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La gastronomia finlandese promossa da un sito amatoriale

Soverato - Mentre sembra essere caduto nel dimenticatoio l'incidente diplomatico fra l'Italia e la Finlandia, Soverato News (www.soveratonews.com), il sito amatoriale messo in rete da un gruppo di giovani della città, lancia la gastronomia finlandese. E lo fa dopo avere ricevuto una nota stampa dell'Ente nazionale del turismo finlandese, pubblicata in questi giorni sulla home page del sito. E così dopo il peperoncino Calabrese e la cipolla di Tropea da Soverato parte un messaggio di promozione per i prodotti del baltico. L'evento gastronomico si terrà ad Helsinki dal 21 al 25 settembre nell'ambito dell'iniziativa Eat & Joy organizzata - spiega la nota stampa - "in collaborazione con la settimana del Design di Helsinki". In questo ultimo caso l'opportunità di essere a Helsinki in quei giorni potrebbe rappresentare per tanti Soveratesi, specie imprenditori del settore ristorativo, l'occasione non solo di conoscere nuove pietanze ma anche di studiare l'innovativo design finlandese che caratterizza l'estetica dei locali. "Parte dell'iniziativa Eat & Joy - spiega la nota stampa - comprenderà il progetto "The Best of Finland": l'idea di fondo è di informare circa la disponibilità e le infinite possibilità di utilizzo dei prodotti agricoli locali di alta qualità - verdura, pesce, carne, funghi, frutta, e così via - che la terra finlandese generosamente offre. L'attenzione è puntata sui sapori caratteristici e genuini del posto, che regalano un delizioso gusto Nordico ai piatti preparati: come nei ravioli con funghi colti dai boschi della Finlandia che portano in tavola i profumi e le sfumature della selvaggia e incontaminata natura finlandese". Va detto che ad Helsinki nel 2002, l'Ipssar di Soverato, organizzò una manifestazione di cucina calabrese. Presenziarono oltre all'allora ambasciatore d'Italia, Pietro Lonardo, diversi imprenditori finnici, che non mancarono di esaltare il gusto e le qualità dei prodotti della nostra terra. Adesso è giusto ricambiare. Ad "Eat & Joy" saranno presenti chef di fama internazionale che parteciperanno alle serate di gala. Fra i piatti tipici che potremmo trovarci ad assaggiare ne citiamo uno, forse più vicino ai nostri gusti mediterranei. Si tratta del Karjalanpaisti (stufato careliano) uno spezzato di manzo e maiale cotto in acqua con pepe aromatico, carote e cipolle. Viene servito con patate intere bollite e burro. Appuntamento ad Helsinki dunque. Per maggiori informazioni è possibile consultare i siti www.eatandjoy.com; www.finfood.fi/helsinkimenu; www.vacanzeinfinlandia.it. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Comunismo e capitalismo a Fabio Guarna risponde Sergio Romano sul Corriere

