Soriero, il Ds Dipietrista: la Quercia mi caccia? Ricorro a Strasburgo

IN CALABRIA / Tessera da 31 anni, correrà con l'ex pm: il mio partito ha sbagliato tutto, in lista nomi imposti come la vedova Calipari Soriero, il ds-dipietrista: la Quercia mi caccia? Ricorro a Strasburgo C'è una Terza via di Anthony Giddens e una di Giuseppe Soriero, detto Pino: «La mia teoria è che uno in politica o sta fermo nella continuità o fa il salto della quaglia. E poi c'è la terza via, quella mia: sono candidato indipendente al Senato qui in Calabria, con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, però mantengo in tasca la tessera ds, che possiedo da 31 anni». Pino Soriero, segno del Leone, classe '55, ex sottosegretario ai Trasporti, con delega al porto di Gioia Tauro, è il protagonista dello «scandalo» politico calabrese di questi giorni. Lui, diessino, correrà da indipendente con l'ex pm senza lasciare la Quercia: semplicemente, si tiene la tessera. La sua federazione lo ha espulso, ma lui resiste, appellandosi all'articolo 4 dello statuto interno. E, nel frattempo, fa campagna elettorale da ds-dipietrista, fregandosene delle polemiche. Soriero, proprio nessun imbarazzo? In fin dei conti corre con un altro partito, ma presentandosi come diessino. «Il travaglio c'è, certo, sono tormentato. Ma imbarazzato... no. Perché non sono uno come Lanfranco Turci, che ha sbattuto la porta e se n'è andato con la Rosa nel pugno. Io sto vivendo una condizione sperimentale: dirigente nazionale ds, partito al quale sono iscritto da 31 anni, nella direzione nazionale dal 1988, farò il candidato indipendente per Di Pietro. Ma resto diessino». E i suoi però l'hanno espulsa dalla Quercia. Usando parole forti: irresponsabile, strumentale... «Ah, questa dell'espulsione è fantastica. Loro parlano dell'articolo 3 dello statuto. Bene, io ho chiesto un parere autorevole al presidente emerito della Corte costituzionale, Corasaniti. E lui si è studiato la situazione e mi ha detto che grazie all'articolo 4 dello stesso statuto posso correre con Italia dei valori e mantenere la tessera: è un partito alleato. Insomma, io resto. Sono pronto a ricorrere in ogni sede, fino alla Corte europea dei diritti umani a Strasburgo». Sicuro? «Sicurissimo . Tra l'altro in Umbria c'è un caso identico al mio, ma lì nessun problema perché è stato concordato. Qui, invece, mi fanno dispettucci paesani perché dò fastidio». A chi? «Ai mammasantissima che stanno distruggendo l'Ulivo calabrese. Due nomi? Marco Minniti e Nicola Adamo. Hanno fatto una lista per le politiche funzionale a logiche burocratiche di vertice. In base alla quale io, che rappresento un valore aggiunto per la Calabria, sono stato escluso senza neppure una telefonata. E invece sono stati imposti Nicola Latorre come capolista e, con tutto il rispetto, la vedova Calipari. Una roba assurda». Dunque per lei non esiste un «caso Soriero»? «No, semmai esiste un caso Unione, in Calabria. Il segretario della Cgil, Fernando Pignataro, è andato via dai Ds e corre con Diliberto. Il Rettore dell'Università di Reggio Calabria, Ferdinando Bianchi, anche lui dirigente nazionale ds, ha sbattuto la porta e si candida con i Verdi. Per non parlare della lista Loiero con i Codacons. Minniti e Adamo stanno distruggendo il partito e la coalizione: se ne dovrebbero andare loro, dal partito, e non io». Della sua decisione ha parlato con i vertici ds? «Ho inviato il parere di Corasaniti a Fassino e Chiti, e loro non hanno detto nulla. Quindi, per me, è tutto a posto. Sono tre anni che lavoro per il partito democratico e con la mia associazione, "Il Campo", perseguo gli obiettivi di Romano Prodi. Insomma, resto ds. I conti, coi compagni, li faremo ai prossimi congressi». Angela Frenda (Fonte: il Corriere della Sera del 18 marzo 2006)

