ristrutturato con gusto la vecchia discesa dei carabinieri, a ridosso del Corso. Ti propongo di intestare questa nuova piazzetta alla felice memoria di Mimmo, le sue forme sobrie ed eleganti si addicono alla sua figura di riservato e raffinato studioso. La discussione su piazza Matteotti ha avuto però il grande merito di far conoscere alle nuove generazioni questa piazzetta, che i soveratani ricordano come sede di mitici comizi elettorali e che, in tempi passati, amministratori altrettanto democratici di Voi hanno intestato ad un martire moderno della libertà. Hai ragione però a dire che nessuno ha protestato per piazza 6 Giugno autointestata dalla Amministrazione di "Pedalando Volare". Il fatto è che nessuno se ne ricorda. Voi però potete aiutarci cambiando il suo nome in Piazza "Sciacqua Rosa e Biva Agnese" così tutti ricorderanno gli sprechi e i debiti lasciati da questi agitati amministratori.Franco CervadoroDomenico Calderoni, ex assessore della giunta Calabretta, replica a Cervadoro "PIAZZA 6 GIUGNO NON ESISTE" In Comune non ci sarebbe alcun documento agli attiSOVERATO - Sull'intitolazione di vie e piazze si continua discutere in città. Ultimo a prendere posizione a livello locale su questo argomento è Franco Cervadoro con una lettera non priva di ironia indirizzata al sindaco di Soverato. Gli risponde Domenico Calderoni ex assessore della giunta Calabretta di Pedalando Volare, il quale non manca di restituire al mittente le accuse piovute sull'operato dell'amministrazione di Pedalando Volare sia per quanto riguardo la toponomastica che in tema di bilanci. "Sulla denominazione di vie e strade, - spiega Calderoni - la nostra amministrazione si è distinta per aver operato in questo settore non cervelloticamente, bensì avvalendosi di una commissione esterna (presieduta dal Prof. Ulderico Nisticò e coinvolgente varie associazioni culturali presenti in Città quali Pro Loco, Consulta Giovanile e Biblioteca delle Donne) che gratuitamente ha svolto un notevole lavoro di ricerca e sintesi culturale per arrivare a denominare solo strade e piazze nuove, mentre mai ha rinominato strade e piazze che già avessero un'intitolazione; ciò per evitare conseguenze disagevoli per i cittadini (cambi di documenti, cambi di elezioni di domicilio ecc.) e per evitare strumentalizzazioni. In quella sede mai nessuno ha proposto di intitolare piazze all'amministrazione di Pedalando Volare. Se fosse venuta la proposta di intitolare una piazza all'evento storico dello sbarco in Normandia, avvenuto il 6 giugno 1944 e che ha liberato l'Europa dal male assoluto nazi-fascista, probabilmente l'avremmo approvata. Ma ciò non è accaduto. Dunque non esistono delibere o atti che riportino quanto affermato da Cervadoro. Questi si è incattivito forse ricordando la vittoria di Pedalando Volare alle elezioni comunali del 6 giugno 1993, che determinarono invece la sconfitta della sua lista: dispiace registrare che a dodici anni di distanza il fatto ancora gli bruci, ma non per questo tale fatto può assumere la dignità di evento storico, tale da essere ricordato nella denominazione di una Piazza". Cervadoro nel suo intervento ha parlato di sprechi e "debiti lasciati da questi agitati amministratori"… "Sui conti pubblici. L'Amministrazione di Pedalando Volare ha ereditato un bilancio comunale con una gestione annua di circa 8 miliardi, mentre ha lasciato un bilancio annuo di circa 16 miliardi. Ciò fu possibile grazie alla lotta all'evasione fiscale, che consentì di aumentare il numero dei contribuenti del Comune di Soverato da meno di 3.000 a più di 6.000. Inoltre in quegli otto anni furono pagati cash (pagamento per contanti, ndr) (e non rinviati al futuro) circa 15 miliardi di debiti fuori bilancio. È opportuno che chi parla di sprechi e debiti sappia che, nonostante i ventilati buchi di bilancio, questi sono rimasti buchi giornalistici o televisivi, atteso che l'attuale amministrazione dal 2001 al 2004 ha sempre e puntualmente approvato tutti i conti consuntivi in attivo".Fabio Guarna

