Un soveratese alla mensa vaticana

Gigi Abbruzzo con Sua Santità Giovanni Paolo II Gigi Abbruzzo, titolare di un locale romano, ha collaborato a un pranzo ufficiale UN SOVERATESE ALLA MENSA VATICANA Il suo merito? Aver "esportato" il bergamotto SOVERATO - Ancora una volta il soveratese Gigi Abbruzzo, titolare del ristorante "Furore" di via Giulia a Roma, porta alto il nome della sua terra. In quest'occasione Gigi Abbruzzo noto anche in città per essere titolare di una struttura ricettiva a Davoli Marina è stato impegnato addirittura in Vaticano per un pranzo ufficiale. Il convivio, o meglio la serie di convivi preparati dallo chef Renato Sorrentino su input dell'organizzatore Abbruzzo, sono stati realizzati nella casina di Pio IV, durante la sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali alla quale hanno partecipato la maggior parte dei suoi trentatrè accademici provenienti da ogni parte del mondo e, tra essi, alcuni premi nobel. In una nota diramata dalla struttura organizzativa dei convivi si mette in evidenza che questi ultimi hanno avuto il merito e il privilegio di introdurre nella alimentazione vaticana il bergamotto, specialissimo agrume dalle molte qualità terapeutiche, dall'intenso sapore e dal pregnante aroma che si coltiva esclusivamente in provincia di Reggio Calabria. Il menù, stampato a "Vatican City" servito in occasione del pranzo ufficiale, caratterizzato da piatti tutti rigorosamente aromatizzati al bergamotto, dagli antipasti fino al dessert è stato il seguente: "Sformato di zucchine con gamberi su crema di zucchine, ravioli di spigola al pomodoro, dentice con patate e carciofi, fruttini di gelato". Durante lo svolgimento in Vaticano dell'iniziativa di supporto realizzata dal manager Gigi Abbruzzo, non è mancata l'occasione di un incontro di quest'ultimo con Sua Santità Giovanni Paolo II. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Intervista a suor Ignazia Patruno Madre Generale delle Suore Gerardine in visita a Soverato

Suore Gerardine SOVERATO - L'ordine delle suore Gerardine è abbastanza recente. È stata riconosciuto con decreto pontificio negli anni '80 e in esso operano diverse suore sparse per il mondo che svolgono come principale attività quella di assistere gli anziani. Anche a Soverato esiste una casa gerardina. In questi giorni è venuta a visitarla la madre generale dell'ordine, Suor Ignazia Patruno. L'abbiamo incontrata presso la casa di S.Gerardo ubicata a Soverato Superiore. Con tanta gentilezza e modestia ci ha accolto per un breve colloquio. Come si è trovata in questi giorni a Soverato, in visita, presso le suore Gerardine che lei guida a livello mondiale? La visita ha avuto carattere spirituale. Mi sono trovata come una sorella maggiore che va a far visita alle proprie sorelle. In linea generale posso dire tutto bene. Certo le difficoltà non mancano mai, ma nell'ambito della nostra vocazione riusciamo a superarle. A Soverato sono presenti molte associazioni a carattere religioso e culturale. Gli amici di S.Gerardo sono particolarmente attivi nell'animare la vita spirituale e culturale della nostra città. Cosa ne pensa di questa esperienza e come intende valorizzarla? Da anni si sente parlare e bene, dell'azione cattolica degli amici di San Gerardo. Riteniamo sia un buon esempio e modello organizzativo da portare avanti anche in altre comunità. È noto l'impegno delle suore Gerardine nel campo dell'assistenza agli anziani e in quello della tutela dei bambini. Esse operano in questo senso anche nella nostra comunità. Quali sono le sue osservazioni al riguardo in sede locale e più in generale a livello mondiale? Il nostro carisma principale è sempre quello dell'assistenza agli anziani. Però ci occupiamo anche di tutela dei bambini. Il rapporto che abbiamo con quelli che hanno qualche anno in più sulle spalle è testimoniato dalle dimensioni della nostra casa, che chiameremmo meglio casa-famiglia. È proprio la dimensione della nostra comunità che caratterizza la vicinanza e lo spirito di comunione con cui viviamo questa meravigliosa esperienza di vita vissuta insieme con questi ultimi. Per rendere meglio qual è la nostra missione verso gli anziani mi sembra utile partire dalle parole del nostro fondatore Don Mosè Mascolo il quale diceva: "gli anziani sono i padroni della casa". Quindi in questa direzione e con questo spirito svolgiamo la nostra vocazione, al servizio dei nostri padroni. Il 2005 sarà l'anno di San Gerardo in occasione del centenario della sua canonizzazione. Quali iniziativi avete in mente come suore Gerardine per ricordare questo avvenimento? Stiamo programmando con padre Luciano Panella (il superiore del santuario di Mater Domini, n.d.r.) ed in sinergia con i padri redentoristi di portare la statua di S.Gerardo in ogni luogo dove il Santo ha operato. È un modo per ricordare quanto ha fatto e rafforzare il messaggio di fede che con la sua azione durante la vita ha promosso. Fabio Guarna

