Soverato. Turismo di qualità volano di sviluppo

Il tema di un convegno promosso dalla fondazione Marincola-Politi TURISMO DI QUALITÀ VOLANO DI SVILUPPO Predisposti tre progetti, tra cui un master in managemente ed economia Soverato - Per parlare di valorizzazione e tutela del patrimonio culturale, ambientale e professionale della Calabria, la fondazione Marincola Politi ha scelto la suggestiva sede del cortile dell'Istituto Salesiano di Soverato. E così lo splendido panorama insieme alla circostanza che il dibattito si stesse tenendo nel cortile del liceo classico di Soverato ha fatto da leit motiv all'intera manifestazione. I lavori introdotti e coordinati da Francesco Barbieri, responsabile delle relazioni esterne della fondazione Marincola Politi si sono avvalsi del contributo di autorevoli tecnici e politici. Fra questi Vincenzo Falcone, sottosegretario programmazione fondi comunitari della Regione Calabria il quale, dopo avere evidenziato uno degli aspetti più significativi della nostra terra, ovvero quello di essere un insieme di culture, ha spiegato come il POR Calabria non sia il solo strumento finanziario dal quale attingere le risorse per valorizzare il settore turistico, ma come ne esistano anche altri. Falcone non ha mancato di accennare al contratto di programma per il rilancio del basso jonio attualmente sotto la lente della Regione Calabria che vorrebbe fare di esso il progetto volano di sviluppo del territorio del soveratese. Il presidente della fondazione Marincola, Antonio Marincola Politi, dopo avere rivendicato e riaffermato la totale autonomia della fondazione da lui presieduta e descritto le attività e gli obiettivi portati avanti da quest'ultima ha rilevato come sia "essenziale che la Calabria ritrovi e riscopra se stessa per potersi preparare ad accogliere gli stessi calabresi ancora prima di un turismo internazionale difficilmente adattabile ai nostri standard ricettivi dequalificati ed approssimati" e come allo stato la Calabria fruisca "soltanto di un'utenza episodica, costituita dal solo e pigro viaggiatore". Ecco perché per Marincola "si potrà parlare di turismo calabrese soltanto nel momento in cui la Calabria si sarà fatta fretta per mostrarsi in grado di produrre ed offrire se stessa nell'ambito della sua cultura, delle sue risorse naturali, del suo paesaggio, del suo cibo, delle sue opere d'arte etc.". In questo senso la Fondazione Marincola Politi ha predisposto tre progetti: un master di "Management ed economia del turismo" in collaborazione con la Facoltà di Economia dell'Università della Sapienza di Roma; una operazione estesa in tutto il territorio calabrese con la finalità di redigere un appassionato censimento dei beni culturali sparsi su tutto il territorio; un'iniziativa di "investire nel patrimonio culturale calabrese" attraverso l'offerta di somme anche irrisorie che sarà "un mezzo concreto per aiutare la fondazione a contribuire alla manutenzione, alla catalogazione ed alla pubblicizzazione del patrimonio culturale dell'intera Calabria". Dopo il Presidente della fondazione è intervenuto Maurizio Minervini, docente all'Accademia di bella arti di Catanzaro il quale ha dato risalto ad alcuni aspetti spesso trascurati che potrebbero incentivare la domanda di turismo nella nostra regione. Ad esempio i 400 piccoli paesi pieni di tradizioni e cultura, sicuro riferimento per coloro che intendono vivere la propria esperienza di turismo in Calabria in maniera sana e distensiva. Facendo riferimento a Langhe e Chianti, Minervini ha chiuso il suo intervento sottolineando come si fa buon turismo dove anche la gente residente vive bene. E si sta bene, ha precisato il docente dell'accademia, quando l'ambiente è sano e incontaminato. In qualcuno degli ascoltatori questa affermazione ha fatto venire in mente i momenti di difficoltà che vivono i residenti in posti ad alta densità di visitatori che si concentrano in pochi giorni della stagione turistica e poi svaniscono nel nulla. Beniamino Donnici, assessore al turismo ha rilevato come nella sua ancora breve esperienza di assessore regionale si sia trovato ad ascoltare, durante i convegni, interessanti analisi da parte di operatori ed esperti del settore. Nonostante ciò, ha osservato l'esponente politico, il turismo in Calabria non decolla. Il motivo probabilmente, secondo l'assessore regionale al turismo, è da attribuire alla mancanza di una politica organica che metta in rete le risorse turistiche della Calabria. Ecco perché per Donnici è necessario che tutti comprendano che abbiamo un prodotto di qualità da valorizzare: dai politici agli operatori. Un prodotto che merita una politica mirata come potrebbe essere quella di riqualificazione dei centri storici. Donnici in conclusione ha citato le recenti dichiarazioni del presidente della Feralberghi di Calabria, il quale ha fatto un appello ad un'azione mirata a riempire le strutture ricettive che rimangono per troppi giorni all'anno vuote nella nostra regione piuttosto che pensare di costruire nuovi alberghi. Un messaggio, si è ben capito, che l'assessore al turismo non trascurerà di tenere nel dovuto conto. In conclusione Pino Soriero, già viceministro ai trasporti del Governo Prodi, ha apprezzato l'iniziativa della fondazione e soprattutto la volontà di questa di promuovere un Master in Management ed Economia del turismo. Un corso che servirà a formare le risorse umane del settore turistico di cui la nostra terra necessita insieme alle varie infrastrutture di cui egli durante il suo mandato di governo si era impegnato a promuovere e che ancora non sono state completate come la trasversale delle Serre e il Porto di Satriano. Infine la parola è passata ad un operatore del settore, Mimmo Loiero editore di Guida Blu il quale ha portato la sua testimonianza dopo avere spiegato l'importanza di riscoprire i tesori artistico-culturali della nostra Calabria di cui spesso si ignora l'esistenza. Gli ultimi interventi sono stati quelli della Prof. ssa Michela Mantovani, docente della Sapienzae e del Prof. Attilio Celant, Preside della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza di Roma giunti in ritardo per un contrattempo. I due cattedratici hanno come da programma rispettivamente illustrato il progetto della fondazione "Adotta il bene culturale tuo amico" e il Master in "Management ed Economia del turismo" Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Soverato mostra fotografica

