Documento programmatico Unione Soverato

Comunicato stampa dell'Unione - progetto per Soverato lunedì 6 febbraio L¹Assemblea dell'Unione - Progetto per Soverato ha approvato nei giorni scorsi il documento che disegna l'ossatura del suo programma amministrativo. Non é un caso che il tema essenziale di questa ossatura e quindi del programma dell' Unione soveratese sia la questione dello sviluppo (culturale, sociale, economico, ambientale) come non é un caso che il documento porti come titolo: Invertire la rotta. Invertire la rotta soprattutto rispetto all'amministrazione di questi ultimi cinque anni che si é illusa e ha illuso i cittadini con una visione politica e una proposta di PRG basato essenzialmente sul consumo dissennato del territorio, comprese aree geologicamente sensibili, e sulla speculazione edilizia che non avrebbe comunque risolto il bisogno di casa che ancora esiste, ma sarebbe servito ad arricchire pochi, moltiplicando il valore delle aree, ed avrebbe assorbito tutte le risorse finanziarie esistenti, aumentando nel contempo, non già la disponibilità di alloggi a costo equo, ma il numero di appartamenti vuoti e seconde case già enorme nella città (circa un migliaio). Se non ci fosse da piangere, farebbe ridere pure il modello prospettato di una Rimini piccina piccina pretenziosa e un pò stracciona, con due alberghetti mignon in riva al mare che intaserebbero con nuovi ingombri urbanistici una zona, già satura di cemento e, di per sé, caotica soprattutto nei mesi estivi. Un centinaio circa di nuovi posti letto che non avrebbero cambiato il segno dello sviluppo della città, ma avrebbero cambiato, e presto sicuramente, destinazione d¹uso. Soverato può e deve prevedere una politica di sviluppo delle capacità ricettive per diverse centinaia di posti letto che può recuperare in modi diversi: attraverso la destinazione di appartamenti e stanze vuote a pensioni e bed & breakfast, attraverso la riconversione di edifici in città, anche favorita da provvedimenti specifici, attraverso la costruzione di strutture nuove, di dimensioni commercialmente compatibili ed economicamente remunerative, nei diversi siti in cui la proposta di PRG del centrodestra prevedeva strutture miste (ancora seconde case). Il bisogno di abitazioni a costi decisamente più favorevoli potrà venire soddisfatto attraverso un uso moderato e saggio dello strumento della edilizia convenzionata (cooperative) che già ha dimostrato la sua efficacia, e utilizzando al meglio gli strumenti previsti dallo Stato e nel programma dell'Unione nazionale. Nei prossimi giorni sarà diffuso un opuscolo con l¹obiettivo di conoscere meglio il problema ed iniziare il dibattito sulla proposta. La Regione Calabria ha messo una pietra tombale sulla proposta di PRG del centro destra soveratese giudicandola sbagliata e fuori misura esattamente come aveva fatto tutto il centrosinistra soveratese a partire dal gruppo consiliare di opposizione, da Progetto Comune, dai DS, che hanno pure denunciato, ripetutamente ed in tutti i modi consentiti, un iter oscuro e confuso che ha impedito il dibattito e la partecipazione dei cittadini, delle categorie e perfino dei consiglieri comunali. Bisogna aggiungere che la stessa maggioranza ed il sindaco di centrodestra non hanno poi difeso granché la loro proposta. Dichiarandosi incompatibili, senza che ce ne fosse bisogno, se ne sono praticamente lavati le mani e l¹hanno affidata nelle mani di commissari ad acta. La battaglia per la cancellazione della proposta di PRG del centrodestra, il giudizio nettamente negativo sull'amministrazione di centrodestra, nel merito e soprattutto nei metodi, giudizio quindi sia politico che tecnico, la volontà di elaborare una proposta alternativa di sviluppo é elemento fondante dell'Unione Progetto per Soverato ed é contenuta nei documenti comuni accettati e sottoscritti. Risulta evidente a chiunque che la condivisione piena di queste posizioni é la condizione minima indispensabile che certifica, al di là di ogni firma, l¹adesione vera all'Unione Progetto per Soverato. Su questo tema specifico non sono possibili né approssimazioni né ambiguità. Ma la bocciatura del PRG del centrodestra non risolve i problemi di Soverato, ne mostra solo crudamente tutti gli aspetti, mette in luce la necessità di intervenire per tempo. Per questo non basta aderire. Occorre lavorare insieme per costruire un futuro migliore . Il documento " invertire la rotta " espone le linee essenziali