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Soverato, non si perda la memoria dell'identità

Nella mitologia greca, la memoria è la madre delle Muse. La madre di ciò che dà senso e che dà forma alla vita e la protegge così dalla dimenticanza e dal nulla. Se perdiamo la memoria perdiamo la nostra identità. Non sappiamo più chi siamo. Leopardi chiamò la memoria "conservatrice di speranze". Chi nasce prima ricorda più cose e deve raccontarle ai più giovani. Perché la memoria non cada nell'oblio. Il presente è figlio del passato come il futuro sarà figlio del presente. Quanto si porta a compimento oggi ha avuto inizio ieri. E pure molte cose iniziate oggi saranno concluse domani. Solo Dio creò dal nulla una volta per tutte. Dio e qualche presuntuoso. Sono partito da lontano. è vero. Ma solo per arrivare molto vicino. Per arrivare alle nostre memorie. Alle memorie della nostra città. Se si leggono le pagine che i quotidiani locali dedicano a Soverato si potrebbe avere l'impressione che nella nostra città si sia cominciato a parlare di turismo solo da qualche anno. Un'impressione riduttiva e poco generosa. In realtà a Soverato si parla di turismo da oltre mezzo secolo. Da quando Soverato poco più che un borgo marinaro venne dichiarata "Stazione di cura, soggiorno e turismo". Non ce ne erano altre nella nostra provincia. E fu allora che Soverato con un po' di giustificabile entusiasmo, venne definita la "Perla dello Jonio". Chissà se la definizione le calza ancora bene. Nel '64, con non poca lungimiranza venne creato l'Istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione. Non ce ne erano altri in tutta la nostra Regione. Alla chiusura di ogni anno scolastico, gli alunni dell'Istituto sotto la guida del mitico chef Loiero, padre di Agazio nostro attuale governatore, solevano preparare memorabili banchetti ai quali non mancavano di partecipare tutte le autorità della provincia. Era un privilegio essere invitati. L'Istituto fornì il personale e preparò i pasti per due presidenti della Repubblica e Giovanni Paolo II, in visita a Catanzaro. Nel '74 con Decreto del presidente, Soverato fu promossa città. Poco dopo si costruì il lungomare. Non se ne conoscevano sul litorale del basso jonio. E intanto sorgeva il Miramare, una rotonda dove venivano a suonare orchestre dirette da maestri come Segurini, Kramer, Barzizza. E quando ancora non c'era la tv, la radio era un lusso, in Calabria non si pubblicavano quotidiani diffusi sul territorio. L'amministratore unico del Paese trovava sempre il modo di rendere le nostre estati interessanti e piacevoli, invitando noti scrittori, giornalisti, uomini di spettacolo. E tutto senza molto rumore. Non facciamo perciò come Otello quando nell'opera di Verdi canta: "ora e per sempre addio care memorie".Adriano Pecci (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Condoglianze

Giovedì 26 maggio 2005 ore12:00 Apprendiamo solo ora e lo sappiamo attraverso il web che un terribile lutto ha colpito SMK, webmaster di Soveratoweb. Soverato è una piccola cittadina dove spesso ci si conosce solo di vista. Non sapevamo che Rossella fosse la compagna di SMK. Giungano a lui e alla famiglia di Rossella le nostre più profonde e sentite condoglianze.lo staff di Soverato News

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Matteotti, un coraggioso politico ed un attento studioso di diritto