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Soverato. Il consorzio di bonifica prpone piccoli interventi

Soverato - All'attenzione del Consorzio di bonifica la realizzazione di piccoli interventi per una migliore fruibilità del territorio. È quanto si apprende da un comunicato stampa a firma del Presidente del consorzio Francescantonio Matozzo nel quale sono resi noti gli esiti di un incontro convocato dai vertici del Consorzio Assi Soverato con sindaci e rappresentanti dei Comuni ricadenti nel comprensorio del Basso-jonio. “La riunione, nell'intento del presidente del Consorzio di bonifica – si legge nella nota – è stata mirata a valutare e valorizzare la possibilità reale di concludere tra i Comuni e l'Ente, interagenti nello stesso ambito territoriale, protocolli d'intesa previsti nel dettato normativo della legislazione regionale per realizzare piccoli interventi (staccionate, viabilità rurale, verde pubblico) mettendo in comune le risorse finanziate da parte dei Comuni e la manodopera degli operai forestali in gestione al consorzio”. Non manca Matozzo di evidenziare che esiste al riguardo una pregevole azione già messa in atto che oltre ai naturali benefici prodotti ha avuto pregio di valorizzare le risorse umane impiegate, “spesso – si legge - oggetto di critiche infondate e generalizzate”. Quanto alle richieste provenute dagli amministratori v'è da dire che essi hanno espresso la volontà di far rientrare nei programmi forestali alcune aree rurali. Sindaci e rappresentanze comunali si legge nel comunicato “hanno accolto positivamente questo momento di concertazione e dichiarato la loro disponibilità a mettere a frutto questa opportunità”. Attraverso questa intesa la delegazione rappresentativa del Consorzio ritiene di poter “soddisfare alcune richieste di piccoli lavori” grazie al collegamento tra Enti comunali e Area consortile. È stato quindi proposto un protocollo d'intesa per il quale conclude il comunicato stampa “i sindaci presenti hanno dichiarato la loro più ampia disponibilità alla firma”. Il protocollo verrà formalizzato nei prossimi giorni. Fabio Guarna ( Fonte il Quotidiano della Calabria)

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Satriano, smentite le divisioni la maggioranza si compatta

