Satriano. Intervista a Pino Basile

Satriano - In questo periodo sono due gli argomenti all'attenzione di coloro che si interessano di politica a Satriano. Il primo riguarda la campagna elettorale per il rinnovo del parlamento che vede fra i candidati al senato il satrianese Pino Soriero (lista Italia dei Valori), unico capolista della provincia di Catanzaro e l'altro i lavori dell'ultimo consiglio comunale. Un civico consesso che fra i punti all'ordine del giorno ha avuto la surroga del consigliere dimissionario Francesco Battaglia a cui sarebbe dovuto subentrare il primo dei non eletti Teodoro Santaguida. Ma a quanto pare Santaguida, come conferma, ha rinunciato ad entrare nell'assise comunale. Pertanto a sedere fra i banchi del civico consesso dovrebbe subentrare in qualità di consigliere comunale Lucia De Toma, candidata della lista “Casa Comune per Satriano”. Sui lavori dell'ultimo civico consesso interviene sulle colonne de “Il Quotidiano”, Pino Basile, consigliere di minoranza. Come giudica i lavori dell'ultimo consiglio comunale? Il gruppo consiliare di minoranza aveva chiesto un consiglio comunale aperto per discutere della crisi politico-amministrativa che oramai si trascina da molto tempo,ma il sindaco ha voluto che se ne parlasse in seno al consiglio,senza dare la parola ai cittadini e alle forze politiche. Non è la prima volta. Dalla discussione è emersa una maggioranza interessata soltanto alla gestione del potere amministrativo. Né il sindaco,né i consiglieri di maggioranza hanno spiegato perché hanno perso due assessori e definitivamente il consigliere Ciccillo Battaglia,già vice-sindaco. I lavori del consiglio non potevano che risentire di questo stato di ambiguità politica. Qualcuno pensa che la maggioranza dopo l'ultimo consiglio si è rafforzata. Lei è dello stesso avviso? Come si può pensare che la maggioranza possa essersi rafforzata se è rappresentata dalle stesse persone che ancora oggi vengono a criticare alle spalle il sindaco e il suo operato e che non riesce a sostituire il consigliere dimissionario. Come si sta organizzando l'opposizione per quest'ultimo anno di attività amministrativa? Non solo l'opposizione ma l'intera società civile deve prepararsi ad una grande opera di ricostruzione del paese. Otto anni sono trascorsi non solo inutilmente quanto dannosamente. La rinascita di Satriano dovrà passare attraverso un lavoro congiunto fra l'opposizione consiliare e i partiti. Da soli non riusciremo ad essere incisivi,ma certamente potremo,anzi dovremo dare tutto il nostro contributo per far uscire la nostra collettività dall'angoscia nella quale è sprofondata. Il centro storico come la marina e le contrade dovranno dialogare positivamente fra loro,perché dai loro uomini e dalle loro necessità potrà finalmente nascere una nuova primavera per Satriano. Certo i partiti dovranno essere la forza trainante. Accanto ai democratici di Sinistra,che rappresentano il vero partito d'opposizione a Satriano, dovranno operare nei fatti tutte le altre forze che intendono concorrere alla coalizione politico ammnistrativa. Nessuno, ovviamente, può pensare che bastino da sole le sigle. Né potranno bastare le ultime tre settimane per legittimare aspirazioni e giustificare ostruzionismi. Le forze civili si facciano avanti con umiltà e i partiti con intelligenza si arricchiscano delle risorse disponibili al dialogo costruttivo e sereno. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Soverato, verso le comunali