29 giugno 2005 tratto dal Corriere della Sera Perón, un caudillo fra comunismo e «capitalismo yankee» Sto leggendo «Le interpretazioni del fascismo» di Renzo De Felice. Tra le tante domande che sfogliando le pagine mi vado ponendo ne vorrei girare una a lei e cioè: «dove collocherebbe il peronismo?». Nel libro viene riportata l'opinione di Gino Germani, sociologo italoamericano, che mi è rimasta molto impressa. Scrive Germani: «La principale differenza del peronismo rispetto al fascismo italiano consistette, a nostro avviso, nella classe da cui furono tratte le masse mobilitate e nel tipo di mobilitazione. La mobilitazione in Argentina fu primaria e la classe mobilitata fu quella inferiore». (Annoto tra parentesi che per primaria s'intende la mobilitazione che ha luogo in una struttura tradizionale o non industriale, mentre secondaria è quella che avviene in una società industriale più moderna). Fabio Guarna - Soverato (Cz), Caro Guarna, Gino Germani, di cui Renzo De Felice ebbe grande stima, fu uno dei fondatori della moderna sociologia argentina. Nacque a Roma nel 1911, fece studi di ragioneria, s'iscrisse alla facoltà di Economia e commercio e fu arrestato nel 1930 mentre distribuiva propaganda antifascista. Inviato al confino per più di un anno, si trasferì dopo la morte del padre in Argentina, dove vivevano alcuni parenti della madre, e fece studi filosofici all'università di Buenos Aires. Ma fu attratto dalle scienze sociali e cominciò a lavorare con Ricardo Levene, allora titolare della sola cattedra di sociologia del Paese. Nel 1957, quando si era ormai imposto come studioso e traduttore della migliore sociologia internazionale, l'università di Buenos Aires creò per lui un corso di studi nella sua disciplina e gli affidò la direzione di un Istituto. Qualche anno dopo, alla vigilia del colpo di Stato del generale Ongania, Germani si trasferì a Harvard dove venne accolto come uno dei più attenti conoscitori delle società latinoamericane. Nel 1976 tornò in Italia e insegnò a Napoli sino alla morte, nel 1979. Ma dovette scontrarsi con il modesto interesse del mondo accademico italiano per le società e i sistemi politici dell'America del Sud. Fu De Felice, per l'appunto, che si accorse dell'importanza dei suoi studi e diffuse la conoscenza del suo lavoro. L'analisi che Germani fece del movimento creato da Perón è sociologica e certamente calzante. Su un piano politico, invece, il peronismo appartiene alla famiglia di quelle correnti, molto diffuse in Europa dopo la Grande guerra e la crisi del 1929, che proclamarono la necessità di una «terza via» fra il capitalismo e il comunismo: fascismo, nazionalsocialismo, corporativismo, falangismo, con una riccagamma di sfumature rosse e nere. Nel suo libro su «I caudillos», pubblicato da Corbaccio nel 1994, Ludovico Incisa di Camerana ricorda che il giovane Perón, brillante ufficiale di stato maggiore, fu inviato in Italia nel 1938 per studiare l'organizzazione e le tecniche delle truppe alpine. Più di trent'anni dopo, nel 1969, ricordò quel periodo con queste parole: «Lì si stava facendo un esperimento. Era il primo socialismo nazionale che appariva nel mondo. Non voglio esaminare i mezzi di esecuzione che potevano essere difettosi. Ma l'importante era questo: un mondo già diviso in imperialismi e un terzo dissidente che dice: "No, né con gli uni né con gli altri, siamo socialisti, ma socialisti nazionali". Era una terza posizione tra il socialismo sovietico e il capitalismo yankee». Come altri movimenti di terza via, il peronismo divenne rapidamente populista, demagogico, poliziesco e repressivo.Ecome altre forze politiche della stessa famiglia si divise in due correnti, una di sinistra, l'altra di destra. Ma godette, grazie al carisma di Evita, moglie di Perón, di larghi consensi ed è da allora una componente della vita politica argentina. Quando ritornò trionfalmente a Buenos Aires nel 1971, dopo il lungo esilio spagnolo, Perón fu accolto entusiasticamente da due gruppi di seguaci che si odiavano e si combattevano: i montoneros, guerriglieri del peronismo rivoluzionario, e i nazional- sindacalisti di José Ignacio Rucci. Lo slogan dei primi era «Perón, Evita, la patria socialista »; lo slogan dei secondi «Perón, Evita, la patria peronista ». Ciascuno dei due gruppi aveva le sue armi e le usò: tredici morti e qualche centinaio di feriti, tutti peronisti. Sergio Romano (Fonte: il Corriere della Sera)

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L'edilizia scolastica e il bilancio della provincia