Satriano - Se il consiglio comunale di Satriano doveva servire, come aveva chiesto la minoranza, per chiarire alla cittadinanza la situazione politico amministrativa dopo le dimissioni del consigliere comunale Francesco Battaglia, può senz'altro dirsi che non è stato inutile. Ma quanto è emerso, non sarà piaciuto all'opposizione. Infatti i boatos e le voci che davano come imminenti le dimissioni a catena di diversi consiglieri comunali della maggioranza (An in particolare), sono state smentite senza lasciare dubbi. Primo a smentire, il capogruppo di maggioranza, Annibale Mellace di An che ha garantito il sostegno di Alleanza nazionale al sindaco in carica sino alla fine del mandato per il completamento del programma amministrativo. I consiglieri del partito di Fini non hanno negato l'esistenza di vedute divergenti all'interno di An, ma hanno spiegato che si è trattato di questioni chiarite e non certo sufficienti a rendere meno solida la maggioranza. "Se il vostro obiettivo è quello di creare zizzanie - ha detto Mellace rivolgendosi all'opposizione - sappiate che la nostra coalizione è e rimarrà solida". Insomma una vera e propria difesa a spada tratta verso il sindaco, accusato da un esponente della Margherita in avvio di seduta, quando è stata data la parola come da regolamento al pubblico, di avere gestito in maniera assolutistica il suo mandato. Ð stata una seduta che l'opposizione aveva chiesto di potersi svolgere in forma aperta al pubblico e che sebbene non fosse stata convocata secondo quel modello, si è di fatto tenuta con ripetuti interventi della platea composta da semplici cittadini ed esponenti di partito. Ma ciò non è bastato per soddisfare alcuni dei presenti. Durante il dibattito, bollato dal sindaco come il tentativo di trasformare un consiglio comunale in riunione interpartica, è emersa anche una dichiarazione particolarmente interessante di Giusy Altamura tirata in ballo dalla minoranza: "questo sindaco - ha detto - non merita di andare via". Affermazione interpretata nell'agone politico satrianese come una vera e propria assegnazione di credito al primo cittadino ad andare avanti. Per la minoranza, Pino Basile ha sostenuto l'importanza di discutere fra i banchi del consiglio la situazione politico amministrativa per rendere edotta la cittadinanza di quanto sta avvenendo. E questo, prendendo spunto dal manifesto affisso da Francesco Battaglia (Ciccillo per molti) che annunciava le dimissioni di quest'ultimo dagli scranni del consiglio comunale e ne spiegava le ragioni. Antonella Bevacqua ha stigmatizzato la contraddittorietà dei comportamenti da parte di An rispetto a quanto dichiarato in passato attraverso manifesti pubblici mentre Franco Riverso ha parlato di un mandato esplorativo condotto recentemente dall'opposizione per sondare gli animi di alcuni consiglieri di maggioranza e l'eventuale disponibilità ad aggiungere le loro dimissioni a quelle di Ciccillo per far decadere dalla carica il sindaco. Ha concluso il dibattito il sindaco Mimmo Battaglia, visibilmente soddisfatto per come sono andate le cose, avendo in sostanza incassato un forte sostegno da parte della compagine di maggioranza Dopo la discussione, si è passati alla votazione dei punti all'ordine del giorno. Fra questi la surrogazione del consigliere dimissionario Francesco Battaglia, passata all'unanimità. A Ciccillo, subentrerà nel prossimo consiglio Teodoro Santaguida. Quanto all'altro punto relativo alla nomina dei componenti della commissione elettorale sono risultati eletti in qualità di membri effettivi: Raffaele Suppa, Giuseppe Squillacioti e Rossella Betrò; membri supplenti: Valentino Delfino, Luciano Battaglia e Antonella Bevacqua; di diritto entra a far parte il sindaco Domenico Battaglia. Approvato anche l'ultimo punto relativo alla convenzione per incasso e rendicontazione entrate comunali, art. 12 del protocollo d'intesa Anutel e poste italiane spa. Ai lavori del civico consesso non ha partecipato in quanto assente il consigliere Monterosso. Fabio Guarna (fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Fiufiuni di pica un po' dovunque