Soverato - Il linguaggio delle immagini ha sempre qualcosa di affascinante, lo sa bene la U.I.F. (Unione Italiana Fotoamatori) che ha allestito una mostra fotografica, appena conclusasi a Soverato presso i locali della Lega navale. Scopo dell'iniziativa è stato quello di far rivivere attraverso quasi un centinaio di immagini (ne vediamo due scattate dai soveratesi Nunzio Careri e Antonio Matacera), le tradizioni e gli antichi mestieri del popolo calabrese. Un angolo della mostra è stato dedicato al compianto Vito Maida, già apprezzato socio dell'UIF e promotore della mostra stessa, prematuramente scomparso qualche mese addietro. Gli autori della collettiva fotografica provenienti da ogni parte della Calabria sono stati: Vincenzo Barone, Nunzio Careri, Martino Ciambrone, Antonio Fabiano, Aldo e Domenico Fiorenza, Emilio Flesca, Vittorio Greco, Carlo Laro, Antonio Mancuso, Vincenzo Martello, Ornella Marzotti, Antonio Matacera, Massimo Merigelli, Giuseppe Romeo, Maria Pia Romeo e Giuseppe Rotta. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Consiglio comunale a Satriano, passa il bilancio

Satriano - Erano quattro i punti all'ordine del giorno dell'ultimo consiglio comunale di Satriano che si è tenuto presso la sede di Palazzo di Città in nuovi spazi appositamente allestiti per lo svolgimento dei civici consessi. Dopo la rituale approvazione del verbale della seduta precedente si è passati alla discussione del punto riguardante la verifica e qualità dei fabbricati destinati a residenza e alle attività produttive e terziare ex art. 172 Dlgs 267/2000. Alla discussione erano assenti i consiglieri Bevacqua, Betrò e Basile della minoranza, Monterosso della maggioranza e Francesco Battaglia del gruppo indipendente. Dopo l'approvazione del secondo punto il consiglio ha esaminato il bilancio di previsione all'esercizio finanziario 2005 e il bilancio pluriennale 2005-2007 con la partecipazione di Monterosso e Battaglia giunti in ritardo ai lavori dell'assise. Lo strumento finanziario è stato approvato con il voto contrario di Viscomi e Riverso dell'opposizione i quali avevano presentato molti emendamenti (respinti dalla maggioranza) e stigmatizzato alcuni aspetti del bilancio. Infine l'assise ha approvato lo schema di convenzione per la concessione e la regolamentazione del diritto di superficie, costruzione 10 alloggi in località S.Trada a Satriano centro. Quanto alle considerazioni dei consiglieri assenti, registriamo quella di Pino Basile che ha reso noto ai mezzi di informazione le ragioni della sua mancata partecipazione, dovuta alla procedura di convocazione del consiglio comunale, avvenuta senza la preventiva consultazione dei capigruppo. Una circostanza che il Basile ha ritenuto stigmatizzare fortemente e alla quale si è associata Antonella Bevacqua. Annibale Mellace capogruppo della maggioranza ha espresso soddisfazione per gli esiti dei lavori del consiglio, rilevando che con l'approvazione del bilancio prosegue il cammino verso la realizzazione del programma presentato agli elettori che prevede la messa in opera di diverse infrastrutture utili alla collettività Altrettanto soddisfatto il primo cittadino Domenico Battaglia, che tra le altre cose ha voluto evidenziare, attribuendo il merito all'amministrazione da lui guidata, di avere predisposto una nuova sede idonea per lo svolgimento dei consigli comunali. Un gesto di attenzione verso la cittadinanza, ha sottolineato, per favorire la partecipazione ai lavori non soltanto dei consiglieri ma dell'intera popolazione. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Satriano, su Punto & a Capo prosegue il racconto di Vincenzo Guarna