Le cronache riferiscono di una sostanziale riduzione degli impegni finanziari della Amministrazione Provinciale di Catanzaro rispetto ai programmi di edilizia scolastica nel nostro comprensorio. Così tutte le scuole di competenza della Provincia - e cioè gli Istituti di istruzione secondaria di 2° grado - dovranno continuare a lavorare nelle condizioni di precarietà a tutti note e che erano state oggetto di solenni impegni soprattutto in campagna elettorale. L'ampliamento del Liceo Scientifico non riguarderà la totalità del progetto generale esecutivo ( 25 aule, laboratori, uffici, auditorium e palestra); non saranno realizzati i completamenti dell'Istituto Alberghiero con il Convitto, dell'Istituto Tecnico Commerciale e dell'Istituto Tecnico per Geometri; non sarà costruita la nuova sede dell'Istituto Professionale di S.Andrea. Il Presidente Traversa e l'assessore Mirarchi, (non per la delega a lui assegnata, ma per essere l'unico membro della Giunta Provinciale del nostro territorio) ci verranno a spiegare che la riduzione dei programmi di investimenti è l'effetto della legge finanziaria che prevede minori trasferimenti di risorse agli Enti Locali, i quali pertanto sono costretti a rivedere i loro programmi restringendo gli impegni finanziari previsti. Tralasciando il rilievo che il governo di centro destra si è ormai caratterizzato per una politica di chiusura rispetto alle attese e alle prospettive di sostegno degli Enti Locali per i loro interventi in materia di servizi fondamentali, non si può dimenticare che per l'edilizia scolastica sono state emanate specifiche norme che prevedono la ripartizione tra le regioni di fondi da assegnare agli enti locali per gli interventi di rispettiva competenza. Per quanto riguarda la Calabria il Decreto ministeriale 21 aprile 2001 n. 23.ha previsto una assegnazione di fondi per £. 46.833.300.000, mentre il D.M.30 ottobre 2003 all'art.3 prevede un'assegnazione di €. 7.551.365,00 e all'art. 4 di €. 23.854.702,00 e all'art.7 indica alle regioni come criterio per la programmazione degli interventi quello "della celerità d'esecuzione degli stessi, con particolare riguardo alla sussistenza di progettazione esecutiva e disponibilità delle aree nonché all'assenza di vincoli di carattere normativo", condizioni tutte presenti nella situazione di Soverato dove le aree con i relativi progetti esecutivi sono a disposizione della Provincia. L'art.8 dello stesso D.M. 30 ot. 2003 conferma "in quanto compatibili con il presente provvedimento, ogni altra disposizione, modalità, termine, indirizzo, finalità o criterio contemplati nei precedenti decreti 18 aprile 1996, n. 152 e 6 settembre 1999, nonché 8 giugno 1998, 6 aprile 2000 e 23 aprile 2001 indicati nelle premesse, che integralmente vengono richiamate nel presente dispositivo." La domanda, a questo punto, è: che cosa ha disposto la giunta Chiaravalloti per la programmazione dei fondi del 2001 e di quelli del 2003? E ancora: il presidente Traversa si è accorto di queste assegnazioni alla regione Calabria e quali iniziative ha assunto per partecipare alla ripartizione a livello regionale? I cittadini del Soveratese dovrebbero essere informati. Gerardo Pagano

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Trasformata via Tubarisc. Sarà ancora ricordata con quel nome?

Viale Aldo MoroSoverato - Un intero quartiere si è chiesto per tanto tempo perché l'arredamento urbano di un viale stava per essere cancellato. Un viale che dopo un articolo del 1996 di Vincenzo Guarna era diventato comunemente e ironicamente noto come via Tubarisc per i suoi sedili realizzati con tubi e che fece molto discutere in merito al suo stile architettonico. E nel momento in cui a Soverato si discute di intitolazione di via e Piazze quella che nel linguaggio comune era diventata Via Tubarisc ora ha cambiato stile, dopo il rifacimento voluto dall'attuale amministrazione. Ma Via Tubarisc resterà Via Tubarisc anche se ha cambiato stile? Se lo chiedono in tanti e c'è qualche maligno che tenta di inventarsi altri nomi. Via Tubarisc risale al 1996, ma sarebbe, a questo punto meglio chiamarla Viale Aldo Moro, con il suo vero nome. Fu una di quelle vie che insieme a tante altre nuove opere pubbliche furono messe in campo, all'epoca, dall'Amministrazione di Pedalando Volare. Il volto della città in quegli anni fu rivoluzionato. Forse, almeno per lo stile, Viale Aldo Moro non fu uno degli elaborati migliori, a giudizio di tanti. Ma quella via ancora oggi viene riconosciuta col nome di Via Tubarisc. Chissà per quanto ancora? Nel 2004 infatti, via Tubarisc con l'Amministrazione Mancini è tornata alla ribalta. Il primo cittadino con la sua giunta ha deciso di abbatterla e rifarla a nuovo. Detto fatto. Una delle ragioni è stata probabilmente quella di renderla più bella bonificando contemporaneamente il sottosuolo. Insomma- come ha più volte ribadito il primo cittadino - l'intervento ha avuto carattere estetico non meno che igienico/sanitario. Quest'ultima ragione - a dire il vero - non ha convinto molti, specie i suoi avversari. Distruggere Via Tubarisc e rifarla ex novo è costato tanto (più di un milione di euro). Forse sarebbe bastato fare qualche modifica: ad esempio rimuovere i tubi eccedenti sostituendoli con delle panchine meno ingombranti. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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L'olofonia approda nuovamente ad Imola