“FIUFIUNI DI PICA” UN PO' DOVUNQUE COSI' A SATRIANO VENGONO CHIAMATI I PICCOLI DEI RAPACI O DI ALTRI UCCELLI La metafora del coniglio che ruggisce per parlare dei politici locali sembra abbia ottenuto un certo successo. Perché non continuare su questa via? Chissà quanti nostri candidati a rappresentarci al parlamento o nei consigli comunali potremmo riconoscere nei “fiufiuni di pica”. Ero giovanissimo, quando mi venne in mente di riflettere su questa specie in chiave metaforica. Stavo per laurearmi e quel naturale ottimismo, che attraversa l'età giovanile era cominciato a venir meno in me. L'età dei sogni stava finendo e così mi adeguai a quello che sembra qualunquismo ma che in realtà altro non è se non drammatica constatazione di ciò che ci circonda. A meno di dieci anni dalla laurea, mentre mi accingo a dedicarmi al mio hobby principale che è quello di fare giornalismo, mi appare sempre più forte quell'immagine dei “fiufiuni di pica”. Che tristezza: non abbiamo fatto passi molto in avanti e ancora oggi mettendo da parte ricordi e nostalgie ci dedichiamo ai “fiufiuni”. Ordunque, “Fiufiuni di pica” in alcune parti del mio comprensorio, e per l'esattezza a Satriano, è chiamato il piccolo dell'aquila o di altro uccello che tenta di spiccare il volo e non riesce, poiché le giovanissime ali immature non glielo consentono. Quel volo che sarà in futuro degno del rapace che domina su tutti gli altri e che nell'immaginario collettivo rappresenta la potenza, la forza e quanto meglio. Quello stesso volo che potrebbe essere anche di un altro uccello meno degno e meno conosciuto dell'aquila. Sino a quel momento però il piccolo appare goffo e fa sorridere. Spesso accade che metaforicamente nella nostra vita facciamo riferimento ad animali per descrivere gli uomini; e giocoforza, anche i “fiufiuni di pica” possono servire da metafora di riferimento. Quanti sono gli uomini che aspirano a fare politica ma non riescono a spiccare il volo in questo campo per ragioni varie, prima fra tutte la loro sostanziale inettitudine? Sia chiaro, per molti l'agone politico non fa parte dei loro interessi e delle loro aspirazioni; per altri è tutto. Il realizzarsi di un sogno, l'esercizio del potere come affermazione di un modo di essere e di una condizione umana di dominio; l'essere e l'avere insieme. Ma la politica e tutto ciò che essa rappresenta e fa sognare restano lontani da loro, essi mancano di ali per spiccare il volo. Tentano di staccarsi dal suolo, ma invano, annaspano, si sommuovono, si protendono, ma la terra con la sua forza di gravità li trattiene, li condanna al suolo. Molti tra di essi, sono candidati alle elezioni di qualsiasi livello; spesso col ruolo di riempitore di lista e niente altro. Alcuni invece, più o meno fortunati, ce la fanno. Diventano consiglieri comunali o provinciali, o regionali o deputati al parlamento nazionale. Qualcuno riesce a fare il sindaco, o l'assessore comunale e regionale e via sempre più oltre. Ma era all'origine un “fiufiune di pica” e tale resta nel ruolo che, meritamente o no, riesce a conseguire. Sicché altro non gli tocca, su qualsivoglia scranno segga, che assumere, con giusto sussiego la forma adeguata, posare comodamente le terga sulla poltrona conquistata, protendere il collo con occhio perso nella lontananza e, infine, come è nella sua vera natura esprimere il suo classico “fiu fiu”. Questo non accade non solo in politica, ma in tanti altri settori della nostra vita quotidiana. È il caso di chi si butta nel mondo degli affari, della moda, dello spettacolo e così via. Ecco che pencola, urta, sbalza, risale, prende il vento, ma d'improvviso ha uno scarto, un sussulto, una intima vibrazione: si ferma un attimo e, subito dopo, precipita. Difficile volare alto, più difficile ancora, conseguita l'altezza, restarci. Fabio Guarna

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Con la morte di Vincenzo Guarna è in lutto la cultura calabrese

Sono trascorsi tre mesi dalla scomparsa di Vincenzo Guarna. Vogliamo ricordarlo attraverso la testimonianza di Pietro Melia pubblicata sull'ultimo numero di Punto e a Capo che di seguito vi riportiamo Con la morte di Vincenzo Guarna è in lutto la cultura Calabrese Per anni ho “inseguito” il preside Vincenzo Guarna. Volevo riportarlo alla scrittura. M'interessava e m'intrigava, il suo modo di raccontare, l'ironia nella quale intingeva la penna, la sua conoscenza delle “cose di casa nostra”. Inventò quel viale Tubarisc” (da tubi, ovviamente tradotti dal…russo!) che rimarrà nella storia della nuova “toponomastica” di Soverato. Lo incontravo, puntuale quasi ogni mattina, all'edicola di Domenico Corapi: acquistava giornali ed allegati, le “collane” di libri in offerta (relativa) dei più grandi quotidiani del paese, riviste di largo e modesto interesse. E puntualmente gli chiedevo: Preside, Punto&@Capo aspetta i vostri contributi, di qualunque genere e su qualsiasi argomento. Saranno sempre graditi. E lui, che era di poche parole: vedremo, vedremo. Non senza aver ringraziato per l'attenzione. Trascorrevano mesi. E articoli non ne arrivavano. Finché un giorno Domenico mi consegna una busta gialla. L'ha lasciata il Professore … Fabio, il figlio, che è nostro collaboratore a fasi alterne, quando gli gira, istrione ed ironico quasi quanto il padre, me lo aveva anticipato al telefono: a Papà è forse venuta la voglia di scrivere una storia di Satriano, il paese d'origine, ma stai attento che gli è venuta un po' lunga… Bene, riposi. Semmai la utilizzeremo in due puntate, in due numeri. E cosi è stato. Orgogliosamente ritirai la busta e orgogliosamente pensai: forse sono state anche le mie insistenze a farlo cedere. E se ha ceduto una volta, chissà che adesso non ci provi gusto… Qualche mese fa chiamo Fabio per sollecitargli una collaborazione professionale. Mi dice che non può, è per strada, diretto al nord, suo papà ricoverato. M'informo delle condizioni, capisco dalla voce di Fabio che la situazione è grave, se non disperata. Il Professore non ce la farà a recuperare. E con lui, intellettuale piuttosto contro che pro, ci lascia un pezzo importante della cultura di questa regione. Ma per me è come se non fosse morto. E ogni mattina, all'appuntamento con l'edicola, m'illudo di poterlo rivedere. Sempre col suo fascio di giornali e riviste, gadget compresi, premurosamente sottobraccio (piemme). di Pietro Melia