di un programma concreto, basato sullo sviluppo, possibile e sostenibile, della città nell'ambito del comprensorio, con l¹obiettivo di riconoscere, valorizzare e potenziare tutte le risorse culturali, sociali, economiche, ambientali. Quindi le scuole come le attività di ristorazione, la spiaggia come il centro storico di Soverato Superiore, le attività di volontariato come le capacità professionali. Sono già attivi diversi gruppi di lavoro e comitati per la elaborazione del programma amministrativo e si é aperto, in tutte le sedi politiche, il dibattito sulle proposte concrete, con un¹appassionato invito ai cittadini e a tutte le organizzazioni sociali a partecipare al dibattito e a contribuire con pareri e proposte. L'Unione - Progetto per Soverato Ufficio Stampa

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Soverato. Risparmi energetici: Famiglie un po' cicale e un po' formiche

“C'era una volta una cicala e una formica... “ Inizia così un noto racconto che fa venire alla mente le casalinghe della nostra terra tutte prese in questi giorni a combattere contro il freddo e al tempo stesso a seguire i consigli che arrivano dal Governo per il risparmio energetico. Ma quante casalinghe di Soverato e dintorni hanno seguito i consigli del ministro delle attività produttive Claudio Scajola per il risparmio di elettricità e gas? Abbiamo provato a chiederlo ad un po' di esse. Il numero delle intervistate non è stato molto alto e quindi non ci consente di fare una analisi statistica dotata di criteri di veridicità piena. Una certa tendenza, però, è possibile individuarla. Per rispondere distinguiamo in due parti i suggerimenti di Scajola, inserendo da una parte i consigli che sono stati seguiti e dall'altra quelli che non sono riusciti ad ottenere successo. Quanto ai primi ovvero quelli di non coprire termosifoni, di tenere le finestre chiuse quando è acceso il riscaldamento, di usare i coperchi durante la cottura, di utilizzare pentole a pressione, di non tenere accese le lampadine inutilmente, di non avviare la lavatrice quando e a pieno carico e non lavare oltre i 60 gradi, bisogna sottolineare come spiegano le donne al comando delle faccende domestiche, che si tratta di accorgimenti che di norma esse adottano. Pertanto gli inviti di Scajola, a quanto pare, non hanno prodotto grandi cambiamenti nelle loro abitudini. Discorso diverso invece per quanto riguarda i suggerimenti di preferire la doccia al bagno, di regolare la temperatura dello scaldino elettrico non oltre i 60 gradi, di sostituire le lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo, di usare il forno alla giusta temperatura ed effettuare il preriscaldamento solo quanto necessario nonché di non aprirlo frequentemente durante la cottura, di spegnere tv e videoregistratori quando non si usano senza lasciare accesa la spia rossa di stand by. Queste ultime sono abitudini che non è facile cambiare. Quanti capofamiglia, arrivati stanchi a casa dal lavoro, sarebbero disposti dietro suggerimento della moglie a rinunciare ad un bagno caldo e rilassante preferendo la doccia? E quanti penserebbero che la tv non è realmente spenta se ancora quella lucina rossa dello stand by è ben in evidenza? E ancora: quante resisterebbero alla tentazione di aprire il forno per vedere a che punto è il piatto da servire? Insomma quanto ai consumi, dalle risposte ottenute è il caso di dire che le famiglie del soveratese, sembrano un po' formiche e un po' cicale. E Scajola? Buttiamo una cifra: contento al 50% . Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Soverato. Alla vigilia della campagna elettorale le comunicazioni civetta sono protagoniste

Soverato - Gli ultimi avvenimenti politici che hanno contrassegnato la vita pubblica cittadina lasciano presagire un clima particolarmente acceso per la campagna elettorale. Gli interrogativi più frequenti sono i seguenti: quanti candidati si contenderanno gli scranni di palazzo di città? Oltre Mancini e Rombolà ci sono altri aspiranti alla carica di sindaco? E ancora: chi sono gli aspiranti assessori delle prossime giunte? È tutto oro quel che luccica o quel che si vede non corrisponde alla realtà e dietro le quinte i giochi e le intese restano aperti a soluzioni difficilmente ipotizzabili? Tante domande e poche risposte riferibili sia a destra che a sinistra. Vero è che l'abitudine al trasversalismo e al trasformismo a Soverato, come in gran parte del nostro paese non è una