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Frank Voci cittadino americano contesta quelle scritte

Frank Voci Scritte inneggianti al terrorismo FRANK VOCI CITTADINO AMERICANO CONTESTA QUELLE SCRITTE SUI MURI ORMAI DA PIU' DI UN ANNO PRESENTI CHE INNEGGIANO A BIN LADEL "CHE L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI SOVERATO SI SBRIGHI A RIMUOVERLE" SOVERATO - Frank Voci è nato negli Stati Uniti, a Boston. Ma in questo caso sarebbe meglio dire: "born in the USA". Frank negli States ha vissuto gran parte della sua vita (attualmente risiede a Montepaone) e non ha mai dimenticato di essere cittadino americano. E così resta particolarmente amareggiato quando vede scritte inneggianti al terrorismo come quelle da diverso tempo in evidenza sul muro adiacente il nosocomio soveratese. Messaggi presenti da più di un anno e che nell'aprile 2003 erano stati pubblicamente denunciati attraverso questo colonne dal sindaco di Satriano, Domenico Battaglia, medico presso il complesso ospedaliero di Soverato. Frank nel complimentarsi con "Il Quotidiano" e con il primo cittadino di Satriano per la sensibilità e tempestività avuta nello stigmatizzare una simile ignobile azione manifesta tutta la sua amarezza in una lettera che affida ai mass media. "Scritte vergognose - scrive Frank Voci - che fanno male e che feriscono i sentimenti di tutti coloro che come me, in quanto statunitensi amano gli USA e soprattutto coloro che hanno perso i propri cari nella terrificante e mostruosa strage dell'11 settembre 2001 alle twin towers". Ed a proposito delle vittime di quel terribile giorno, è utile ricordare, che fu proprio una di quelle che spinse il sindaco di Satriano a sollevare la questione per quelle indecenti scritte. Il primo cittadino satrianese, compaesano di Joe Riverso, infatti si sentì particolarmente colpito da quelle frasi impresse sul muro accanto l'ospedale, stante la drammatica vicenda che aveva colpito molto da vicino la collettività satrianese. Joe, infatti, figlio di Satrianesi (Raffaele Riverso e Teresina Zangari), si trovava al 104° piano delle torri gemelle quel terribile 11 settembre e da allora non fece più ritorno a casa. "Mi riempio di rabbia - prosegue nella missiva Frank - quando mi reco in prossimità dell'ospedale di Soverato e osservo quelle scritte spaventose ed intollerabili che esaltano le stragi dell'11 settembre. Qui - sottolinea Voci - non si tratta di essere a favore o contro gli Stati Uniti. A mio parere, gli autori di quelle frasi rivelano una fragilità psichica e una stoltezza non indifferente. Il dissenso nei confronti di George Bush non può produrre simili azioni e mi auguro che la sinistra italiana non certo allineata alle posizioni dell'attuale presidente americano, sappia isolare gli autori di queste scritte". Fin qui la missiva di Frank assume un tono di rammarico che si estende anche nei confronti dell'amministrazione comunale di Soverato nella persona del sindaco Mancini per non avere provveduto in tempi rapidi a rimuovere quelle scritte. E Frank si lamenta anche con i responsabili dell'amministrazione ospedaliera per essere rimasti incuranti di questo stato di cose. "Infine - conclude nella nota Frank - lancio un appello e mi faccio portavoce di tutti coloro che sono come me cittadini americani che vivono lontano dalla propria amata patria: rimuovete al più presto quello scempio". Insomma una chiara nota dai toni patriottici che non poteva non concludersi da parte di Frank con un lapidario :"God Bless the United States of America". Fabio Guarna