All'osservatorio presentato il libro a lui dedicato dalla Camera dei deputatiMATTEOTTI, UN CORAGGIOSO POLITICO E UN ATTENTO STUDIOSO DI DIRITTOSoverato - Carlo Mellea, Presidente dell'Osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti, per ricordare la figura di Giacomo Matteotti e stigmatizzare la decisione dell'Amministrazione comunale di rimuovere l'intitolazione di una piazza cittadina dedicata al martire del fascismo, ha organizzato giovedì scorso una conferenza stampa. Oggetto dell'incontro con i giornalisti, la presentazione del libro "Giacomo Matteotti" edito dalla Camera dei deputati. Mellea ha spiegato di avere partecipato il 10 giugno 2004 nella sala Lupa del Parlamento alla presentazione ufficiale del libro, nel quale è possibile leggere gli interventi di Pierferdinando Casini, Presidente della Camera e dell'ex ministro Giuliano Vassalli che hanno commemorato così gli 80 anni dalla morte di Giacomo Matteotti. Mellea ha evidenziato che nella sala Lupa erano presenti oltre a Casini, Vassalli e il figlio di Matteotti, anche altri esponenti politici; fra questi: Gianni Letta, Irene Pivetti, Giorgio Napoletano e Gianfranco Fini. Una presenza che testimonia, ha aggiunto Carlo Mellea, l'attenzione degli uomini politici italiani, a prescindere dallo schieramento al quale appartengono, verso la figura del deputato socialista ucciso dai fascisti, "un uomo, - ha detto - noto non solo per il coraggio e la forza delle idee ma anche per essere stato un attento studioso del diritto e dell'economia". Mellea non ha mancato di dichiararsi fortemente amareggiato di quanto è accaduto a Soverato, augurandosi che la decisione dell'Amministrazione comunale non vada a buon fine. Al riguardo, ha annunciato di avere appreso dall'On.le Nerio Nesi che sarà presentata a firma di quest'ultimo nei prossimi giorni un'interrogazione al governo affinché non venga cancellata Piazza Matteotti. "Sono preoccupato - ha concluso Mellea - non vorrei che ora a Soverato si pensasse di cancellare anche Via Pietro Nenni". Durante l'incontro con i giornalisti il Presidente dell'Osservatorio ha ricordato oltre Matteotti, la figura di altri grandi socialisti come Lombardi e il contributo di essi all'affermazione della democrazia nel nostro Paese. Si è appreso che per riflettere sulla figura e sul messaggio di Lombardi e Matteotti su invito di Mellea sarà presente a Soverato nei prossimi mesi l'On.le Nerio Nesi.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Senatore Iovene, no alla cancellazione di piazza Matteotti – Interrogazione a Berlusconi

-------------------------------- COMUNICATO STAMPA -------------------------------- SOVERATO: IOVENE, NO ALLA CANCELLAZIONE DI PIAZZA MATTEOTTI INTERROGAZIONE A BERLUSCONI E PISANUInterrogazione a risposta scritta del Sen. Nuccio Iovene (Ds) - Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'Interno. – Premesso: - che quest'anno ricorre il 60° anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo; - che in tutta Italia si sono svolte manifestazioni, eventi, per ricordare la tragedia che ha coinvolto milioni di individui sconvolgendo il mondo alla metà del novecento e la liberazione d'Italia, con la riscoperta dei diritti politici, della dignità nazionale e della ricostruzione della coscienza civile; - che mentre tutta Italia festeggiava, nei giorni scorsi, la Giunta Comunale di Soverato (CZ) decideva di cancellare dal proprio stradario il nome di Giacomo Matteotti, deputato socialista ucciso dai sicari fascisti dopo essere stato rapito il 10 giugno 1924 a Roma; - che la piazza oggi intitolata a Matteotti, secondo il Sindaco di Soverato Mancini militante di A.N., sarà intitolata ad un personaggio locale; - che allo scrivente appare politicamente ed istituzionalmente la decisione di cancellare, attraverso questo atto, una pagina dello storia italiana; - che cancellare il nome di un martire socialista, di una gloria nazionale, dalla toponomastica è un'offesa al sentimento democratico ed antifascista e alla libertà, valori fondamentali della nostra Repubblica e della Carta Costituzionale; considerato - che il nome di Giacomo Matteotti ed il suo martirio rappresentano una pietra miliare della nostra storiografia e della nostra memoria collettiva; - che il metodo di cancellare, con un atto amministrativo, dalla memoria collettiva la figura di un uomo intransigente, antifascista, difensore dei braccianti agricoli poveri più volte minacciato da gruppi fascisti e ostacolato nella professione forense e nell'attività parlamentare ha destato forte preoccupazione nella popolazione locale e numerose prese di posizione contrarie; - che la decisione adottata dall'amministrazione comunale di Soverato ha suscitato in Consiglio Comunale sacrosante proteste e opposizioni; si chiede di sapere - se non era possibile intitolare altre piazze o strade al personaggio locale lasciando la piazza in questione intitolata a Giacomo Matteotti; - se non si ritenga una grave violazione dei valori dell'antifascismo, in occasione del 60° anniversario della Liberazione, la cancellazione di Giacomo Matteotti dalla toponomastica della città.