Prosegue sul nuovo numero di "Punto & a capo", il mensile calabrese diretto dal giornalista RAI Pietro Melia da qualche giorno in edicola il racconto Satriano 1936 e dintorni di Vincenzo Guarna. Una Satriano degli anni '30 come si configura in uno scritto narrativo del satrianese Vincenzo Guarna. Si tratta del paragrafo intermedio di un lungo racconto che l'autore ha scritto tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 (senza peraltro mai pervenire alla sua stesura definitiva) e che, meritamente, a suo dire, egli subito dopo ha confinato in un cassetto dove tuttavia giace probabilmente per sempre. Si tratta di un racconto, a suo modo, "corale" essendone protagonista - nella seconda metà degli anni '30 e dintorni (1936-1940) - la comunità di Satriano e, a margine di questa la figura del suo Podestà. Un giovane avvocato, quest'ultimo, autoconfinatosi, senza vera convinzione, nel paese d'origine (destinazione, a sua volta e all'epoca, di veri "confinati" ossia dissidenti politici ovvero antifascisti di piccolo calibro e spessore) dopo un promettente inizio di carriera nella capitale dove si era laureato e aveva frequentato, con qualche positivo riscontro i freschi ambienti intellettuali attenti soprattutto alla cinematografia. Un'ultima annotazione. Lungo il contesto del racconto sono presenti, qua e là, abilmente fusi e mimetizzati al suo interno, brevi passi di autori più e meno noti della letteratura italiana (Giovanni Villani, Ludovico Ariosto, Gabriele D'Annunzio, etc.). È un "divertissement" cui l'autore indulge senza alcun fine speciale e che, per dire, trova riscontro più frequentemente di quanto non si supponga, in molti prodotti in prosa e in verso della nostra letteratura. Nel brano pubblicato su "Punto & a capo" questo, per così dire, "escamotage" è presente dove si parla del pensiero della morte divenuto in Satriano, come effetto della missione dei padri Redentoristi di Sant'Andrea, "pensiero se non predominante, dominante" (il flash è tratto dal saggio che B.Croce dedica al Foscolo in "Poesia e non poesia") e nella descrizione della figura fisica di padre Anoia nell'atto in cui il religioso si accinge a tenere nel Duomo del paese, la formidabile predica conclusiva della "missione" da lui guidata (il brano è desunto dal ritratto che Alessandro Manzoni fa di Padre Cristofaro - vedi "I Promessi sposi").

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Quando Miramare faceva rima con dolce vita