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Iniziativa culturale a Satriano della Pro-Loco tema: Il complesso feudale dei Ravaschieri e Filangieri

SATRIANO - Organizzato dalla Pro-Loco si è tenuto un interessante convegno storico domenica scorsa a Satriano, presso la sala consiliare. Tema dell'incontro: "Il complesso feudale dei Ravaschieri e dei Filangieri". Ha introdotto i lavori la presidentessa del sodalizio satrianese, Rosanna Paravati che nel porgere ai presenti i saluti di benvenuto ha spiegato che l'iniziativa in corso rientrava in un più vasto programma che vede impegnata la Pro-Loco Satriano in un'opera di valorizzazione della storia del paese delle pre-Serre. Ha quindi ricordato le varie iniziative organizzate fra cui quella tenutasi nel luglio scorso a ricordo dei 60 anni dal bombardamento subìto nel 1943 che recò gravi danni al paese e, infine tra le altre cose, una interessante mostra di foto d'epoca. Sulle casate dei Filangieri e Ravaschieri si è soffermato lo storico Ulderico Nisticò, il quale non è nuovo a studi sui personaggi storici satrianesi, essendo autore del libro di recente pubblicazione "Polyhymnia seu Silvarum Libri tres" edito da Rubbettino, in cui è riportata e dottamente commentata l'opera poetica in latino di Giulio Cesare Destito, illustre satrianese appartenente alla compagnia di Gesù vissuto tra il 1594 e il 1644. All'intervento di Ulderico Nisticò è seguito quello di Vincenzo Sinopoli, già sindaco di Satriano e avvocato che si è soffermato sugli aspetti giuridici del feudo Ha concluso Don Mimmo Battaglia, sacerdote molto impegnato nel sociale e satrianese doc che ha espresso parole di plauso per ogni iniziativa, come quella in corso mirata alla rivisitazione delle radici storiche di Satriano. Soddisfazione è stata espressa dalla presidentessa della Pro-Loco come ella stessa racconta per la numerosa affluenza di pubblico. In sala era possibile osservare diversi esponenti delle istituzioni, politici e rappresentanti delle associazioni. Fra questi l'On.le Giuseppe Soriero, satrianese doc e già sottosegretario ai trasporti del governo Prodi. Satriano ha una storia antica e gloriosa che risale all'alto medioevo e va oltre. Mette conto a questo punto accennare all'indagine storica compiuta negli anni '50 sulle origini remote e più recenti del paese delle pre-serre, dal prof. Vincenzo Sia recentemente scomparso e contenute in un aureo libro dal titolo "Satriano, antica città della Magna Grecia". Fabio Guarna

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Turismo nel soveratese. È in arrivo la "Tusofka"?