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Unione Progetto per Soverato, anima movimentista o partitica

Soverato - Ma se tutti dichiarano di essere con Rombolà perché si continua a parlare di “spaccature a sinistra”? Quali sono le diverse vedute fra le formazioni alleate del centrosinistra? Sono gli interrogativi più ricorrenti ai quali sembra difficile dare risposte anche perché i politici soveratesi decise prese di posizione, in merito, non sembrano volerle assumere. Eccezion fatta per i socialisti di Pietro Melia che hanno più volte ribadito la loro volontà a proseguire nel cammino intrapreso insieme all'Unione progetto per Soverato, a condizione che al momento del varo della lista i candidati socialisti siano decisi solo ed esclusivamente dai socialisti. Esisterebbe allora, ma si tratta di un'ipotesi che circola a fasi alterne con maggiore o minore insistenza, una differenza di vedute fra l'anima “movimentista” dell'Unione progetto per Soverato e quella “partitica”. Che paroloni! Facili da capire per gli addetti ai lavori ma un po' meno per il cittadino medio in genere distante dalla politica. Quel cittadino su cui l'anima “movimentista” sembra puntare quando sostiene che il soggetto politico “Unione progetto per Soverato” deve sforzarsi a coinvolgere nella stesura del programma. Un progetto che deve essere presentato agli elettori non come cartello elettorale nato dall'intesa di più formazioni politiche ma come frutto di un'azione collettiva comune in cui ciascuno riesca a riconoscersi nell'altro, pur rispettando le differenze. È un po' quello che accade nelle socialdemocrazie europee, quelle scandinave ad esempio, in cui la coalizione progressista viene riconosciuta per le idee che caratterizzano la sua azione: stato sociale, tutela dell'ambiente, etc. e non per i partiti che la sostengono. Di questa linea ne è testimonianza l'e-mail fatta girare in questi giorni da Tommaso Lupo, il quale scrive “ per chi, come me, condivide le idee di cambiamento proposte da Romano Prodi, far parte di un progetto che metta di nuovo il cittadino al centro delle scelte (come accaduto alle Primarie) È motivo di orgoglio. Per questo È nato "Incontriamoci", non una community, ma una comunita' reale che vuole impegnarsi, conoscere, discutere senza i filtri di un sistema mediatico "imbarazzante". Se ci credi anche tu, registrati, come ho fatto io, su http://www.incontriamoci.romanoprodi.it “ . Dall'anima movimentista all'anima partitica. Ebbene quest'ultima, è rappresentata dai partiti i cui portavoce sono naturalmente i dirigenti. Essi sostengono che il loro ruolo all'interno della coalizione non può annullarsi in una organizzazione la cui “deriva assemblearista” farebbe perdere i connotati dell'appartenenza ai suoi iscritti. A questo punto viene da chiedersi come dovrebbe manifestarsi questo ruolo. Per adesso più che come contributo di idee, sembra rappresentarsi come indicazione dei candidati. Ne sono testimonianza i fiumi d'inchiostro sull'argomento finiti sui comunicati stampa, spesso dal carattere sibiillino, diramati dai partiti. Anima “partitica” dunque e “movimentista”, questo è il problema. Una questione che a dire il vero non sembra neanche così grave da generare insanabili contrasti. Caso diverso sarebbe invece se dovessero esserci delle vedute contrapposte sul programma da presentare agli elettori. Pensiamo all'argomento “gestione del territorio”. Una vera e propria lancia da affondare contro l'avversario di centrodestra dopo la decisione della Cur sulla variante al prg. Ma sul punto sembra esserci piena coesione. Sta per essere distribuito, infatti, un opuscolo il cui contenuto è stato condiviso da tutti i componenti de “l'Unione progetto per Soverato” che tratta il tema della “casa”. Fabio Guarna (Fonte il Quotidiano della Calabria)