L'OLOFONIA, STRAORDINARIA ED INNOVATIVA TECNICA DI RIPRODUZIONE E DI ASCOLTO MUSICALE INVENTATA IN CALABRIA APPRODA NUOVAMENTE AD IMOLA Montepaone - I suoni ambientali e naturali della Calabria saranno protagonisti all'Heineken Jammin' Festival di Imola, uno dei più importanti eventi musicali dell'anno. Si tratta di suoni catturati attraverso la tecnica olofonica che saranno proposti alle decine di migliaia di giovani presenti all'appuntamento previsto per il 10, 11 e 12 giugno. “È il secondo anno che l'olofonia del Dr. Gianfranco Pisano voluta dall'organizzazione Pielle S.r.l., primaria in Italia per Eventi e Manifestazioni, nonché promotrice del Festival, viene utilizzata per una manifestazione così esclusiva”, è quanto si apprende da una nota diffusa da coloro che esporteranno fuori dalla Calabria un prodotto che è nato e si è perfezionato nella nostra regione. “L'olofonia e le sue applicazioni il cui campo è infinito, - si legge nel comunicato - attraversa l'impiego medico e terapeutico, ma anche ludico e di intrattenimento oltre a quello più ampio della multimedialità. Con il M.A.S.I. (Associazione Mediterranea per l'Industria sul Suono) di cui Gianfranco Pisano è presidente, nonché inventore dell'olofonia, - prosegue la nota - collabora un gruppo di medici e psicologi che si occupano dell'uso terapeutico dell'olofonia anche attraverso la musicoterapia. All'applicazione multimediale collabora Enzo Cerullo, presidente della Multimedia Service di Stalettì ed il web worker Salvatore Gualtieri. Quest'ultimo sarà presente in qualità di referente all'appuntamento musicale e direttamente in contatto con tutti i ragazzi che vorranno sapere di più sulla tridimensionalità sonora calabrese. Ulteriori informazioni potranno essere visionate ed ascoltate sul sito www.olofonia.it e, naturalmente sul sito www.heineken.it”. L'appuntamento con l'Heineken Jammin' Festival di Imola, rappresenta nel panorama musicale internazionale un evento da non perdere. La musica, quella ad alto livello, infatti, è di casa e per l'occasione saranno presenti artisti molto noti e apprezzati in campo mondiale: citiamo fra questi Vasco Rossi e gli Oasis. Al festival di Imola sarà possibile, dunque, trovare in un'area denominata ‘Cool ZonÈ, all'interno di una enorme tendostruttura ben 32 postazioni d'ascolto in cuffia dove i visitatori potranno usufruire dei suoni olofonici registrati in Calabria. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Matteotti, Sergio Romano risponde a Fabio Guarna