SOVERATO - Turismo di massa, turismo d'elite, turismo culturale etc. Un dibattito su questi temi c'è sempre stato nel comprensorio del basso-jonio. Anche se breve la stagione turistica ha potuto sempre contare, soprattutto nei villaggi turistici, di un consistente numero di presenze straniere. Ci riferiamo in particolare ai tedeschi che affollano le strutture ricettive grazie anche all'ottimo lavoro delle agenzie che procurano pacchetti turistici agli operatori turistici del soveratese. Lasciando da parte gli aspetti legati alla quantità di posti letto disponibili, ai problemi della viabilità, alla concorrenza con la fascia del tirreno calabrese e ad altre questioni non oggetto di questa indagine, sembrerebbe che si prospetti una nuova stagione per le industrie alberghiere del soveratese dal punto di vista dell'utenza. E bisognerà prepararsi sin da ora per non perdere l'appuntamento con quella che potremmo chiamare la new-season del turismo del basso jonio. Appuntamento per il 2005, dunque, quando grazie ad un protocollo d'intesa siglato per l'arrivo di 18 voli charter a Lamezia provenienti dalla fredda Russia, i turisti moscoviti potrebbero affollare i nostri incantevoli posti. La notizia del protocollo d'intesa è stata diffusa dall'assessore al turismo Pino Gentile dopo la "MIT" di Mosca (la borsa del turismo) appena conclusasi che poteva contare al suo interno anche uno spazio di promozione per la regione Calabria. Stando così le cose, v'è da dire che i tempi stringono e quindi bisognerà prepararsi al più presto a gestire un flusso turistico nuovo dalle nostre parti. Ma cosa piace ai Russi? E soprattutto quali Russi arriveranno in Calabria? Alla seconda domanda è facile rispondere. Saranno principalmente quelli benestanti, quelli che fanno vita nei circoli moscoviti frequentati da rampanti managers, operatori della borsa o vecchi esponenti della nomenclatura dallo stile di vita sempre alto. Se saranno questi allora bisognerà prepararsi seriamente alla "Tusofka", pena il rischio di perdere un'occasione d'oro e trasformare il 2005 nel primo e purtroppo ultimo anno in cui i Russi saranno sbarcati per turismo in Calabria. Parlavamo della "Tusofka"; essa altro non è se il modo attraverso il quale i moscoviti descrivono la loro Dolce Vita. La "Tusofka" è fatta principalmente di mondanità, di shopping costosissimi, di sfilate di moda, di macchine di lusso e cene in ristoranti molto cari. Sono pochi i russi che possono permetterselo, ma sono quelli che si muovono di più in Europa. E così partono per il week-end verso le capitale estere e non si può escludere che con l'opportunità offerta dai voli charter per Lamezia non arrivino anche qui nel soveratese. Sarà compito delle agenzie indirizzarli dalle nostra parti, ma sarà anche compito degli operatori turistici e degli amministratori locali creare le condizioni affinché un po' di "Tusofka" si realizzi nel soveratese. Una circostanza che sarebbe stata impensabile ai tempi della cortina di ferro. Tempi forse dimenticati da tanti moscoviti che hanno soldi da spendere per il loro tempo libero. Chissà cosa ricorderanno invece, quelli che, costretti per ragioni economiche a restare nella loro terra anche in periodi di vacanze si ritroveranno a percorrere con la memoria i tempi in cui la nomenclatura e solo quella poteva permettersi il lusso delle vacanze sul mar nero, a Yalta. Fabio Guarna

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Diploma di benemerenza per il montepaonese Antonio Sanso per il numero di donazioni del sangue

Antonio Sanso MONTEPAONE - Un diploma di benemerenza per il numero di donazioni del sangue effettuate, è stato consegnato al montepaonese Antonio Sanso dall'Avis. Il giovane Antonio che esercita la professione di ingegnere, da diversi anni è donatore. Mentre racconta la soddisfazione per il risultato raggiunto non omette di far notare come è importante il ruolo svolto dai donatori che rappresentano un riferimento indispensabile per tutti quelli che hanno bisogno del vitale liquido. Per Antonio, è essenziale che quante più persone possibile comprendano l'utilità della donazione; ragion per cui la stampa, il passaparola e ogni altra forma di comunicazione diventano fondamentali nell'opera di sensibilizzazione alla cultura della donazione. La premiazione di Antonio Sanso come quella di tanti altri associati dell'Avis, a cui è stato attribuito un premio diverso a seconda del numero di donazioni del sangue effettuate, è avvenuta a Cosenza nella splendida cornice del cinema Italia, innanzi alla presenza di autorevoli esponenti del mondo delle istituzioni. Adesso Antonio spera di vedersi riconosciuta in futuro, la benemerenza delle croci d'oro che spettano a coloro che hanno superato le 100 donazioni. In bocca al lupo!! Fabio Guarna