Il locale oggi si chiama Cafè Solaire e negli anni '60 era punto di ritrovo e tappa di molti turisti famosi QUANDO MIRAMARE FACEVA RIMA CON DOLCE VITA Soverato - Prima Miramare, poi Hippocampus e oggi Café Solaire. Uno stabilimento balneare ma anche un punto di ritrovo per intere generazioni. Parlare del Miramare di Soverato è un po' come tornare indietro nel tempo. Agli anni '60, quelli del boom quando la cittadina jonica cominciava ad essere frequentata da Vip del mondo dello spettacolo e della musica. E non era facile di quei tempi come invece lo è oggi, incontrare per le strade di Soverato volti noti del mondo della televisione. Allora era la sola Rai con Mike Buongiorno, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini ed Enzo Tortora a farla da padrone. Ebbene i personaggi appena menzionati, conobbero tutti Soverato e fecero tappa al Miramare accrescendone il mito. Le serate con le orchestre più famose, i cantanti più in voga all'epoca (citiamo per tutti Fred Bongusto, Segurini, Kramer, Barzizza), per non dimenticare Leo di San Felice ultimamente rilanciato da Enzo Arbore in "meno siamo, meglio stiamo" e il mitico maestro Munizza di Catanzaro, fecero diventare il lido Soveratese un luogo cult. Frequentato in genere da benestanti tanto che qualcuno ricorda "dici ca ti potivi mbicinara", il Miramare rappresentò per diversi anni il simbolo dell'estate soveratese. Con gli ombrelloni sempre popolati dalle solite famiglie e le panchine antistanti occupati dagli habitues, la storia del Miramare si caratterizzò non solo per le splendide serate ed iniziative ma anche per le tante storie e i tanti aneddoti che lì nacquero. Lo testimonia la signora Leo, moglie di Cesarino, i quali non riescono a trattenersi quando qualcuno li incontra dal puntualizzare che la storia del Miramare è anche quella dei fedelissimi e che quei luoghi frequentati da loro sin dalla giovinezza rappresentano l'archivio storico della "belle epoque" Soveratese. Il fascino del Miramare si è mantenuto e si mantiene anche se ha cambiato nome da decenni. Meta di Catanzaresi e non solo ha avuto sempre dalla sua nascita la fortuna di trovarsi all'ingresso della città e a ridosso del centro storico. Uno splendido panorama sul golfo di Squillace ha fatto poi del locale un suggestivo luogo dove organizzare feste in tutti i periodi dell'anno. In questi anni, dicevamo ha cambiato nome: prima Hippocampus oggi Cafè Solaire. Ma se dando un'indicazione dici Miramare, non sbagli. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Satriano, incendio sfiora il centro abitato

Satriano - Si è temuto il peggio nei giorni scorsi a Satriano quando un incendio di forti dimensioni si è avvicinato al centro abitato. Le forti fiamme alimentate dal vento e dal caldo sono arrivate a sfiorare l'Ufficio Postale. Solo grazie al rapido intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Soverato guidati dal caposquadra Antonio Sinopoli si sono potuti evitare danni consistenti. Le zone più colpite sono state le campagne confinanti con le civili abitazioni. A cominciare da sud con il fuoco che ha quasi raggiunto l'area cimiteriale sino a nord in prossimità della località Cantore. Un forte odore di fumo ha invaso tutta la cittadina jonica e nella centralissima Piazza Spirito Santo, a testimonianza della vasta area interessata dall'incendio, era possibile intravedere qualche traccia di cenere, trasportata dal vento molto forte che ha creato non pochi problemi agli operatori del 115. Ed è stato proprio il tempestivo intervento di questi ultimi che ha tranquillizzato la cittadinanza. I vigili del fuoco, infatti, in poco tempo sono riusciti a domare le fiamme e circoscrivere la zona interessata dal fuoco. Un lavoro che si è reso particolarmente difficile per il clima e la vegetazione particolarmente secca in questa stagione che rappresenta un materiale facilmente combustibile. Ad essere distrutta è rimasta molta vegetazione. Non si sa quali sono state le cause di quanto avvenuto. Spesso però gli incendi sono causati dalla disattenzione o da un gesto superficiale di una persona e possono provocare danni irreversibili alla natura e all'uomo. Fabio Guarna

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Comunicato stampa Agit'Azione