Tratto da Il Corriere della Sera di domenica 15 maggio 2005 RUBRICA DI SERGIO ROMANO Le battaglie toponomastiche dei consigli comunali Nella mia città (Soverato), il sindaco e la giunta hanno deciso di rimuovere l'intitolazione di una piazza dedicata a Giacomo Matteotti sostituendola con una nuova dedicata a uno storico locale (Domenico Caminiti), persona peraltro universalmente riconosciuta come meritevole di dare un nome a un sito della città. Il sindaco e la giunta avrebbero potuto dedicare allo storico locale una delle tante vie che a Soverato ancora non hanno un nome. La decisione di cancellare Giacomo Matteotti dalla toponomastica soveratese sta facendo molto discutere la cittadinanza e mi farebbe piacere leggere una sua riflessione in merito con la speranza che possa far ritornare sui suoi passi l'amministrazione comunale di Soverato Fabio Guarna, [email protected] Caro Guarna, pubblico volentieri la sua lettera e le faccio i migliori auguri per la sua campagna. Ma non mi chieda di prendere partito in questa ennesima battaglia toponomastica della politica italiana. I duelli fra revisionismo e antirevisionismo si fanno ormai nelle piazze e si combattono a colpi di targhe stradali. Non è la prima volta, beninteso. Dopo l'avvento di Mussolini al potere, e soprattutto dopo la svolta autoritaria del 1925, il regime accentuò la toponomastica nazionalista degli anni precedenti, commemorò i propri morti e celebrò i propri trionfi. Avemmo così, tra l'altro, la via dei Trasvolatori, la via dell'Impero, il viale XXI Aprile, il corso dei Martiri fascisti, la piazza del Littorio e un impressionante numero di strade dedicate ai luoghi dove si erano combattute le principali battaglie della storia nazionale. Dopo la caduta del fascismo le vie vennero parzialmente epurate. Rimasero generalmente le targhe risorgimentali, ma quelle fasciste vennero sostituite con altre in cui apparvero i nomi di alcune vittime del regime come Matteotti o di esuli antifascisti come Turati. Col passare del tempo l'Italia divenne, sul piano toponomastico, una grande pelle di leopardo. Mentre le municipalità comuniste celebravano in vario modo i trionfi della Rivoluzione d'ottobre e dello Stato sovietico, i comuni democristiani proponevano alla cittadinanza il ricordo e il modello di alcuni esponenti locali del movimento cattolico. Poi vennero le grandi mode e tendenze della vita politica nazionale e internazionale a cui certi partiti, dopo avere conquistato il comune, volevano rendere omaggio con nuove targhe stradali e nuove denominazioni di palazzi pubblici. I consigli comunali e persino i consigli scolastici divennero teatro di battaglie e lottizzazioni: Che Guevara contro Kennedy, Jurij Gagarin contro Martin Luther King. Tutti i partiti cercavano di lasciare un segno indelebile sui muri delle loro città. In alcuni casi furono prese decisioni stravaganti, difficilmente comprensibili. Qualche giorno fa ho appreso che un liceo laziale è intitolato al nome di Boris Vian, scrittore esistenzialista, trombettista di musica jazz, personaggio dei caffè parigini dopo la fine della guerra e autore di un romanzo intitolato «Andrò a sputare sulle vostre tombe». L'aspetto più sconcertante di questa «caccia al potere stradale » è la scarsa considerazione di molti comuni per le persone a cui decidono di dedicare il nome di una via o di una piazza. Dopo avere vinto la battaglia per il loro candidato le maggioranze comunali lo condannano a una sorta di anonimato. Su certe targhe stradali prive di qualsiasi indicazione biografica mi è capitato di leggere L. da Vinci, F. degli Uberti, D. Alighieri, G. Carducci, A. Gramsci, come se nome e cognome non formassero, nel caso degli uomini celebri, una specie di indissolubile sintagma. Queste operazioni toponomastiche presentano un altro inconveniente: distruggono la memoria della città. Il vecchio nome di una via o di una piazza è sempre, soprattutto quando l'aspetto dei luoghi è cambiato, una finestra sul passato, un uscio socchiuso dietro il quale si intravedono le chiese distrutte, i palazzi scomparsi, le antiche cerimonie e i vecchi mestieri. A Londra esiste una Lombard street, in memoria dei banchieri lombardi che avevano aperto i loro banchi in quella parte della città,ma non esiste, salvo errore, una piazza Churchill. Sergio Romano

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Riflessioni sul voto dopo l'intervento di Gerardo Pagano