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Chiese Aperte

Affresco Chiesa di Campo L'Archeoclub d'Italia sede di Soverato aderendo all'iniziativa "Chiese Aperte" della Presidenza Nazionale e con il patrocinio della CEI e del Comune di Sant'Andrea il prossimo 9 maggio renderà fruibile al pubblico la Chiesa di Campo di Sant'Andrea Marina caratterizzata dagli affreschi bizzantini del X secolo. Per informazioni telefonare ai numeri 340-8132393 o 339.4875959 e durante le ore serali (20:00 22:30) allo 0967-97226.

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Intervista a Nicola Salatino candidato dell'UDEUR nel collegio di Soverato-Satriano

Nicola Salatino SOVERATO - Si sofferma su temi di politica nazionale, senza trascurare di occuparsi di problematiche che ricadono sul territorio calabrese come quelle della sanità. Si presenta con questi argomenti, pronto ad affrontare la campagna elettorale a sostegno di Torchia, il candidato dell'Udeur nel collegio di Soverato-Satriano, Nicola Salatino che nella vita esercita la professione di medico presso il nosocomio di Soverato. Perché ha deciso di correre in questa competizione elettorale e perché a sostegno del centrosinistra? Perché ho ritenuto di poter contribuire, con il mio impegno, al successo di una coalizione, che vede riunito, stavolta per tempo, tutto il centrosinistra in un progetto comune. Esso mira a mutare le sorti delle nostre province e della nostra regione, che rischia di essere ulteriormente emarginata dall'attuale politica antimeridionalista di questo centrodestra, proteso all'abbattimento dello stato sociale ed alla tutela delle classi e delle regioni dominanti. Il conseguente impoverimento - sempre maggiore dei ceti e delle regioni più deboli - non garantisce quella sicurezza alla quale lo Stato ci aveva abituati e l'assoluta mancanza di ogni forma di solidarietà sociale potrebbe produrre gravi effetti. Trova, quindi, che questa fase politica stia penalizzando la nostra Regione? Lei - non me ne voglia - usa un termine che non rende pienamente il concetto. A me viene in mente il tristemente famoso Maramaldo che uccise un uomo morto. La politica di governo del centrodestra, infatti, con la pretesa di un efficientismo che poi, nei fatti non è in grado di esprimere, sta solo creando sfasci, che spaziano dalla perdita di opportunità ai tentativi di smembramento dello Stato italiano, con conseguente impoverimento dello stesso, crescita zero, emorragia continua di posti di lavoro, arresto di sviluppo economico e lievitazione dei tributi locali. Ritengo che il secondo governo Berlusconi passerà alla storia per il triste "record" negativo dell'aumento delle povertà e per essere riuscito, ad allargare la forbice di divario fra abbienti e non abbienti. Quindi Lei non crede alle promesse fatte oggi dal nostro Premier, sul taglio delle tasse. Che valenza avrebbero secondo Lei? Con i tributi dei cittadini si avviano opere pubbliche, servizi e quant'altro e si finanzia inoltre il sistema sanitario nazionale. Tagliare le tasse può significare penalizzare ulteriormente i servizi offerti, l'occupazione, la sanità, la scuola, con conseguenti esborsi sempre maggiori da parte del cittadino. È pur vero che il taglio delle tasse può rappresentare un rilancio dell'economia, nel senso che ciascuno può essere messo nelle condizioni di spendere di più, con ripercussioni favorevoli sull'economia medesima e sull'occupazione ma tutto ciò quanto tempo richiederebbe? Ed a quale prezzo nell'immediato? Ed ancora gli effetti più favorevoli prevarrebbero su quelli