novità. Ancor più se si considera che in una piccola comunità, il consenso verso questo o quel candidato non è dettato spesso dall'appartenenza politica come avviene per altre competizioni elettorali (camera, senato, etc.) ma da altri motivi. Ecco perché le domande e le notizie che si rincorrono, spesso frutto di fantapolitica, trovano terreno per diffondersi. Ma cerchiamo di rispondere ad alcuni interrogativi facendo riferimento ai boatos che di giorno in giorno circolano e premettendo che rispetto a tanti voci, quelle che di seguito indicheremo provengono da fonti più o meno accreditate dell'agone politico locale e quindi godono di una seppur minima credibilià. Cominciamo dai nomi dei candidati: per adesso si sa solo che la corsa per entrare nella lista dell'Unione è già partita e dovrebbe essere l'assemblea dell'Unione Progetto per Soverato a decidere chi scenderà in campo al fianco di Rombolà. Restano aperte però anche altre ipotesi, (si tratta di notizie dell'ultima ora) come quella che vorrebbe la scelta dei candidati concordata dalle segreterie dei partiti, ma comunque confermate dall'assemblea. A destra, invece fonti accreditate lasciano intendere che gran parte della squadra che ha accompagnato durante questi anni Raffaele Mancini alla guida della città dovrebbe scendere in campo accanto al sindaco in carica. Quanto alle altre voci di intese, di nuove alleanze e di altre liste che stanno per nascere che vanno circolando, è giusto sottolineare, che esse andrebbero definite come comunicazioni-civetta. Ovvero delle notizie messe in campo per sondare gli animi e gli intenti dell'opinione pubblica ma prive di un reale fondamento. Esiste, in materia, un precedente abbastanza autorevole. Nel 1991 l'allora Ministro delle Finanze, Rino Formica fece circolare notizia di un imminente condono fiscale. Lo fece per saggiare la reazione dell'opinione pubblica. La stampa prese la notizia per buona e la divulgò e commentò congruamente. Toccò poi allo stesso Ministro smentirla e dichiarare apertamente che si era trattato, così si espresse, di una comunicazione-civetta. Insomma quanto basta per valutare attentamente e serenamente quanto viene divulgato e forse diffuso con troppa leggerezza a mezzo stampa a Soverato in questi giorni. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Vincenzo Guarna: la testimonianza di Gerardo Pagano

Sono tante le testimonianze che abbiamo ricevuto e che continuiamo a riceve in memoria di Vincenzo Guarna. Le stiamo raccogliendo, conservando e apprezzando e di ciò ve ne siamo grati. Quella che segue ci è giunta da Gerardo Pagano ed è stata letta dallo storico preside del liceo scientifico di Soverato durante un convegno dell'Università della terza età. ---- Non vi posso nascondere che, entrando in questa sala, ho provato un moto di commozione al ricordo del fatto che qualche mese fa qui ho preso la parola subito dopo l'amico Enzo Guarna, che ci ha da poco lasciati . Ho sempre ammirato e stimato la sua intelligenza vivace, acuta, aperta, animata di arguta ironia nel leggere i fatti della cultura come quelli della vita quotidiana. La sua competente padronanza della storia letteraria, soprattutto della letteratura italiana del Novecento, era sostenuta da una memoria prodigiosa che gli consentiva di citare con estrema facilità testi lunghi e complessi e di elaborarne la esegesi accurata e profonda. Le vicende personali e professionali lo portarono ad insegnare negli istituti magistrali, nei licei classici, negli istituti tecnici, in questo istituto, dove ci conoscemmo quasi quarant'anni fa, e a dirigere istituti tecnici e professionali. Certamente aveva i titoli e la competenza per tenere una cattedra universitaria. Dopo una lunghissima carriera scolastica, gli ultimi trent'anni di presidenza, il 31 agosto 2002 andò in pensione, ma a Soverato nessuna istituzione rappresentativa della comunità pensò di fargli omaggio di qualche riconoscimento per il contributo dato alla crescita della città e del comprensorio attraverso il lavoro di educazione e culturale svolto con passione e intelligenza. Mi auguro che Fabio riesca a tirar fuori dal cassetto in cui sono confinati gli scritti e gli appunti di Enzo perchè abbiano la diffusione e il consenso che meritano. E perchè possiamo, quelli che lo abbiamo stimato, continuare ad averlo ome compagno di viaggio. Gerardo Pagano

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Soverato. 'Difendiamo la nostra CostituzionÈ.