In merito all'interessante intervento di Gerardo Pagano vorrei contribuire ancora al dibattito con alcune riflessioni. Il prof. Pagano afferma che la ricerca di proposte politico-amministrative originali deve essere intesa come assunzione di responsabilità e non come negazione della politica. Secondo lui vi sarebbe un atteggiamento di moda di chi si candida a governare ma dichiara di non voler fare politica. Il problema vero è, a mio avviso, opposto. Nella società, nella comunità, ci sono tante persone con capacità e idee che “vogliono” fare politica ma non trovano uno spazio e una collocazione adeguata. Più chiaramente, se da cittadino voglio fare politica ma non trovo negli attuali partiti lo strumento adeguato, semplicemente mi trovo a non avere diritto di partecipazione. Nello specifico del centrosinistra il vero nodo da sciogliere è come il condivisibile processo politico che ha portato all'Unione si realizza pienamente. Se l'Unione resta solo la somma dei partiti che la compongono la politica sarà ancora riservata ai pochi iscritti agli stessi partiti che continueranno a rappresentare un potere sostanzialmente auto referenziale anche se legittimato dal voto degli elettori. Se invece il processo unitario diventa anche l'occasione per costruire un luogo nuovo della politica, dove cittadini, non militanti dei partiti attuali, trovano possibilità di espressione e partecipazione allora si coglie un'occasione importante di arricchimento e allargamento della partecipazione democratica. Va risolto insomma il solito problema dei movimenti che vengono spesso ben accolti dai cittadini in cerca di novità politica ma poi ricacciati nell'angolo dal sistema dei partiti che delle novità ha paura. Mi sembra che la creazione del “nuovo luogo della politica” sia il progetto di Prodi che con fatica viene portato avanti, trovando ovviamente ostacoli in parte dei gruppi dirigenti dei partiti che, in modo un po' miope, guardano solo alla protezione delle loro riserve di potere. Non ho difficoltà quindi a riconoscere la validità dell'Unione come alleanza ma non capisco come, nella situazione attuale, il cittadino che vuole fare politica ma non è iscritto ad un partito possa dare la sua “adesione non formale” all'alleanza e quindi partecipare ai processi politici fondamentali di elaborazione di programmi e scelta dei candidati. A questo punto può essere estremamente utile la capacità che il tessuto sociale e politico di Soverato ha dimostrato in passato di avere, quella appunto della ricerca di proposte politiche originali ed innovative. Dobbiamo trovare tutti, per primi i rappresentanti locali dei partiti, il coraggio di spingerci più avanti di quanto già non abbia fatto il centrosinistra a livello nazionale. Sarebbe un errore se i partiti si arroccassero su una posizione di semplice duplicazione delle formule (FED GAD o UNIONE) come sembrano voler fare a sentire alcuni interventi. A questo dovremmo essere spinti anche dal sistema elettorale che ci obbliga ad una scelta assolutamente unitaria. Facciamo quindi dell'Unione a Soverato quello che non è ancora in Italia. Un processo politico unitario dove ogni singolo cittadino, con pari dignità e a livello individuale, può portare il suo contributo di idee. Questo percorso, di cui le primarie sono parte integrante e fondamentale, mi sembra tra l'altro il più idoneo a superare l'ostacolo rappresentato dalla attuale prevalenza del centrodestra nella nostra Città. Tommaso Lupo

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Elezioni comunali nel basso Jonio

CONFERMATI TUTTI I SINDACI USCENTI PALERMITI: confermato alla carica di Sindaco Domenico Notaro PETRIZZI: confermato alla carica di Sindaco Domenico Mazza MONTAURO: confermata alla carica di Sindaco Rosanna Squillacioti DAVOLI: confermato alla carica di Sindaco Cosimo Femia SANT'ANDREA: Confermato alla carica di Sindaco Maurizio Lijoi

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Calabria. Risultati regionali ed eletti

Calabria. Risultati regionali ed eletti 2005 2390/2390 sezioni LOIERO Agazio 662.722 * 59,0 % (ELETTO) ABRAMO Sergio 446.634 39,7 ALOI Fortunato 12.577 1,1 % BILELLO GIUSEPPE 2.593 0,2 % ---- DS – 168335 voti – 15,4% - 7 seggi Nicola Adamo, Antonio Acri, Franco Pacenza, Doris Lo Moro, Liliana Frascà, Francesco Sulla, Bruno Censore D.L. La Margherita – 157678 voti – 14,5% - 7 seggi Mario Pirillo, Mario Maiolo, Pietro Amato, Francesco Fortugno, Demetrio Naccari Carlizzi, Vincenzo Sculco, Pietro Giamborino UDC – 112892 voti – 10,4% - 6 seggi Roberto Occhiuto, Michele Trematerra, Francesco Talarico, Giovanni Nucera, Dioniso Gallo, Francescantonio Stillitani Forza Italia – 108606 voti – 10,0% - 5 seggi Giuseppe Gentile e uno fra Raffaele Senatore e Antonio Pizzini; Piero Aiello; Luigi Fedele; Gesuele Vilasi AN – 107937 voti – 9,9% - 5 seggi Giovanni Dima, Franco Morelli, Egidio Chiarella, Alberto Sarra, Pasquale Senatore UDEUR – 94373 voti – 8,7% - 4 seggi Ennio Morrone, Franco La Rupa, Domenico Tallini, Pasquale Maria Tripodi. SDI – Unità Socialista – 74448 voti – 6,8% - 3 seggi Luigi Incarnato, Giuseppe Guerriero, Cosimo Cherubino Nuovo PSI - 58458 voti – 5,4% - 3 seggi Sergio Stancato, Leopoldo Chieffallo, Luciano Racco Rif. Comunista – 56003 voti – 5,1% - 2 seggi Egidio Masella, Antonino De Gaetano Progetto Calabrie – 45704 voti – 4,2% - 2 seggi Maurizio Feraudo, Michelangelo Tripodi Uniti per la Calabria – 37050 voti – 3,4% - 0 seggi Con Abramo – 27160 voti – 2,5% - 0 seggi Pop. Rep. Europei – 26802 voti – 2,5% - 0 seggi Alternativa Sociale – 7184 voti – 0,6% - 0 seggi Mov. Idea Soc. Rauti – 4158 voti – 0,4% - 0 seggi Lista Consumatori – 1744 voti – 0,2% - 0 seggi Dem. Crist. Ecologisti – 816 – 0,1% - 0 seggi A questi dovrebbero aggiungersi dal listino del centrosinistra oltre al presidente eletto Agazio Loiero, Sandro Principe, Giuseppe Bova, Salvatore Magarò e Antonio Borrello. Per il centrodestra si aggiunge Sergio Abramo. N.B. I dati sono tratti dai giornali e non si esclude qualche errore marginale, fermo restando che tutti i risultati dovranno essere sottoposti al vaglio della commissione elettorale centrale.