Soverato - Prima che cominciassero i lavori del convegno organizzato dall'Unione progetto per Soverato si potevano notare in una sala comunale affollata, molti cittadini sfogliare un opuscolo, distribuito dagli organizzatori, sul tema dell'incontro riguardante "le politiche per l'abitare". I lavori sono stati introdotti da Mimmo Loiero il quale ha annunciato i prossimi passi per la costruzione del programma da presentare agli elettori che l'Unione Progetto per Soverato si sta apprestando a fare. In particolare saranno distribuiti una serie di opuscoli su temi di interesse collettivo prodotti con il contributo di gruppi di lavoro ancora aperti a nuove adesioni. Lo spirito che animerà il lavoro ha spiegato Loiero sarà quello di invertire la rotta, valorizzando tutti quei settori che rappresentano i settori di forza della città: commercio, turismo, professioni, scuola, volontariato etc. Quindi, Gianni Calabretta, ha presentato il tema del convegno, richiamando l'attenzione dei presenti sul fatto che il problema dell'abitazione è, a livello nazionale, sotto la lente di tutte le forze politiche, da destra a sinistra. Ragion per cui, secondo l'ex sindaco di Soverato, diventa doveroso interessarsi della questione a livello locale dove si concretizzano le politiche urbanistiche. Ripercorrendo la storia dello sviluppo degli insediamenti abitativi a Soverato, Calabretta, ha fatto capire quanto sia importante conoscere quest'ultima per potere riflettere sull'importanza di costruire quartieri vivibili al fine di avere una città più a misura d'uomo. Poiché l'argomento della casa s'intreccia con questioni vitali della vita di una comunità, Calabretta ha sostenuto l'importanza per una forza che si propone alla guida della città di dare delle risposte in merito. In questo senso, è fondamentale per l'ex sindaco, puntare sui piani di zona. Su questi strumenti di agevolazione per l'acquisto della prima casa per Calabretta, l'amministrazione in carica ha dimostrato una completa mancanza di sensibilità. Dopo l'ex sindaco sono seguite una serie di testimonianze da parte di alcuni cittadini presenti che confermavano attraverso la loro esperienza come i piani di zona rappresentino l'indirizzo giusto da adottare per una politica urbanistica informata ai criteri del risparmio. Ha concluso i lavori il candidato a Sindaco Claudio Rombolà, mettendo in guardia i presenti dagli slogan che fanno credere come l'utilizzo del mattone in maniera massiccia possa calmierare i prezzi. "Pensiamo a Montecarlo - ha detto - in quel posto costruire nuovi fabbricati non significa abbassare i prezzi". Sì al mattone dunque per Rombolà, ma solo quando ce ne sia davvero bisogna e serva per l'acquisto della prima casa. E questo lo si può fare solo con i piani di zona. Diversamente si rischia la speculazione senza nessun vantaggio per quelle giovani coppie che un giorno decideranno di vivere comprando la loro prima casa a Soverato. Fabio Guarna (Fonte il Quotidiano della Calabria)

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Soriero, il Ds Dipietrista: la Quercia mi caccia? Ricorro a Strasburgo

IN CALABRIA / Tessera da 31 anni, correrà con l'ex pm: il mio partito ha sbagliato tutto, in lista nomi imposti come la vedova Calipari Soriero, il ds-dipietrista: la Quercia mi caccia? Ricorro a Strasburgo C'è una Terza via di Anthony Giddens e una di Giuseppe Soriero, detto Pino: «La mia teoria è che uno in politica o sta fermo nella continuità o fa il salto della quaglia. E poi c'è la terza via, quella mia: sono candidato indipendente al Senato qui in Calabria, con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, però mantengo in tasca la tessera ds, che possiedo da 31 anni». Pino Soriero, segno del Leone, classe '55, ex sottosegretario ai Trasporti, con delega al porto di Gioia Tauro, è il protagonista dello «scandalo» politico calabrese di questi giorni. Lui, diessino, correrà da indipendente con l'ex pm senza lasciare la Quercia: semplicemente, si tiene la tessera. La sua federazione lo ha espulso, ma lui resiste, appellandosi all'articolo 4 dello statuto interno. E, nel frattempo, fa campagna elettorale da ds-dipietrista, fregandosene delle polemiche. Soriero, proprio nessun imbarazzo? In fin dei conti corre con un altro partito, ma presentandosi come diessino. «Il travaglio c'è, certo, sono tormentato. Ma imbarazzato... no. Perché non sono uno come Lanfranco Turci, che ha sbattuto la porta e se n'è andato con la Rosa nel pugno. Io sto vivendo una condizione sperimentale: dirigente nazionale ds, partito al quale sono iscritto da 31 anni, nella direzione nazionale dal 1988, farò il candidato indipendente per Di Pietro. Ma resto diessino». E i suoi però l'hanno espulsa dalla Quercia. Usando parole forti: irresponsabile, strumentale... «Ah, questa dell'espulsione è fantastica. Loro parlano dell'articolo 3 dello statuto. Bene, io ho chiesto un parere autorevole al presidente emerito della Corte costituzionale, Corasaniti. E lui si è studiato la situazione e mi ha detto che grazie all'articolo 4 dello stesso statuto posso correre con Italia dei valori e mantenere la tessera: è un partito alleato. Insomma, io resto. Sono pronto a ricorrere in ogni sede, fino alla Corte europea dei diritti umani a Strasburgo». Sicuro? «Sicurissimo . Tra l'altro in Umbria c'è un caso identico al mio, ma lì nessun problema perché è stato concordato. Qui, invece, mi fanno dispettucci paesani perché dò fastidio». A chi? «Ai mammasantissima che stanno distruggendo l'Ulivo calabrese. Due nomi? Marco Minniti e Nicola Adamo. Hanno fatto una lista per le politiche funzionale a logiche burocratiche di vertice. In base alla quale io, che rappresento un valore aggiunto per la Calabria, sono stato escluso senza neppure una telefonata. E invece sono stati imposti Nicola Latorre come capolista e, con tutto il rispetto, la vedova Calipari. Una roba assurda». Dunque per lei non esiste un «caso Soriero»? «No, semmai esiste un caso Unione, in Calabria. Il segretario della Cgil, Fernando Pignataro, è andato via dai Ds e corre con Diliberto. Il Rettore dell'Università di Reggio Calabria, Ferdinando Bianchi, anche lui dirigente nazionale ds, ha sbattuto la porta e si candida con i Verdi. Per non parlare della lista Loiero con i Codacons. Minniti e Adamo stanno distruggendo il partito e la coalizione: se ne dovrebbero andare loro, dal partito, e non io». Della sua decisione ha parlato con i vertici ds? «Ho inviato il parere di Corasaniti a Fassino e Chiti, e loro non hanno detto nulla. Quindi, per me, è tutto a posto. Sono tre anni che lavoro per il partito democratico e con la mia associazione, "Il Campo", perseguo gli obiettivi di Romano Prodi. Insomma, resto ds. I conti, coi compagni, li faremo ai prossimi congressi». Angela Frenda (Fonte: il Corriere della Sera del 18 marzo 2006)