Con lo slogan "Tutti per uno, uno per tutti", i Ds si incontrano per dire no alla devolution «Difendiamo la nostra Costituzione» Il senatore Veraldi ha stigmatizzato «il qualunquismo leghista» Tutti per uno, uno per tutti. E quell' "uno" è il dettato della nostra Carta costituzionale che «va difeso attraverso una battaglia ­ ha detto Claudio Rombolà, candidato a sindaco per l'Unione Progetto per Soverato ­ che non deve essere rappresentata come una contrapposizione politica o una posizione di parte, ma come una battaglia di civiltà». è stato questo il leit motiv dell'iniziativa introdotta dal segretario dell'Unità di base dei Ds Mimmo Loiero, tenutasi ieri mattina presso il supercinema di Soverato per difendere la Carta costituzionale. Hanno partecipato diversi esponenti politici del centrosinistra (fra questi: Piero Amato, Bruno Censore, Franco Amendola, Mimmo Lomanni e Tonino Leone) attesi dai cittadini intenti a firmare il referendum proposto dalle forze dell'Unione al fine di evitare la messa a regime delle riforme costituzionali volute dal centrodestra. Claudio Rombolà, primo a parlare, ha chiuso il suo intervento ricordando il progetto ("Costituzione viva") che nel 2000, il Comune di Soverato (sindaco Gianni Calabretta), ha promosso con i giovani per valorizzare e far conoscere la Costituzione. Quindi il senatore Donato Veraldi ha ringraziato gli organizzatori e i presenti per l'iniziativa. «Un grazie ­ ha evidenziato l'esponente della Margherita ­ non di circostanza ma sincero, per la vostra disponibilità a diventare protagonisti di una battaglia che è dell'intero Paese». Veraldi, inoltre, non ha mancato di stigmatizzare le posizioni del centrodestra e soprattutto «il qualunquismo leghista» mentre il senatore Nuccio Iovene, ha invitato l'assemblea a riflettere sulle considerazioni del centrodestra in materia di riforme. «Ci accusano ­ ha detto l'esponente diessino ­ di avere fatto anche noi riforme della Costituzione (titolo V) con il voto della sola maggioranza, ma dimenticano di dire che quelle modifiche erano state concordate nella bicamerale, saltata per volontà dell'allora leader dell'opposizione Silvio Berlusconi». L'assessore alla sanità Doris Lo Moro, particolarmente contenta di ritrovarsi a Soverato con tanti amici, ha ricordato la sua esperienza di sindaco di Lamezia, durante la quale condivise con l'Amministrazione comunale della cittadina jonica dell'epoca, molte battaglie per la legalità. Doris Lo Moro ha invitato tutti alla mobilitazione in una battaglia che deve vedere impegnati partiti e società civile. Una mobilitazione, secondo la Lo Moro, finalizzata principalmente a far comprendere agli italiani, gli effetti e i rischi che si correrebbero (ha accennato al mondo della sanità) con la messa a regime delle proposte di modifica della Costituzione. Ha concluso il dirigente nazionale dei Democratici di sinistra Pino Soriero portando i saluti di Mario Casalinuovo, presidente regionale del comitato "Salviamo la costituzione" e dando appuntamento ai presenti al 28, giorno in cui Oscar Luigi Scalfaro sarà a Catanzaro per sostenere le ragioni del referendum. Soriero ha ricordato infine, il lavoro dell'amministrazione soveratese guidata dal sindaco Gianni Calabretta, presente fra il pubblico, concretizzatosi negli anni passati con una serie di incontri rivolti ai giovani delle scuole soveratesi che avevano l'obiettivo di "tener viva la Costituzione". Esortando tutti al massimo impegno Soriero ha concluso il suo intervento spiegando che bisogna attivarsi senza perder tempo in quanto «lo slogan "salviamo la Costituzione" ­ è la questione politica dell'oggi». Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Soverato. Il PRG al centro del dibattito

Soverato - Non fa meraviglia immaginare che la sfida per il rinnovo del civico consesso di Soverato avrà fra i principali argomenti al centro del dibattito elettorale la vicenda della variante al piano regolatore. Lo strumento urbanistico infatti è ancora sotto la lente della cittadinanza e degli esponenti politici per gli effetti che la sua eventuale messa a regime comporterebbe. Effetti che sono stati, al momento, fermati dalla dura opposizione dei consiglieri di minoranza ed in particolare da coloro che hanno militato in Pedalando volare e ora fanno parte dell' "Unione progetto per Soverato". Per questi ultimi la battaglia si è fatta particolarmente accesa durante gli ultimi mesi del 2005, prima che la Commissione Urbanistica Regionale, rinviasse al Comune di Soverato la proposta di variante al prg. Ma, la situazione non sembra essersi ancora definita, se si pensa alla lunga interrogazione a risposta scritta, consegnata agli organi di stampa per la pubblicazione, che in merito al Prg di Soverato i consiglieri Ernesto Crea, Piero Fazzari, Gregorio Cutruzzolà e Rocco Paparazzo hanno indirizzato al sindaco. In essa vengono ripercorse le tappe della battaglia che l'opposizione ha condotto per evitare la messa a regime del prg. Una interrogazione caratterizzata una serie di riflessioni politiche che non farà meraviglia trovare nei prossimi mesi nei comizi e nelle piazze durante la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Nel centrosinistra si fa a gara per la candidatura a consigliere