sfavorevoli? Oppure a medio termine potrebbe conseguire la deriva e il dissesto dello Stato medesimo? La ricetta non è delle migliori, troppe incognite gravano su una politica di questo tipo, non ultimo, ulteriori gravi tributi a medio termine. Credo invece che occorra reinventare la politica del lavoro, rilanciando il settore primario e secondario della nostra economia, che rappresentano il vero polmone economico che consente di investire poi nei servizi. E ancora perseguire l'evasione, rilanciare una politica seria di redditi agganciando coerentemente il gettito individuale al reddito e salvaguardando, di conseguenza, le fasce più deboli. Salvaguardare le fasce deboli, che oramai rappresentano una buona parte della popolazione italiana, s'incrementa quella possibilità di spesa che contribuirebbe al rilancio economico. Lei ha accennato al SSN, che ne pensa della sanità calabrese? Credo che si sia espresso con precisa e puntuale valutazione da politico accorto qual è l'On. Agazio Loiero, quando, in un recente servizio televisivo ha affermato che mai, a memoria d'uomo, tanti guasti sono stati arrecati alla sanità calabrese. Altrettanto eloquente l'On. Livia Turco, nella sua recente visita a Catanzaro: "La sanità calabrese è la più costosa d'Italia ed è quella che offre i servizi peggiori". La Giunta regionale in carica è riuscita in breve tempo a disperdere quanto di buono e a costo di grandi sacrifici- anche personali era stato fatto dal nostro candidato a presidente della provincia prof. Torchia, durante la sua, purtroppo breve, esperienza di assessore regionale alla sanità. Adesso si sbandierano poli di eccellenza che dovrebbero fermare i viaggi della speranza. Personalmente ritengo che il degrado sanitario sia un problema di uomini e non di strutture sanitarie e tecnologiche. Il problema principale è di gestori ed operatori sanitari. Inoltre a tali premesse ritengo che si possa fare una buona sanità anche in un ospedale da campo. Il problema si riporta in definitiva alla scelta di managers ed operatori sanitari adeguati, razionalizzando in maniera seria e responsabile le risorse sempre più esigue, investendo anche a medio e lungo termine nella ricerca e nella formazione professionale. Un'ultima considerazione in merito a questo piano regionale, esso risponde alle vecchie logiche abbellite da propaganda elettorale ed è stato aspramente criticato nel recente convegno sindacale di Lamezia Terme. È eloquente il fatto che la Calabria sia stata l'ultima regione d'Italia a dotarsi di tale strumento. Sorge infatti un interrogativo: c'erano problemi politici o semplicemente incompetenza? E quindi, non riesco a capire cosa vuol dire che finiranno i viaggi della speranza. Perché crede nella vittoria del centrosinistra alle provinciali? I segnali sono molteplici. In primo luogo questo ritrovato spirito di aggregazione su un programma comune appalesa la voglia unitaria di vincere, per operare un'inversione di tendenza ad una politica fatta da pochi e per pochi. Politica che si è allontanata irreversibilmente dai bisogni della gente. Ritengo quindi che queste elezioni provinciali abbiano un connotato politico aggiuntivo che si concretizza nel rifiuto della destra, dei suoi programmi e dei suoi proclami. Ciò fa parte di una controtendenza che si esprime a livello europeo iniziando dalla Spagna e via via coinvolgendo la Francia, la Germania e stando alle statistiche più aggiornate del nostro Paese. Tutto ciò può esprimersi in piccolo anche in situazioni locali a prevalente o apparente significato amministrativo. Fabio Guarna