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Matteotti, Sergio Romano risponde a Fabio Guarna

Tratto da Il Corriere della Sera di domenica 15 maggio 2005 RUBRICA DI SERGIO ROMANOLe battaglie toponomastiche dei consigli comunaliNella mia città (Soverato), il sindaco e la giunta hanno deciso di rimuovere l'intitolazione di una piazza dedicata a Giacomo Matteotti sostituendola con una nuova dedicata a uno storico locale (Domenico Caminiti), persona peraltro universalmente riconosciuta come meritevole di dare un nome a un sito della città. Il sindaco e la giunta avrebbero potuto dedicare allo storico locale una delle tante vie che a Soverato ancora non hanno un nome. La decisione di cancellare Giacomo Matteotti dalla toponomastica soveratese sta facendo molto discutere la cittadinanza e mi farebbe piacere leggere una sua riflessione in merito con la speranza che possa far ritornare sui suoi passi l'amministrazione comunale di SoveratoFabio Guarna, fabioguarna@aliceposta.itCaro Guarna, pubblico volentieri la sua lettera e le faccio i migliori auguri per la sua campagna. Ma non mi chieda di prendere partito in questa ennesima battaglia toponomastica della politica italiana. I duelli fra revisionismo e antirevisionismo si fanno ormai nelle piazze e si combattono a colpi di targhe stradali. Non è la prima volta, beninteso. Dopo l'avvento di Mussolini al potere, e soprattutto dopo la svolta autoritaria del 1925, il regime accentuò la toponomastica nazionalista degli anni precedenti, commemorò i propri morti e celebrò i propri trionfi. Avemmo così, tra l'altro, la via dei Trasvolatori, la via dell'Impero, il viale XXI Aprile, il corso dei Martiri fascisti, la piazza del Littorio e un impressionante numero di strade dedicate ai luoghi dove si erano combattute le principali battaglie della storia nazionale. Dopo la caduta del fascismo le vie vennero parzialmente epurate. Rimasero generalmente le targhe risorgimentali, ma quelle fasciste vennero sostituite con altre in cui apparvero i nomi di alcune vittime del regime come Matteotti o di esuli antifascisti come Turati. Col passare del tempo l'Italia divenne, sul piano toponomastico, una grande pelle di leopardo. Mentre le municipalità comuniste celebravano in vario modo i trionfi della Rivoluzione d'ottobre e dello Stato sovietico, i comuni democristiani proponevano alla cittadinanza il ricordo e il modello di alcuni esponenti locali del movimento cattolico. Poi vennero le grandi mode e tendenze della vita politica nazionale e internazionale a cui certi partiti, dopo avere conquistato il comune, volevano rendere omaggio con nuove targhe stradali e nuove denominazioni di palazzi pubblici. I consigli comunali e persino i consigli scolastici divennero teatro di battaglie e lottizzazioni: Che Guevara contro Kennedy, Jurij Gagarin contro Martin Luther King. Tutti i partiti cercavano di lasciare un segno indelebile sui muri delle loro città. In alcuni casi furono prese decisioni stravaganti, difficilmente comprensibili. Qualche giorno fa ho appreso che un liceo laziale è intitolato al nome di Boris Vian, scrittore esistenzialista, trombettista di musica jazz, personaggio dei caffè parigini dopo la fine della guerra e autore di un romanzo intitolato «Andrò a sputare sulle vostre tombe». L'aspetto più sconcertante di questa «caccia al potere stradale » è la scarsa considerazione di molti comuni per le persone a cui decidono di dedicare il nome di una via o di una piazza. Dopo avere vinto la battaglia per il loro candidato le maggioranze comunali lo condannano a una sorta di anonimato. Su certe targhe stradali prive di qualsiasi indicazione biografica mi è capitato di leggere L. da Vinci, F. degli Uberti, D. Alighieri, G. Carducci, A. Gramsci, come se nome e cognome non formassero, nel caso degli uomini celebri, una specie di indissolubile sintagma. Queste operazioni toponomastiche presentano un altro inconveniente: distruggono la memoria della città. Il vecchio nome di una via o di una piazza è sempre, soprattutto quando l'aspetto dei luoghi è cambiato, una finestra sul passato, un uscio socchiuso dietro il quale si intravedono le chiese distrutte, i palazzi scomparsi, le antiche cerimonie e i vecchi mestieri. A Londra esiste una Lombard street, in memoria dei banchieri lombardi che avevano aperto i loro banchi in quella parte della città,ma non esiste, salvo errore, una piazza Churchill.Sergio Romano