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Soverato. Il consorzio di bonifica prpone piccoli interventi

Soverato - All'attenzione del Consorzio di bonifica la realizzazione di piccoli interventi per una migliore fruibilità del territorio. È quanto si apprende da un comunicato stampa a firma del Presidente del consorzio Francescantonio Matozzo nel quale sono resi noti gli esiti di un incontro convocato dai vertici del Consorzio Assi Soverato con sindaci e rappresentanti dei Comuni ricadenti nel comprensorio del Basso-jonio. “La riunione, nell'intento del presidente del Consorzio di bonifica – si legge nella nota – è stata mirata a valutare e valorizzare la possibilità reale di concludere tra i Comuni e l'Ente, interagenti nello stesso ambito territoriale, protocolli d'intesa previsti nel dettato normativo della legislazione regionale per realizzare piccoli interventi (staccionate, viabilità rurale, verde pubblico) mettendo in comune le risorse finanziate da parte dei Comuni e la manodopera degli operai forestali in gestione al consorzio”. Non manca Matozzo di evidenziare che esiste al riguardo una pregevole azione già messa in atto che oltre ai naturali benefici prodotti ha avuto pregio di valorizzare le risorse umane impiegate, “spesso – si legge - oggetto di critiche infondate e generalizzate”. Quanto alle richieste provenute dagli amministratori v'è da dire che essi hanno espresso la volontà di far rientrare nei programmi forestali alcune aree rurali. Sindaci e rappresentanze comunali si legge nel comunicato “hanno accolto positivamente questo momento di concertazione e dichiarato la loro disponibilità a mettere a frutto questa opportunità”. Attraverso questa intesa la delegazione rappresentativa del Consorzio ritiene di poter “soddisfare alcune richieste di piccoli lavori” grazie al collegamento tra Enti comunali e Area consortile. È stato quindi proposto un protocollo d'intesa per il quale conclude il comunicato stampa “i sindaci presenti hanno dichiarato la loro più ampia disponibilità alla firma”. Il protocollo verrà formalizzato nei prossimi giorni. Fabio Guarna ( Fonte il Quotidiano della Calabria)

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Satriano, smentite le divisioni la maggioranza si compatta