I cittadini che partecipano e si richiamano alle esperienze di Progetto Calabrie, Agit'Azione e Circolo di Unità Socialista hanno ritenuto di non partecipare, alle condizioni attuali, all'incontro pubblico dell'Unione per Soverato dell'8 luglio per i seguenti motivi: · Nonostante le enunciazioni del documento di presentazione, alla cui stesura peraltro abbiamo contribuito, giudichiamo che l'Unione per Soverato si configura ancora come semplice riproduzione della coalizione tra partiti. Questo è un percorso politico al quale riconosciamo piena legittimità ma che non condividiamo perché non sufficiente. · Soverato, a nostro avviso, ha bisogno di un percorso diverso che parta dalla costituzione di un "luogo" aperto alla partecipazione ed al contributo di idee di cittadini che abbiano a cuore le sorti della città, un "luogo" di incontro, discussione e crescita collettiva capace di generare un progetto e di formarci quali cittadini che avranno la responsabilità di realizzarlo. Riteniamo non sufficiente coinvolgere le energie necessarie alla costituzione di questo "luogo" cercando solo all'interno del sistema dei partiti tradizionali, che sono fin troppo numerosi in termini di sigle ma non così radicati nella nostra comunità. · Ci siamo resi conto del rischio, per noi grave, di essere coinvolti nella "coalizione", venendo meno alle nostre convinzioni, spostati di fatto sul terreno della politica per delega. Ci è sembrato di rinunciare al tragitto verso un "soggetto politico" radicato nella Città, sicuramente più lungo, tortuoso e difficile ma, a nostro avviso, più rispondente agli interessi dei cittadini rispetto alla scorciatoia dell'Unione già confezionata e pronta all'uso. · Abbiamo il timore che la scelta della semplice coalizione possa portare, in caso di vittoria elettorale, a grandi difficoltà nella gestione delle scelte amministrative. · La Città ha dimostrato di essere capace, pur tra errori e contraddizioni, di pensieri e progetti lunghi. Non merita di restare mera spettatrice di soluzioni e prospettive elaborate nelle riunioni interpartitiche. Non merita di subire pressioni di interessi locali che tentano di prevalere usando sponde politiche lontane. Il nostro impegno riprende da subito nella costruzione del "luogo" aperto e nella prospettiva della nascita di un soggetto politico coeso, autonomo e saldamente ancorato ai valori che abbiamo sempre condiviso. Oltre ai valori che ci accomunano all'Unione vorremmo si praticasse il valore aggiunto di un metodo di partecipazione concretamente allargata a tutti i cittadini e le cittadine."

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La gastronomia finlandese promossa da un sito amatoriale

Soverato - Mentre sembra essere caduto nel dimenticatoio l'incidente diplomatico fra l'Italia e la Finlandia, Soverato News (www.soveratonews.com), il sito amatoriale messo in rete da un gruppo di giovani della città, lancia la gastronomia finlandese. E lo fa dopo avere ricevuto una nota stampa dell'Ente nazionale del turismo finlandese, pubblicata in questi giorni sulla home page del sito. E così dopo il peperoncino Calabrese e la cipolla di Tropea da Soverato parte un messaggio di promozione per i prodotti del baltico. L'evento gastronomico si terrà ad Helsinki dal 21 al 25 settembre nell'ambito dell'iniziativa Eat & Joy organizzata - spiega la nota stampa - "in collaborazione con la settimana del Design di Helsinki". In questo ultimo caso l'opportunità di essere a Helsinki in quei giorni potrebbe rappresentare per tanti Soveratesi, specie imprenditori del settore ristorativo, l'occasione non solo di conoscere nuove pietanze ma anche di studiare l'innovativo design finlandese che caratterizza l'estetica dei locali. "Parte dell'iniziativa Eat & Joy - spiega la nota stampa - comprenderà il progetto "The Best of Finland": l'idea di fondo è di informare circa la disponibilità e le infinite possibilità di utilizzo dei prodotti agricoli locali di alta qualità - verdura, pesce, carne, funghi, frutta, e così via - che la terra finlandese generosamente offre. L'attenzione è puntata sui sapori caratteristici e genuini del posto, che regalano un delizioso gusto Nordico ai piatti preparati: come nei ravioli con funghi colti dai boschi della Finlandia che portano in tavola i profumi e le sfumature della selvaggia e incontaminata natura finlandese". Va detto che ad Helsinki nel 2002, l'Ipssar di Soverato, organizzò una manifestazione di cucina calabrese. Presenziarono oltre all'allora ambasciatore d'Italia, Pietro Lonardo, diversi imprenditori finnici, che non mancarono di esaltare il gusto e le qualità dei prodotti della nostra terra. Adesso è giusto ricambiare. Ad "Eat & Joy" saranno presenti chef di fama internazionale che parteciperanno alle serate di gala. Fra i piatti tipici che potremmo trovarci ad assaggiare ne citiamo uno, forse più vicino ai nostri gusti mediterranei. Si tratta del Karjalanpaisti (stufato careliano) uno spezzato di manzo e maiale cotto in acqua con pepe aromatico, carote e cipolle. Viene servito con patate intere bollite e burro. Appuntamento ad Helsinki dunque. Per maggiori informazioni è possibile consultare i siti www.eatandjoy.com; www.finfood.fi/helsinkimenu; www.vacanzeinfinlandia.it. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Comunismo e capitalismo a Fabio Guarna risponde Sergio Romano sul Corriere