Soverato - Se la corsa alla candidatura a sindaco nel centrosinistra si è chiusa con la vittoria alle primarie di Claudio Rombolà, i prossimi passi che attendono la formazione politica dell' "Unione Progetto per Soverato" sono quelli che riguardano la scelta di coloro che scenderanno in campo per tentare di essere eletti rappresentanti dei cittadini soveratesi nel civico consesso. I criteri di selezione dei candidati a consigliere sono stati affidati all'assemblea composta dai cittadini che fanno parte delle organizzazioni politiche aderenti all' 'Unione progetto per Soverato', come è stato del resto ribadito nell'ultima riunione del centrosinistra soveratese. Gli aspiranti, stando ai boatos, sono diversi. Facciamo i nomi? È stato scritto che un "giornalista in America si sente come una zanzara in un campo di nudisti: la scelta è tanto abbondante che non sa da dove cominciare". A Soverato nel centrosinistra, si prova la stessa sensazione dell'insetto, con una sottile differenza: i soggetti da pungere sono più o meno noti nell'agone politico. Si tratta di esponenti politici di navigata esperienza e giovani con alle spalle risorse e qualità da valorizzare, nonché di amministratori che in passate giunte hanno assunto ruoli di primo piano. Ecco perché il compito dell'assemblea non sarà dei più facili. È giusto rilevare che il metodo assembleare di selezione delle candidature ha destato qualche perplessità in alcuni. Ci riferiamo a Pietro Melia, portavoce dell'Unità socialista, il quale non ha mancato di esortare l'assemblea dell' 'Unione Progetto per Soverato' a dare un maggiore spazio alle indicazioni dei partiti. Una proposta che non ha avuto seguito, in quanto le regole già concordate da parte delle organizzazioni politiche che hanno portato alle primarie, non hanno previsto questo metodo. Non è mancato chi ha lanciato l'idea (Domenico Tirinato) di adottare un metodo di selezione più avanzato dal punto di vista della partecipazione democratica di quella assembleare, ovvero la partecipazione diretta dei cittadini alla selezione dei candidati a consigliere, attraverso le primarie, così come si è fatto per l'indicazione del candidato a sindaco. Vero è, che la decisione di utilizzare questo o quel metodo, produrrà delle differenze sostanziali nella composizione della lista. Ragion per cui, si confermano quelle voci di corridoio che parlano di divergenze nella coalizione del centrosinistra, dovute più alla circostanza che le aspirazioni personali ad essere candidati da parte di alcuni non troverebbero seguito, che ad altri motivi. In sostanza a Soverato è partita la corsa per essere candidati dell' 'Unione Progetto per Soverato'. Una circostanza che non dovrebbe far dormire sonni tranquilli agli avversari del centrodestra. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Servizio di urologia a Soverato, l'appello di Ernesto Crea

L'APPELLO DI CREA PER L'ISTITUZIONE DI UN SERVIZIO DI UROLOGIA Soverato - È necessario istituire un servizio di urologia al più presto in Soverato. È questo l'appello che attraverso una nota stampa il consigliere comunale Ernesto Crea del Nuovo Psi indirizza al nuovo direttore generale dell'Asl 7. "Un tempo - spiega l'esponente politico - la Saub di Soverato offriva un servizio ambulatoriale di urologia affidata ad un ottimo professionista che con grande responsabilità espletava la sua attività nei confronti di una vasta utenza del basso jonio. Ora - aggiunge - le prestazioni sono state soppresse". Questa assenza del servizio specialistico in questione, secondo Crea, genera non pochi problemi ai pazienti, perlopiù anziani considerato il tipo di patologie, costretti ad emigrare verso Catanzaro per controlli di prevenzione o per curarsi. Si tratta di un problema sollevato peraltro durante un consiglio comunale e che dice Crea "con l'avallo dei consiglieri il sindaco Raffaele Mancini si era impegnato ad affrontare". Le cose però, nonostante, il tempo trascorra, sembrano non essere destinate a cambiare. E quel servizio che veniva reso presso la Saub continua ormai a latitare. Tanto più, osserva Crea, occorre ricreare, al meglio le condizioni precedenti. E questo può essere fatto attivando un reparto ad hoc presso il nosocomio cittadino. E Crea si chiede a che punto siano le buone intenzioni professate dal primo cittadino per fronteggiare il problema e di cui pare si sia persa ogni traccia. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Satriano, presentato giornale locale