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Quando il Papa venne in Calabria – Una testimonianza dall'alberghiero

QUANDO IL PAPA VENNE IN CALABRIA - IN TANTI LO RICORDANO ALL'ISTITUTO ALBERGHIERO CHE PREPARÃ’ IL PRANZO A SUA SANTITÀ CAROL WOYTILA SOVERATO - Momenti di apprensione in tutto il mondo per la sorte del Pontefice. E anche a Soverato l'angoscia è tanta. A Soverato e precisamente all'Istituto Alberghiero lo ricordano in tanti quando nel 1984 fu proprio la scuola soveratese diretta da un giovane preside, Vincenzo Guarna, provvide a preparare il pranzo a Sua Santità. Fu Un menù semplice quello servito al Pontefice. Erano gli anni in cui l'Istituto Alberghiero di Soverato si incamminava verso un percorso che l'avrebbe visto vent'anni dopo come una delle scuole più numerose di Soverato, palestra per quei giovani divenuti oggi la classe dirigente degli operatori del settore alberghiero e ristorativo. Era il 1984 e alla scuola che si consolidava come una delle più promettenti della nostra Regione giunse la richiesta dalla Curia Arcivescovile di Catanzaro di farsi carico di provvedere alla realizzazione del pranzo che Carol Woytila, Pontefice Massimo in visita in Calabria, avrebbe consumato nel grande refettorio del seminario arcivescovile della città capoluogo insieme a tutto il clero di Calabria. In detto seminario, l'Alberghiero di Soverato, dunque, preparò, utilizzando le vecchie ma mastodontiche cucine il pranzo e lo presentò a Sua Santità e al vasto seguito. Fu un successo. Furono scattate diverse foto. Per l'istituto soveratese si curò uno dei docenti della scuola versato nella materia, il Prof. Giuseppe Saliceti, munito di regolare accredito in qualità di reporter. Fra le foto conservate negli archivi della scuola ve n'è una, in particolare, nella quale si vede il Papa in mezzo ai giovani dell'Alberghiero, al dirigente scolastico dell'epoca Vincenzo Guarna, al vicepreside Nicola Carnà e tanti docenti. Fra questi ultimi il papà dell'On.le Agazio, ossia il Cavaliere Prof. Francesco Loiero chef storico della scuola ormai non più fra noi. Una di queste foto ben incorniciata è stata donata lo scorso anno a Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, in occasione dell'incontro che l'associazione nazionale cuochi ha avuto in Vaticano con il Pontefice. La visita del Papa in Calabria e la preparazione del pranzo fu un evento molto importante per i cuochi e il personale di sala ( durante il pranzo sua Santità affettuosamente si intrattenne e interrogò il maitre Franco Screnci che svolgeva il suo servizio al tavolo dove Egli sedeva). Molti studenti che all'epoca concorsero alla realizzazione dell'evento, sono ora validi insegnanti dell'Istituto soveratese e non possono non ricordare con orgoglio e soddisfazione lo storico episodio che li vide protagonisti. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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