Satriano - Se il consiglio comunale di Satriano doveva servire, come aveva chiesto la minoranza, per chiarire alla cittadinanza la situazione politico amministrativa dopo le dimissioni del consigliere comunale Francesco Battaglia, può senz'altro dirsi che non è stato inutile. Ma quanto è emerso, non sarà piaciuto all'opposizione. Infatti i boatos e le voci che davano come imminenti le dimissioni a catena di diversi consiglieri comunali della maggioranza (An in particolare), sono state smentite senza lasciare dubbi. Primo a smentire, il capogruppo di maggioranza, Annibale Mellace di An che ha garantito il sostegno di Alleanza nazionale al sindaco in carica sino alla fine del mandato per il completamento del programma amministrativo. I consiglieri del partito di Fini non hanno negato l'esistenza di vedute divergenti all'interno di An, ma hanno spiegato che si è trattato di questioni chiarite e non certo sufficienti a rendere meno solida la maggioranza. "Se il vostro obiettivo è quello di creare zizzanie - ha detto Mellace rivolgendosi all'opposizione - sappiate che la nostra coalizione è e rimarrà solida". Insomma una vera e propria difesa a spada tratta verso il sindaco, accusato da un esponente della Margherita in avvio di seduta, quando è stata data la parola come da regolamento al pubblico, di avere gestito in maniera assolutistica il suo mandato. Ð stata una seduta che l'opposizione aveva chiesto di potersi svolgere in forma aperta al pubblico e che sebbene non fosse stata convocata secondo quel modello, si è di fatto tenuta con ripetuti interventi della platea composta da semplici cittadini ed esponenti di partito. Ma ciò non è bastato per soddisfare alcuni dei presenti. Durante il dibattito, bollato dal sindaco come il tentativo di trasformare un consiglio comunale in riunione interpartica, è emersa anche una dichiarazione particolarmente interessante di Giusy Altamura tirata in ballo dalla minoranza: "questo sindaco - ha detto - non merita di andare via". Affermazione interpretata nell'agone politico satrianese come una vera e propria assegnazione di credito al primo cittadino ad andare avanti. Per la minoranza, Pino Basile ha sostenuto l'importanza di discutere fra i banchi del consiglio la situazione politico amministrativa per rendere edotta la cittadinanza di quanto sta avvenendo. E questo, prendendo spunto dal manifesto affisso da Francesco Battaglia (Ciccillo per molti) che annunciava le dimissioni di quest'ultimo dagli scranni del consiglio comunale e ne spiegava le ragioni. Antonella Bevacqua ha stigmatizzato la contraddittorietà dei comportamenti da parte di An rispetto a quanto dichiarato in passato attraverso manifesti pubblici mentre Franco Riverso ha parlato di un mandato esplorativo condotto recentemente dall'opposizione per sondare gli animi di alcuni consiglieri di maggioranza e l'eventuale disponibilità ad aggiungere le loro dimissioni a quelle di Ciccillo per far decadere dalla carica il sindaco. Ha concluso il dibattito il sindaco Mimmo Battaglia, visibilmente soddisfatto per come sono andate le cose, avendo in sostanza incassato un forte sostegno da parte della compagine di maggioranza Dopo la discussione, si è passati alla votazione dei punti all'ordine del giorno. Fra questi la surrogazione del consigliere dimissionario Francesco Battaglia, passata all'unanimità. A Ciccillo, subentrerà nel prossimo consiglio Teodoro Santaguida. Quanto all'altro punto relativo alla nomina dei componenti della commissione elettorale sono risultati eletti in qualità di membri effettivi: Raffaele Suppa, Giuseppe Squillacioti e Rossella Betrò; membri supplenti: Valentino Delfino, Luciano Battaglia e Antonella Bevacqua; di diritto entra a far parte il sindaco Domenico Battaglia. Approvato anche l'ultimo punto relativo alla convenzione per incasso e rendicontazione entrate comunali, art. 12 del protocollo d'intesa Anutel e poste italiane spa. Ai lavori del civico consesso non ha partecipato in quanto assente il consigliere Monterosso. Fabio Guarna (fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Fiufiuni di pica un po' dovunque