Satriano - Presentato nei giorni scorsi “La Quercia” il nuovo giornale locale, promosso dalla sezione dei Democratici di sinistra di Satriano. L'iniziativa si è tenuta presso un noto locale in Marina e sono intervenuti fra gli altri l'On.le Pino Soriero, responsabile nazionale dei Democratici di Sinistra e Michele Drosi, segretario dell'unità di base locale. Quest'ultimo ha sottolineato il ruolo che il giornale ha intenzione di svolgere all'interno della comunità satrianese che è quello di incoraggiare i cittadini a partecipare alla vita politica e coinvolgerli nelle problematiche che riguardano la collettività per trovare insieme una risoluzione. “Il giornale rappresenta uno strumento molto importante per la nostra comunità. Una comunità – ha sottolineato l'esponente politico – che sta attraversando una fase difficile ed opaca, nonostante le tante energie positive e le tante risorse culturali e ambientali di cui dispone.” . Pino Soriero si è complimentato per l'iniziativa che, a suo giudizio, testimonia la crescita politica e sociale avviata,in grande stile e con grande impegno dalla sezione dei DS di Satriano. Il comitato di redazione de “La Quercia” come si apprende da una nota stampa è composto da Caterina Basile, Alessandro Catalano, Vincenzo Codispoti, Teresa Ferraro e Paola Ottaviano. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Il delitto d'aggiotaggio

Innanzi ad un mercato azionario che coinvolge sempre più italiani ritengo sia opportuno analizzare gli strumenti che il nostro legislatore ha predisposto per prevenire alcune ipotesi delittuose configurabili come l'aggiotaggio. E questo soprattutto perché il reato di aggiotaggio presente nel nostro Codice Penale fin dalla sua promulgazione ha trovato sempre difficile applicazione stante il carattere macroscopico del dolo che la norma prefigura. Alla luce anche delle vicende che attualmente stanno investendo il mondo finanziario italiano può apparire attuale il contenuto di uno studio condotto in passato dal sottoscritto e che di seguito si riporta. Recita l'Art. 501 del C.P. RIALZO E RIBASSO FRAUDOLENTO DI PREZZI SUL PUBBLICO MERCATO O NELLE BORSE DI COMMERCIO.- Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili sul pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da uno a cinquanta milioni51di lire. Se l'aumento o la diminuzione del prezzo delle merci o dei valori si verifica, le pene sono aumentate. Le pene sono raddoppiate: 1°) Se il fatto è commesso dal cittadino per favorire interesse stranieri; 2°) Se dal fatto deriva un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli di Stato ovvero il rincaro di merci di comune e largo consumo. Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche se il fatto è commesso all'estero in danno della valuta nazionale o di titoli pubblici italiani. La condanna importa interdizione dai pubblici uffici Anche questo articolo, come altri presenti nel libro II titolo VIII del C.P. "Dei Delitti contro l'Economia Pubblica", presenta, nella fattispecie incriminatrice, il connotato di "gigantismo" che ne rende estremamente difficile l'applicazione. Quest'ultimo, in particolare, si connette con il "dolo". Che si palesa chiaramente come "dolo specifico" posto che l'azione criminosa voluta e/o intrapresa dall'agente (pubblicazione o, comunque, diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, ovvero ricorso ad altri artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato) deve avere il "fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci". Un "dolo specifico", dunque, che, come tale, necessariamente deve essere ricercato e accertato in sede giudiziaria. Il che non è, né appare, certamente, facile. Anche perché chi, nella realtà, ponga in essere la condotta criminosa di che trattasi lo fa soprattutto (se non esclusivamente) per servire e perseguire un suo interesse privato e non già per il fine astratto di recare turbativa alla quotazione dei valori e delle merci, ossia all'economia nazionale. Proprio sulla base di queste considerazione e, contestualmente, per prospettare una concreta operatività della norma, qualcuno, in sede interpretativa, ha suggerito/valutato che il fine di recare turbamento al mercato sia compreso nella condotta fraudolenta e truffaldina dell'agente nonché nella consapevolezza e volontà da cui essa non può non discendere; e che esso non esiga pertanto ulteriori accertamenti. Altri Autori, invece, muovendo dalla medesima volontà di rendere praticabile la norma, ma ritenendo, più correttamente, non potersi, stante il suo dettato, rimuovere, per via interpretativa, la necessità dell'accertamento, nell'agente, del fine di turbare il mercato interno dei valori e delle merci, ossia il "dolo specifico", né altrimenti e in sostanza assumere l'equivalenza di questo con il "dolo generico", arrivano a suggerire una riscrittura della fattispecie incriminatrice di che trattasi in cui chiaramente il primo risulti assolto e assorbito nel secondo Infine, ad abundatiam, il Fornasari dopo aver fatto riferimento alla legge 17 Maggio 1991, n. 157 sulla disciplina penale dell'INSIDER TRADING e delle frodi mobiliari e, più precisamente all'art. 556 di detta legge il quale comprende nei primi tre commi tre distinte ipotesi di pratiche fraudolente e manipolatrici del mercato mobiliare (che, sono assimilabili "al genus dell'aggiotaggio") osserva che, ivi, il legislatore significativamente ha previsto il dolo specifico (lo