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Politica. A Soverato ci sono conigli che ruggiscono

Non è la prima volta che mi capita di trarre spunto per scrivere qualcosa da un vecchio articolo pubblicato sul Corriere della Sera del giornalista Dario Di Vico che chiedeva e si chiedeva: "Sapete quanti sono i controllori di volo di Fiumicino iscritti all'Anpcat? Solo tre. Eppure, manovrando con sindacale perizia i turni, sono stati capaci di indire uno sciopero del maggiore scalo italiano di ben otto ore". L'articolo aveva come titolo "Il ruggito del coniglio", e mi ha fatto venire in mente quanti conigli che ruggiscono appaiono in questo momento nella scena politica soveratese. Tanto a destra quanto a sinistra. A Soverato purtroppo la situazione in questo momento è (ma forse sarebbe meglio usare il condizionale) così. Cosa che del resto accade in gran parte d'Italia. Nessuno, infatti, è più stabile dei precari, nessuno più forte dei deboli, nessuno più debole dei forti. Nessuna formazione è più decisiva e determinante di quella più esigua ed evanescente. Questo vale in politica non meno che nelle arti, nelle professioni, forse, persino, nell'economia. Chi è sicuro di sé, dei suoi mezzi e delle sue risorse non si agita, non freme, non briga. S'appaga della sua forza tranquilla. E precipita nel primo trabocchetto, ad arte predisposto da chi sgomita, striscia, si contorce per trovare spazio, per dare prova di sé e del suo esistere, per recuperare smalto e spessore nel contesto del suo ambiente e dei suoi percorsi. Pensiamo alle piccole formazioni politiche, ma anche a quelle che credono di essere grandi, dalla collocazione mai definita per intero, sempre pronte a ripensamenti, a propiziare rovesci e ribaltoni, a fare della propria precarietà ed evanescenza il loro punto di forza, con qualsiasi mezzo, primo fra tutti, il trasformismo. Oggi, quel partito ritiene di contare, decidere, determinare e prefigurare gli scenari prossimi e futuri dell'amministrazione soveratese. Gli fa eco un'altra formazione ancora più minuta ed esigua e, anzi, tanto minuta ed esigua che solo guardandosi allo specchio, il suo sito privilegiato, può trarre coscienza di avere seguito e riscontri. Si proiettano sul piano comunale ed emettono il loro ruggito di coniglio con grande vigore e sicura determinazione. Qualcuno li ascolta e li prende sul serio. Altri, i più, non avvertono la loro presenza. Tanti conigli? Chissà, tutti ascoltano e giudicano, e tutti pensano il massimo bene di se stessi. Con un immancabile ruggito finale di compiacimento. Fabio Guarna  (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Satriano, richiesta la convocazione di un consiglio comunale aperto