“FIUFIUNI DI PICA” UN PO' DOVUNQUE COSI' A SATRIANO VENGONO CHIAMATI I PICCOLI DEI RAPACI O DI ALTRI UCCELLI La metafora del coniglio che ruggisce per parlare dei politici locali sembra abbia ottenuto un certo successo. Perché non continuare su questa via? Chissà quanti nostri candidati a rappresentarci al parlamento o nei consigli comunali potremmo riconoscere nei “fiufiuni di pica”. Ero giovanissimo, quando mi venne in mente di riflettere su questa specie in chiave metaforica. Stavo per laurearmi e quel naturale ottimismo, che attraversa l'età giovanile era cominciato a venir meno in me. L'età dei sogni stava finendo e così mi adeguai a quello che sembra qualunquismo ma che in realtà altro non è se non drammatica constatazione di ciò che ci circonda. A meno di dieci anni dalla laurea, mentre mi accingo a dedicarmi al mio hobby principale che è quello di fare giornalismo, mi appare sempre più forte quell'immagine dei “fiufiuni di pica”. Che tristezza: non abbiamo fatto passi molto in avanti e ancora oggi mettendo da parte ricordi e nostalgie ci dedichiamo ai “fiufiuni”. Ordunque, “Fiufiuni di pica” in alcune parti del mio comprensorio, e per l'esattezza a Satriano, è chiamato il piccolo dell'aquila o di altro uccello che tenta di spiccare il volo e non riesce, poiché le giovanissime ali immature non glielo consentono. Quel volo che sarà in futuro degno del rapace che domina su tutti gli altri e che nell'immaginario collettivo rappresenta la potenza, la forza e quanto meglio. Quello stesso volo che potrebbe essere anche di un altro uccello meno degno e meno conosciuto dell'aquila. Sino a quel momento però il piccolo appare goffo e fa sorridere. Spesso accade che metaforicamente nella nostra vita facciamo riferimento ad animali per descrivere gli uomini; e giocoforza, anche i “fiufiuni di pica” possono servire da metafora di riferimento. Quanti sono gli uomini che aspirano a fare politica ma non riescono a spiccare il volo in questo campo per ragioni varie, prima fra tutte la loro sostanziale inettitudine? Sia chiaro, per molti l'agone politico non fa parte dei loro interessi e delle loro aspirazioni; per altri è tutto. Il realizzarsi di un sogno, l'esercizio del potere come affermazione di un modo di essere e di una condizione umana di dominio; l'essere e l'avere insieme. Ma la politica e tutto ciò che essa rappresenta e fa sognare restano lontani da loro, essi mancano di ali per spiccare il volo. Tentano di staccarsi dal suolo, ma invano, annaspano, si sommuovono, si protendono, ma la terra con la sua forza di gravità li trattiene, li condanna al suolo. Molti tra di essi, sono candidati alle elezioni di qualsiasi livello; spesso col ruolo di riempitore di lista e niente altro. Alcuni invece, più o meno fortunati, ce la fanno. Diventano consiglieri comunali o provinciali, o regionali o deputati al parlamento nazionale. Qualcuno riesce a fare il sindaco, o l'assessore comunale e regionale e via sempre più oltre. Ma era all'origine un “fiufiune di pica” e tale resta nel ruolo che, meritamente o no, riesce a conseguire. Sicché altro non gli tocca, su qualsivoglia scranno segga, che assumere, con giusto sussiego la forma adeguata, posare comodamente le terga sulla poltrona conquistata, protendere il collo con occhio perso nella lontananza e, infine, come è nella sua vera natura esprimere il suo classico “fiu fiu”. Questo non accade non solo in politica, ma in tanti altri settori della nostra vita quotidiana. È il caso di chi si butta nel mondo degli affari, della moda, dello spettacolo e così via. Ecco che pencola, urta, sbalza, risale, prende il vento, ma d'improvviso ha uno scarto, un sussulto, una intima vibrazione: si ferma un attimo e, subito dopo, precipita. Difficile volare alto, più difficile ancora, conseguita l'altezza, restarci. Fabio Guarna

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Con la morte di Vincenzo Guarna è in lutto la cultura calabrese