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Uno scoop del Quotidiano della calabria: intervista ad Adriano Pecci

Nella sua abitazione del centro storico, parla l'uomo che si cela dietro uno pseudonimo IL TURISMO LETTO DA ADRIANO PECCI "Su sei alberghi tre restano chiusi dieci mesi all'anno" SOVERATO - Mistero svelato? Abbiamo intervistato Adriano Pecci. A modo suo uno scoop stante il mistero che avvolge l'identità che si cela dietro questo pseudonimo. Ci ha ricevuto nella sua abitazione che insiste, ovviamente, nel centro storico della cittadina jonica e, avvolto in abiti curiali (una vestaglia stile cardinalizio) ha risposto, con il noto ed efficace rigore del suo linguaggio, alle nostre domande. Non ha voluto che facessimo su queste colonne il suo vero nome: possiamo limitarci a dire che per struttura fisica e baffo alla Mc-Millan (il vecchio premier conservatore britannico degli anni Sessanta), Adriano Pecci è per stile e forma un vero gentleman inglese. Con l'avvicinarsi della stagione estiva ritorna a divampare a Soverato la vetusta "querelle" sul turismo. Se ne parla dappertutto. Lei cosa ne pensa? È una querelle oziosa. Penso che sarebbe meglio parlare d'altro. Ritengo che bisogna smetterla di parlare di Soverato come località a vocazione turistica. Questa è solo una leggenda metropolitana che ci tramandiamo ancora da padre in figlio, come le ricette della nonna. Il sindaco pensa il contrario. Se ha ragione il sindaco hanno torto i fatti. I fatti sono argomenti testardi e dicono che Soverato è una città a vocazione terziaria e mercantile, non turistica. Se gli abitanti di Soverato dovessero vivere di turismo, l'unica cosa che avrebbero in abbondanza sarebbe la miseria. Non pensa che se ci fossero più alberghi il turismo potrebbe decollare? Sì. Se avesse le ali. A Soverato ci sono sei alberghi, con forse quattro, cinquecento posti letto. Tre restano a porte chiuse dieci mesi l'anno. Gli altri restano aperti per ospitare qualche raro cliente. Nessuno riesce a fare il "tutto esaurito" nemmeno a ferragosto. Allora dovrebbero chiuderli? Qualcuno ha pensato, infatti, di farlo. Per fortuna buona parte degli albergatori ha altre entrate provenienti da attività diverse. Altrimenti si troverebbero in serie difficoltà. Pensa, allora che sarebbe inutile la costruzione di altri alberghi a Soverato? Non solo inutile. Ma dannosa per la nostra città. Perché questi alberghi li si vuol far costruire in pieno centro storico con le catastrofiche conseguenze che tutti possono immaginare. Traffico caotico. Inquinamento atmosferico, acustico e quant'altro. E se gli alberghi li costruissero sulla collina? La cosa cambierebbe aspetto. In questo caso la città non subirebbe alcun danno. Casomai il danno potrebbero subirlo gli eventuali incauti investitori. Ma questi sono affari loro. Cosa manca a Soverato per attirare i turisti? Manca tutto. Quanto di bello e di buono ha Soverato lo deve alla generosità del buon Dio. Cerchiamo di non sciuparlo. Almeno questo. L'industria del tempo libero è allo stato primordiale. I nostri "turisti" sono per fortuna di modeste pretese. Qualcuno viene a trovare amici e parenti. La maggior parte sono abitanti dei paesi vicini. Scendono la mattina a fare il bagno, a mezzogiorno mangiano il panino portato da casa e la sera tornano da dove sono venuti. È un turismo che non porta alcun beneficio all'economia della città. Ma il sindaco crede che Soverato ha qualità, risorse e capacità per aspirare a grandi cose. È giusto che lo creda. Se non lo crede lui.Ma il sindaco farebbe anche bene a tenere in debito conto la realtà. E a me pare che non porta lontano parlare di una Soverato virtuale. Di una Soverato che non c'è. Qualcuno sospetta che lei si oppone alla costruzione di un albergo sull'area dell'ex comac per motivi personali. A questa domanda ho già risposto. Qui si sospetta tutto di tutti. Vogliamo continuare a coltivarla questa odiosa pratica del sospetto? E poi, in fin dei conti, se anche lo fosse, dove sarebbe lo scandalo? Questo qualcuno è proprio sicuro che al mio posto non farebbe lo stesso? Che miseria! Le sue risposte sono state un po' severe. Si perché amo la mia città. E mi addolora pensare che potrebbe essere permanentemente sfigurata su una politica urbanistica affrettata e poco meditata. E infine, perché si nasconde dietro uno pseudonimo? Posso avvalermi del primo emendamento e perciò della facoltà di non rispondere? Pensi un po' quanta materia di studio avranno adesso i cultori della nobile disciplina del sospetto. Fabio Guarna, (Il Quotidiano della Calabria di martedì 20 aprile)

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