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Alberghi a Soverato. Pecci si fa intervistare dal Quotidiano

QUEL MEGA ALBERGO NON SERVIRÀ RILANCIARE IL TURISMOSoverato - Ci accoglie nella sua aurea domus, in abiti (direbbe Machiavelli “reali e curiali”) come si conviene a chi si accinge a trattare un argomento di rilievo e di solido spessore civile e culturale. Egli, Adriano Pecci, come aveva promesso non si esime dal dire il suo pensiero e a esternare il frutto delle sue riflessioni sulle improvvide determinazioni politiche che preludono al guasto irreversibile verso cui, pare, sta per avviarsi, a suo giudizio, la civiltà urbanistica di Soverato e così esordisce: “E così quello che si temeva è fatalmente accaduto. I commissari ad acta hanno approvato in via definitiva le varianti al P.R. di Soverato e tra queste varianti pure quella che prevede la costruzione di un mega albergo sul lungomare e un'altra mezza dozzina di magnitudo media in Via Cristoforo Colombo, i due posti più caratteristici del nostro centro storico. Possiamo adesso intonare un “requiem”?Ma lei non aveva mai nutrito la speranza d'un ripensamento dopo le molteplici, documentate e bene argomentate osservazioni dei tanti cittadini contrari a quelle varianti?No mai. Nemmeno per un minuto, vista la determinazione, senza se e senza ma che ha animato il sindaco nel perseguimento di questo obiettivo.Lei pensa che si sarebbe potuto fare di più per ostacolare l'attuazione di questo progetto?Credo proprio di sì. E lo dico a malincuore. Le forze dell'opposizione potevano e possono fare ancora di più per impedire la realizzazione di questo infausto progetto. E se da soli non ci riescono chiedano l'aiuto degli uomini dei loro partiti che sono stati eletti al consiglio regionale e perché no? anche in Parlamento. Non ci sarebbe nulla di male se costoro nei limiti delle loro competenze e nel rispetto della legge evitassero alla nostra città il dolore di vedere abbruttito il lungomare di un ecomostro.Lo crede possibile?Perché no? Soverato è diventata la terza città della provincia di Catanzaro e i suoi abitanti contribuiscono in modo determinante all'elezione di deputati, senatori, consiglieri regionali della nostra circoscrizione. Non le pare normale che rappresentanti della città nelle varie istituzioni si interessino dei nostri problemi?Lei pensa che finora non l'abbiano fatto?Giudicheranno gli elettori. A me pare che finora si è parlato solo dei massimi sistemi. Si organizzano congressi, seminari e quant'altro, dove si parla di tutto, persino di protezione dell'ambiente e salvaguardia del paesaggio. Ma del fatto che a Soverato si vuol permettere la costruzione d'un albergo sul lungomare nemmeno una parola.Ma lo sviluppo turistico?Quale sviluppo turistico? Le pare che un mega albergo a ridosso di Via S.Giovanni Bosco, la via più trafficata del centro storico contribuirà allo sviluppo turistico. Ma no. Contribuirà solo a sviluppare il caos e a rendere la vita impossibile a centinaia di contribuenti.Alcuni dicono che la cosa riguarda appunto solo gli abitanti di quel quartiere?Questa è davvero una interpretazione riduttiva e, se permette, un po' meschina del problema. Un albergo sul lungomare sarebbe uno sfregio permanente per tutta la città. E se al suo posto venisse realizzata un'area di verde attrezzato a goderne sarebbe tutta la collettività. La verità come diceva il vecchio Catone è che mentre Sagunto brucia noi continuiamo a parlare d'altro.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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