29 giugno 2005 tratto dal Corriere della Sera Perón, un caudillo fra comunismo e «capitalismo yankee» Sto leggendo «Le interpretazioni del fascismo» di Renzo De Felice. Tra le tante domande che sfogliando le pagine mi vado ponendo ne vorrei girare una a lei e cioè: «dove collocherebbe il peronismo?». Nel libro viene riportata l'opinione di Gino Germani, sociologo italoamericano, che mi è rimasta molto impressa. Scrive Germani: «La principale differenza del peronismo rispetto al fascismo italiano consistette, a nostro avviso, nella classe da cui furono tratte le masse mobilitate e nel tipo di mobilitazione. La mobilitazione in Argentina fu primaria e la classe mobilitata fu quella inferiore». (Annoto tra parentesi che per primaria s'intende la mobilitazione che ha luogo in una struttura tradizionale o non industriale, mentre secondaria è quella che avviene in una società industriale più moderna). Fabio Guarna - Soverato (Cz), Caro Guarna, Gino Germani, di cui Renzo De Felice ebbe grande stima, fu uno dei fondatori della moderna sociologia argentina. Nacque a Roma nel 1911, fece studi di ragioneria, s'iscrisse alla facoltà di Economia e commercio e fu arrestato nel 1930 mentre distribuiva propaganda antifascista. Inviato al confino per più di un anno, si trasferì dopo la morte del padre in Argentina, dove vivevano alcuni parenti della madre, e fece studi filosofici all'università di Buenos Aires. Ma fu attratto dalle scienze sociali e cominciò a lavorare con Ricardo Levene, allora titolare della sola cattedra di sociologia del Paese. Nel 1957, quando si era ormai imposto come studioso e traduttore della migliore sociologia internazionale, l'università di Buenos Aires creò per lui un corso di studi nella sua disciplina e gli affidò la direzione di un Istituto. Qualche anno dopo, alla vigilia del colpo di Stato del generale Ongania, Germani si trasferì a Harvard dove venne accolto come uno dei più attenti conoscitori delle società latinoamericane. Nel 1976 tornò in Italia e insegnò a Napoli sino alla morte, nel 1979. Ma dovette scontrarsi con il modesto interesse del mondo accademico italiano per le società e i sistemi politici dell'America del Sud. Fu De Felice, per l'appunto, che si accorse dell'importanza dei suoi studi e diffuse la conoscenza del suo lavoro. L'analisi che Germani fece del movimento creato da Perón è sociologica e certamente calzante. Su un piano politico, invece, il peronismo appartiene alla famiglia di quelle correnti, molto diffuse in Europa dopo la Grande guerra e la crisi del 1929, che proclamarono la necessità di una «terza via» fra il capitalismo e il comunismo: fascismo, nazionalsocialismo, corporativismo, falangismo, con una riccagamma di sfumature rosse e nere. Nel suo libro su «I caudillos», pubblicato da Corbaccio nel 1994, Ludovico Incisa di Camerana ricorda che il giovane Perón, brillante ufficiale di stato maggiore, fu inviato in Italia nel 1938 per studiare l'organizzazione e le tecniche delle truppe alpine. Più di trent'anni dopo, nel 1969, ricordò quel periodo con queste parole: «Lì si stava facendo un esperimento. Era il primo socialismo nazionale che appariva nel mondo. Non voglio esaminare i mezzi di esecuzione che potevano essere difettosi. Ma l'importante era questo: un mondo già diviso in imperialismi e un terzo dissidente che dice: "No, né con gli uni né con gli altri, siamo socialisti, ma socialisti nazionali". Era una terza posizione tra il socialismo sovietico e il capitalismo yankee». Come altri movimenti di terza via, il peronismo divenne rapidamente populista, demagogico, poliziesco e repressivo.Ecome altre forze politiche della stessa famiglia si divise in due correnti, una di sinistra, l'altra di destra. Ma godette, grazie al carisma di Evita, moglie di Perón, di larghi consensi ed è da allora una componente della vita politica argentina. Quando ritornò trionfalmente a Buenos Aires nel 1971, dopo il lungo esilio spagnolo, Perón fu accolto entusiasticamente da due gruppi di seguaci che si odiavano e si combattevano: i montoneros, guerriglieri del peronismo rivoluzionario, e i nazional- sindacalisti di José Ignacio Rucci. Lo slogan dei primi era «Perón, Evita, la patria socialista »; lo slogan dei secondi «Perón, Evita, la patria peronista ». Ciascuno dei due gruppi aveva le sue armi e le usò: tredici morti e qualche centinaio di feriti, tutti peronisti. Sergio Romano (Fonte: il Corriere della Sera)

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