Sono trascorsi tre mesi dalla scomparsa di Vincenzo Guarna. Vogliamo ricordarlo attraverso la testimonianza di Pietro Melia pubblicata sull'ultimo numero di Punto e a Capo che di seguito vi riportiamo Con la morte di Vincenzo Guarna è in lutto la cultura Calabrese Per anni ho “inseguito” il preside Vincenzo Guarna. Volevo riportarlo alla scrittura. M'interessava e m'intrigava, il suo modo di raccontare, l'ironia nella quale intingeva la penna, la sua conoscenza delle “cose di casa nostra”. Inventò quel viale Tubarisc” (da tubi, ovviamente tradotti dal…russo!) che rimarrà nella storia della nuova “toponomastica” di Soverato. Lo incontravo, puntuale quasi ogni mattina, all'edicola di Domenico Corapi: acquistava giornali ed allegati, le “collane” di libri in offerta (relativa) dei più grandi quotidiani del paese, riviste di largo e modesto interesse. E puntualmente gli chiedevo: Preside, Punto&@Capo aspetta i vostri contributi, di qualunque genere e su qualsiasi argomento. Saranno sempre graditi. E lui, che era di poche parole: vedremo, vedremo. Non senza aver ringraziato per l'attenzione. Trascorrevano mesi. E articoli non ne arrivavano. Finché un giorno Domenico mi consegna una busta gialla. L'ha lasciata il Professore … Fabio, il figlio, che è nostro collaboratore a fasi alterne, quando gli gira, istrione ed ironico quasi quanto il padre, me lo aveva anticipato al telefono: a Papà è forse venuta la voglia di scrivere una storia di Satriano, il paese d'origine, ma stai attento che gli è venuta un po' lunga… Bene, riposi. Semmai la utilizzeremo in due puntate, in due numeri. E cosi è stato. Orgogliosamente ritirai la busta e orgogliosamente pensai: forse sono state anche le mie insistenze a farlo cedere. E se ha ceduto una volta, chissà che adesso non ci provi gusto… Qualche mese fa chiamo Fabio per sollecitargli una collaborazione professionale. Mi dice che non può, è per strada, diretto al nord, suo papà ricoverato. M'informo delle condizioni, capisco dalla voce di Fabio che la situazione è grave, se non disperata. Il Professore non ce la farà a recuperare. E con lui, intellettuale piuttosto contro che pro, ci lascia un pezzo importante della cultura di questa regione. Ma per me è come se non fosse morto. E ogni mattina, all'appuntamento con l'edicola, m'illudo di poterlo rivedere. Sempre col suo fascio di giornali e riviste, gadget compresi, premurosamente sottobraccio (piemme). di Pietro Melia

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Unione Progetto per Soverato, anima movimentista o partitica

Soverato - Ma se tutti dichiarano di essere con Rombolà perché si continua a parlare di “spaccature a sinistra”? Quali sono le diverse vedute fra le formazioni alleate del centrosinistra? Sono gli interrogativi più ricorrenti ai quali sembra difficile dare risposte anche perché i politici soveratesi decise prese di posizione, in merito, non sembrano volerle assumere. Eccezion fatta per i socialisti di Pietro Melia che hanno più volte ribadito la loro volontà a proseguire nel cammino intrapreso insieme all'Unione progetto per Soverato, a condizione che al momento del varo della lista i candidati socialisti siano decisi solo ed esclusivamente dai socialisti. Esisterebbe allora, ma si tratta di un'ipotesi che circola a fasi alterne con maggiore o minore insistenza, una differenza di vedute fra l'anima “movimentista” dell'Unione progetto per Soverato e quella “partitica”. Che paroloni! Facili da capire per gli addetti ai lavori ma un po' meno per il cittadino medio in genere distante dalla politica. Quel cittadino su cui l'anima “movimentista” sembra puntare quando sostiene che il soggetto politico “Unione progetto per Soverato” deve sforzarsi a coinvolgere nella stesura del programma. Un progetto che deve essere presentato agli elettori non come cartello elettorale nato dall'intesa di più formazioni politiche ma come frutto di un'azione collettiva comune in cui ciascuno riesca a riconoscersi nell'altro, pur rispettando le differenze. È un po' quello che accade nelle socialdemocrazie europee, quelle scandinave ad esempio, in cui la coalizione progressista viene riconosciuta per le idee che caratterizzano la sua azione: stato sociale, tutela dell'ambiente, etc. e non per i partiti che la sostengono. Di questa linea ne è testimonianza l'e-mail fatta girare in questi giorni da Tommaso Lupo, il quale scrive “ per chi, come me, condivide le idee di cambiamento proposte da Romano Prodi, far parte di un progetto che metta di nuovo il cittadino al centro delle scelte (come accaduto alle Primarie) È motivo di orgoglio. Per questo È nato "Incontriamoci", non una community, ma una comunita' reale che vuole impegnarsi, conoscere, discutere senza i filtri di un sistema mediatico "imbarazzante". Se ci credi anche tu, registrati, come ho fatto io, su http://www.incontriamoci.romanoprodi.it “ . Dall'anima movimentista all'anima partitica. Ebbene quest'ultima, è rappresentata dai partiti i cui portavoce sono naturalmente i dirigenti. Essi sostengono che il loro ruolo all'interno della coalizione non può annullarsi in una organizzazione la cui “deriva assemblearista” farebbe perdere i connotati dell'appartenenza ai suoi iscritti. A questo punto viene da chiedersi come dovrebbe manifestarsi questo ruolo. Per adesso più che come contributo di idee, sembra rappresentarsi come indicazione dei candidati. Ne sono testimonianza i fiumi d'inchiostro sull'argomento finiti sui comunicati stampa, spesso dal carattere sibiillino, diramati dai partiti. Anima “partitica” dunque e “movimentista”, questo è il problema. Una questione che a dire il vero non sembra neanche così grave da generare insanabili contrasti. Caso diverso sarebbe invece se dovessero esserci delle vedute contrapposte sul programma da presentare agli elettori. Pensiamo all'argomento “gestione del territorio”. Una vera e propria lancia da affondare contro l'avversario di centrodestra dopo la decisione della Cur sulla variante al prg. Ma sul punto sembra esserci piena coesione. Sta per essere distribuito, infatti, un opuscolo il cui contenuto è stato condiviso da tutti i componenti de “l'Unione progetto per Soverato” che tratta il tema della “casa”. Fabio Guarna (Fonte il Quotidiano della Calabria)