stesso dell'aggiotaggio comune) sia nel secondo che nel terzo comma mentre non lo ha previsto nell'ipotesi base del primo comma. A suo giudizio, questa circostanza, che non lascia spazio a distinte interpretazioni, porta - "anche alla luce del fatto che l'art. 5, 1° comma, a parte il silenzio sul dolo specifico, ricalca esattamente, diminuendo la pena inflitta, la fattispecie dell'art. 501 c.p. " - ad una sola conclusione, quella, cioè, da cui discende la definitiva conferma che "il fine di turbamento del mercato interno delle merci o dei valori non può essere legittimamente estromesso dal novero degli elementi di fattispecie dell'art. 501, visto che il legislatore del 1991 ha consapevolmente optato per una distinzione tra ipotesi a dolo generico e a dolo specifico ed ha cancellato la previsione di questo, con rilevanti conseguenze sul piano del trattamento sanzionatorio, laddove ha voluto prescinderne". A dire il vero, l'argomento utilizzato dal Fornasari a sostegno della sua interpretazione in ordine all'ineludibile presenza nella previsione di fattispecie dell'art. 501, del "dolo specifico" - interpretazione che, peraltro, sentiamo di condividere in pieno - ci appare, absit iniuria verbis, piuttosto debole e opinabile. Anche perché sarebbe agevole pervenire a conclusioni opposte alle sue utilizzando gli stessi argomenti ma richiamandosi, il luogo che alla legge n. 157 del 17 maggio 1991 al 1° coma dell'art. 501 bis del c.p. in cui il legislatore del 1976 (tutto sommato coevo a quello del 1991), rappresentando una condotta criminosa decisamente simile a quella prevista nella fattispecie del precedente art. 501, non la connette al dolo specifico ma chiaramente la situa nell'ambito del dolo generico. Dei restanti nodi interpretativi che la norma in esame presenta - tutti, del resto, concorrenti col primo del quale abbiamo sin qui discusso - uno riguarda la configurazione del reato. Per la giurisprudenza, - ristretta, peraltro, all'esiguo numero dei casi esaminati - si tratta di un reato di "pericolo". Concorda con questo indirizzo il Manzini che però preferisce qualificare il pericolo come "presunto". "Si tratta di pericolo presunto dalla legge, come risulta dal testo dell'art. 501, perché non si richiede la prova che un pericolo effettivo sia corso o sia stato corso, in quanto l'art. 501 fa consistere la pericolosità del fatto per l'economia nazionale nell'uso di mezzi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato". Altri Autori, invece, come il Pedrazzi, il Polvani, la Bertolino, il Fiandaca-Musco, il Fornasari ritengono non doversi valutare, nel caso, la concretezza del pericolo e, per questo, hanno elaborato il concetto di pericolo "astratto"66 bis. Per essi dunque, la condotta criminosa non deve contenere in sé, se non in astratto, l'attitudine a causare l'evento; è sufficiente, insomma, che essa sia tipicamente orientata a produrre un rialzo o un ribasso dei prezzi. Se così non fosse, d'altronde, se fosse, cioè, necessario accertare in concreto la sua pericolosità, la novità legislativa di cui l'art. 501 è portatore per il fatto che la sua formulazione non adegua l'usato disegno dei resti di danno, perderebbe la ragion d'essere. Senza contare che, in conseguenza, verrebbe meno ogni reale possibilità di perseguire i reati di aggiotaggio. Difforme è, per contro, l'interpretazione che della natura del pericolo, nella norma di che trattasi, danno il Conti, l'Azzali, il La Cute ed il Mazzacuva. Per questi autori esso sussiste soltanto quando si a "concreto", quando, cioè, la condotta criminosa abbia effettivamente in sé la capacità di produrre il danno. Per il Mazzacuva, inoltre, è solo assumendo la sua concretezza che si rispetta il principio costituzionale della necessaria lesività delle fattispecie penali. Non è mancato, infine, chi, in materia, ha tentato una terza via ipotizzando il pericolo concreto generico. Un altro nodo che l'interpretazione della norma in esame rappresenta è costituito dal cosiddetto "tentativo" che, per alcuni Autori, "trattandosi di delitto a consumazione anticipata … non è ammissibile", mentre, per altri qualche volta può esserlo. E questo accade quando la dinamica del delitto in questione si presenta scomponibile, ad esempio, in due fasi successive una delle quali può coincidere, appunto, con il tentativo e l'altra con la consumazione vera e propria. Non esistono, invece, sostanziali contrapposizioni nella dottrina, e tra quest'ultima e la corrispondente giurisprudenza, per quanto riguarda, ad esempio, l'individuazione dell'oggetto giuridico (del quale abbiamo implicitamente parlato nelle precedenti pagine trattando del "dolo") che la norma tutela. Si tratta, in questo caso, dell'economia nazionale ossia dell'interesse pubblico o collettivo che con questa coincide e cui il rialzo ed il ribasso, artificialmente creato, dei prezzi delle merci e dei valori recherebbe sicuro nocumento. La giurisprudenza contigua (ci riferiamo, segnatamente, alla sentenza della Corte Costituzionale 20 maggio 1976) ha espresso analogo orientamento