Satriano - Sono due gli argomenti che nell'agone politico satrianese in questi giorni sono intensamente dibattuti. Il primo riguarda il totocandidadure a sindaco per il 2007 e l'altro le dimissioni di Francesco Battaglia da consigliere comunale. Riguardo questa ultima questione i consiglieri di minoranza Bevacqua, Viscomi, Basile, Betrò e Riverso hanno chiesto, ai sensi degli artt. 27 e 37 del regolamento consiliare, la convocazione di un consiglio comunale “aperto”. L'istanza della minoranza è motivata da un lungo documento nel quale si stigmatizza l'azione amministrativa portata avanti dalle forze di governo della cittadina delle pre-serre e si mettono in evidenza alcune contraddizioni interne alla maggioranza. Secondo i consiglieri di opposizione, infatti, la decisione di Francesco Battaglia rappresenta “una scelta poltica estrema, che rimarca il fallimento politico della compagine di maggioranza”. Non solo, alle dimissioni di Ciccillo (così molti conoscono in paese l'ex consigliere comunale) a giudizio dell'opposizione, si sarebbero potuto aggiungere quelle di alcuni esponenti di Alleanza nazionale. Questi ultimi, infatti, secondo la minoranza “si dicevano pronti a dimettersi”. Per queste ragioni si legge nel documento con cui si richiede la convocazione del civico consesso aperto “i consiglieri di minoranza, preso atto di tale situazione, si sono resi promotori di un'iniziativa politica per incoraggiare ed affrettare la fine di quest'amministrazione ed infatti hanno firmato un documento in cui si chiedeva la sfiducia al Sindaco con la volontà chiaramente espressa di dimettersi immediatamente qualora ci fossero i numeri per dichiarare chiusa l'attuale amministrazione”. È giusto sottolineare che l'ipotesi della decisione di volere abbandonare gli scranni del consiglio da parte di consiglieri dei An, non risulta al momento, confermata da alcun documento diffuso agli organi di stampa e per questo è facile credere che la notizia sia frutto di boatos, indiscrezioni o rappresenti l'esito di incontri politici non resi noti. Per tutte queste ragioni i consiglieri chiedono al gruppo di An di chiarire la sua posizione in seno al civico consesso. E chiarimento sulla sua attuale posizione politica viene richiesta anche a Giusy Altamura, già assessore della giunta di Domenico Battaglia dimessasi lo scorso anno dall'incarico in giunta insieme all'allora vicesindaco Francesco Battaglia. “Chiediamo – conclude la nota – che prima ancora della surroga del nuovo consigliere, venga convocato un Consiglio comunale Aperto nel quale aprire il dibattito con le forze politiche rendendo anche partecipi i cittadini sulla situazione politica amministrativa nel Comune di Satriano”. Fabio Guarna

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Satriano: Francesco Battaglia (Ciccillo) si dimette e parte il totosindaco

Satriano - Le dimissioni di Francesco Battaglia, da consigliere comunale hanno prodotto un interessante e vivace dibattito nella cittadina delle pre-serre sul futuro politico di Satriano e sulle intese che si vanno profilando per le amministrative del 2007. Ancor più se si pensa che alla base della decisione resa nota da Ciccillo (così molti conoscono l'esponente politico a Satriano), eletto nella lista vincitrice delle elezioni "Casa Comune per Satriano" c'è la motivazione che il centrodestra, attuale forza di governo ha fallito nel suo programma e progetto di sviluppo. Gli interrogativi più ricorrenti sono: chi sarà il prossimo sindaco di Satriano? Che composizione avranno le liste pronte a sfidarsi per il rinnovo del civico consesso? Cerchiamo di rispondere per ordine, avendo come riferimento boatos e dichiarazioni che in questo periodo sono all'attenzione della politica satrianese. Sul toto-sindaco mettiamo subito da parte il nominativo dell'attuale sindaco in carica Domenico Battaglia che riveste la carica di primo cittadino da quasi dieci anni (un vero e proprio record per i satrianesi abituati a cambiare sindaci con una certa frequenza) e a cui la legge in vigore non consente di esercitare le funzioni di sindaco dopo due mandati consecutivi. Spuntano allora i primi nomi. Cominciamo con quello di Michele Drosi, attuale segretario della quercia satrianese. L'esponente diessino sinora è stato fra i pochi di cui si parla come possibili candidati a dichiarare agli organi di stampa (telejonio) la sua disponibilità a scendere in campo. Ma non farebbe meraviglia che alla disponibilità resa pubblica da Drosi, si aggiunga quella di altri uomini politici. Quali? Ad esempio Francesco Matozzo, presidente del consorzio di bonifica, satrianese doc e con al suo attivo un grosso impegno in qualità di dirigente dello Sdi. Ma non è finita qui. Si parla anche di una candidatura a primo cittadino per la Margherita di Vincenzo Sinopoli, già sindaco del centro jonico negli anni '70 e riapparso sulla scena politica attiva durante le ultime amministrative del 2002 quando sembrava che il posto di sfidante del sindaco in carica toccasse a lui. Fu invece Pino Basile, attuale consigliere di minoranza, a rappresentare senza successo l'alternativa a Domenico Battaglia. Se Drosi, Matozzo e Sinopoli sono i nomi che circolano maggiormente, non vanno sottaciuti quelli che potremmo definire fuoco sotto cenere. Che dire di Tonino Maduri, l'ex vicepresidente della provincia durante la giunta Martino, in forza alla Democrazia cristiana e sindaco di Satriano degli anni '90? E che dire ancora di Luciano Battaglia, assessore del Nuovo Psi attualmente in carica? Nomi tanti nomi a cui se ne aggiunge un altro: Emilio Masucci. Il giovane avvocato del foro di Catanzaro conferma senza indugi: "sto lavorando da diverso tempo per la costruzione di una lista da mettere in campo alle prossime amministrative". Tanti, tanti, proprio tanti nomi. Saranno, - e rispondiamo così anche alla seconda domanda -, altrettanto numerose le liste? Fabio Guarna