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Politica. A Soverato ci sono conigli che ruggiscono

Non è la prima volta che mi capita di trarre spunto per scrivere qualcosa da un vecchio articolo pubblicato sul Corriere della Sera del giornalista Dario Di Vico che chiedeva e si chiedeva: "Sapete quanti sono i controllori di volo di Fiumicino iscritti all'Anpcat? Solo tre. Eppure, manovrando con sindacale perizia i turni, sono stati capaci di indire uno sciopero del maggiore scalo italiano di ben otto ore". L'articolo aveva come titolo "Il ruggito del coniglio", e mi ha fatto venire in mente quanti conigli che ruggiscono appaiono in questo momento nella scena politica soveratese. Tanto a destra quanto a sinistra. A Soverato purtroppo la situazione in questo momento è (ma forse sarebbe meglio usare il condizionale) così. Cosa che del resto accade in gran parte d'Italia. Nessuno, infatti, è più stabile dei precari, nessuno più forte dei deboli, nessuno più debole dei forti. Nessuna formazione è più decisiva e determinante di quella più esigua ed evanescente. Questo vale in politica non meno che nelle arti, nelle professioni, forse, persino, nell'economia. Chi è sicuro di sé, dei suoi mezzi e delle sue risorse non si agita, non freme, non briga. S'appaga della sua forza tranquilla. E precipita nel primo trabocchetto, ad arte predisposto da chi sgomita, striscia, si contorce per trovare spazio, per dare prova di sé e del suo esistere, per recuperare smalto e spessore nel contesto del suo ambiente e dei suoi percorsi. Pensiamo alle piccole formazioni politiche, ma anche a quelle che credono di essere grandi, dalla collocazione mai definita per intero, sempre pronte a ripensamenti, a propiziare rovesci e ribaltoni, a fare della propria precarietà ed evanescenza il loro punto di forza, con qualsiasi mezzo, primo fra tutti, il trasformismo. Oggi, quel partito ritiene di contare, decidere, determinare e prefigurare gli scenari prossimi e futuri dell'amministrazione soveratese. Gli fa eco un'altra formazione ancora più minuta ed esigua e, anzi, tanto minuta ed esigua che solo guardandosi allo specchio, il suo sito privilegiato, può trarre coscienza di avere seguito e riscontri. Si proiettano sul piano comunale ed emettono il loro ruggito di coniglio con grande vigore e sicura determinazione. Qualcuno li ascolta e li prende sul serio. Altri, i più, non avvertono la loro presenza. Tanti conigli? Chissà, tutti ascoltano e giudicano, e tutti pensano il massimo bene di se stessi. Con un immancabile ruggito finale di compiacimento. Fabio Guarna  (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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