sostenendo che la norma ha lo scopo di evitare il possibile pregiudizio, mediante una determinazione fraudolenta dei prezzi delle quotazioni, dell'interesse economico legato alla circolazione ed allo scambio delle merci e dei valori. Per la Corte Costituzionale, l'art. 501 ha uno specifico referente "nell'art. 47 Cost. nelle parti in cui si pongono tra i fini della Repubblica l'incoraggiamento e la tutela del risparmio, la disciplina, il coordinamento ed il controllo dell'esercizio del credito, il favore per il diretto ed indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese". Si tratta di un doppio riconoscimento. Il primo riguarda l'interesse collettivo, (dunque l'economia nazionale) e la sua prevalenza sugli interessi dei singoli operatori economici; per il secondo la corretta determinazione delle quotazioni di mercato deriva oltre che dal concorso e dalla competizione, tra di loro, delle forze economiche (secondo lo schema liberista), anche dai legittimi interventi che lo Stato adotta a tutela dei prezzi ricadenti sotto il suo controllo. Ancora: non esistono sostanziali difformità di vedute, in dottrina, per quanto riguarda - a parte il "dolo" dell'agente - la percezione della condotta incriminata o l'individuazione dell'oggetto materiale del reato o la definizione dell'evento. Né per quanto riguarda il significato da annettere e il campo di azione e/o interazione da attribuite al verbo "pubblica" o al successivo verbo "divulga", nonché agli aggettivi "falso", "esagerato", "tendenzioso" e alla locuzione "altri artifici". Semmai si nota qualche differenza di valutazione tra giurisprudenza e dottrina nella valutazione di alcuni casi particolari.. Come quando, ad es. la prima ritiene che la semplice comunicazione di notizie false ad una o più persone determinate non integri gli estremi del reato; mentre, al contrario, per le seconde quegli estremi possono sussistere e la comunicazione può assumere valenza di "artificio" se essa si dimostra capace di suscitare, nel prosieguo, la propagazione della notizia di cui è portatrice. Del pari, la giurisprudenza ritiene/ha ritenuto che un mezzo in sé lecito non possa essere considerato un "artificio" risalendo alle intenzioni fraudolente dell'agente che lo adopera. Può assumere il carattere di "artificio" solo se e quando si componga di elementi oggettivamente ed intrinsecamente illeciti. Sicché non sono state considerate come artifici operazioni di borsa in sé lecite ma poste in essere a seguito di informazioni illecitamente ottenute dall'agente. È stata in altra occasione - e sempre dalla giurisprudenza, - considerata artificio anche una espressione di pensiero quale è una "critica": ma solo perché composta di elementi e dati falsi o subdolamente utilizzati. Diversamente, per la dottrina, l'attenzione non deve essere rivolta al mezzo in quanto tale, ma, piuttosto, alla sua idoneità a produrre il rialzo o ribasso dei prezzi verso cui fraudolentemente è indirizzato l'agente. Talché quest'ultimo può commettere il delitto di che trattasi anche adoperando mezzi non illeciti. E, sempre per la dottrina - in linea, nel caso, con l'indirizzo espresso in proposito dal guardasigilli nella sua relazione preparatoria - la locuzione "mercato interno" compresa nel dettato della norma porta che quest'ultimo vada nettamente distinto dal mercato straniero e dal mercato meramente locale. Se ne deduce che il delitto di aggiotaggio non si configura quando la condotta criminosa dell'agente, ancorché possa comprendere in sé tutti gli altri estremi previsti per essa dalla norma, - si eserciti esclusivamente in ambito ristretto e locale . Da ultimo, le circostanze aggravanti. La norma ne prevede tre. La prima consiste nell'effettiva verificazione dell'aumento o diminuzione del prezzo delle merci e dei valori. La seconda prevede che l'agente commettendo il reato, si prefigga lo scopo di favorire interessi stranieri. La terza interviene quando la condotta criminosa di quest'ultimo provochi un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli di Stato ovvero il rincaro di merci di comune e largo consumo. La prima, dunque, che è il portato dell'effettiva idoneità del delitto a produrre, in concreto, gli effetti verso cui è indirizzato, ha carattere oggettivo. È circostanza aggravante perché la consumazione del delitto stesso coincide, già prima, con il pericolo, ad esso intrinseco, della sua verificazione. La seconda ha carattere soggettivo perché attribuisce la commissione del reato ad un "cittadino". La terza circostanza, come la prima, ha carattere oggettivo. Si tratta, infine, di circostanze aggravanti tra le quali potrà esservi concorso fatta eccezione della prima con la terza rimanendo, in questo caso, l'una necessariamente assorbita dall'altra. Mette conto rilevare, in epilogo, che il delitto in questione è stato escluso dai benefici previsti dal decreto di amnistia18 dicembre 1981, n. 774 per la particolare rilevanza del bene giuridico tutelato dall'articolo. Fabio Guarna

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