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Soverato. Piccolo vademecum per l'acquisto intelligente

Piccolo vademecum per l'acquisto intelligente I negozi della cittadina presi di mira dai catanzaresi per lo shopping del weekend Soverato, città di mare, di servizi e di shopping. In quest'ultimo caso sono in genere gli abitanti del comprensorio ad essere i protagonisti. A loro si aggiungono i soliti catanzaresi, sempre attenti a non mancare l'appuntamento del weekend fuori dalle mura, per acquistare qualcosa (dal vestito allo swatch, dal gioiello al telefonino ultima generazione etc.). Ma quanti sono invece i soveratesi che fanno shopping nella propria città e contribuiscono a riempire le casse dei compaesani commercianti? In linea generale una percentuale non molto alta. Le ragioni sono principalmente psicologiche. Per molti lo shopping rappresenta un modo di evadere dalle abitudini quotidiane: una distrazione che pesa sul portafoglio. E così si scopre che una buona parte delle spese annue delle famiglie soveratesi andrebbero annotate alla voce "shopping". Acquisti effettuati in genere nei centri commerciali più vicini o addirittura fuori provincia. Ad allontanare dai negozi della cittadina jonica, però, commenta qualcuno non sembrerebbe soltanto la voglia di evadere o distrarsi. Cineserie a parte i prezzi rispetto ad altre zone, a Soverato, sembrerebbero aver subito più di altre realtà l'effetto del caro euro, lievitando oltre una certa misura. Ed allora i soveratesi per risparmiare cosa dovranno fare? Andare a caccia del negozio meno caro o mettersi al riparo dal c.d. effetto "Ulisse" ossia la tentazione di fare qualcosa di cui dopo ci si di debba pentire? Nel secondo caso basterebbe seguire alcuni suggerimenti: non acquistare impulsivamente, evitare l'usa e getta e soprattutto tentare di ricordare se quel prodotto è veramente utile acquistarlo. Una riflessione invece è utile per coloro che pensano che per risparmiare bisognerebbe buttarsi in analisi di mercato a 360°. Una decisione che comporterebbe non poco in termini di consumo di carburante. Occorrerebbe infatti circolare parecchio per comparare i prezzi di un determinato bene a Lamezia, a Catanzaro etc.. E non è detto che poi non si venga a scoprire che Soverato in effetti sia meno caro di quel che si pensa. Intanto la voglia di "shopping", a quanto pare non diminuisce. E il reddito delle famiglie si riduce. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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