Senatore Iovene, no alla cancellazione di piazza Matteotti – Interrogazione a Berlusconi

-------------------------------- COMUNICATO STAMPA -------------------------------- SOVERATO: IOVENE, NO ALLA CANCELLAZIONE DI PIAZZA MATTEOTTI INTERROGAZIONE A BERLUSCONI E PISANU Interrogazione a risposta scritta del Sen. Nuccio Iovene (Ds) - Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'Interno. – Premesso: - che quest'anno ricorre il 60° anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo; - che in tutta Italia si sono svolte manifestazioni, eventi, per ricordare la tragedia che ha coinvolto milioni di individui sconvolgendo il mondo alla metà del novecento e la liberazione d'Italia, con la riscoperta dei diritti politici, della dignità nazionale e della ricostruzione della coscienza civile; - che mentre tutta Italia festeggiava, nei giorni scorsi, la Giunta Comunale di Soverato (CZ) decideva di cancellare dal proprio stradario il nome di Giacomo Matteotti, deputato socialista ucciso dai sicari fascisti dopo essere stato rapito il 10 giugno 1924 a Roma; - che la piazza oggi intitolata a Matteotti, secondo il Sindaco di Soverato Mancini militante di A.N., sarà intitolata ad un personaggio locale; - che allo scrivente appare politicamente ed istituzionalmente la decisione di cancellare, attraverso questo atto, una pagina dello storia italiana; - che cancellare il nome di un martire socialista, di una gloria nazionale, dalla toponomastica è un'offesa al sentimento democratico ed antifascista e alla libertà, valori fondamentali della nostra Repubblica e della Carta Costituzionale; considerato - che il nome di Giacomo Matteotti ed il suo martirio rappresentano una pietra miliare della nostra storiografia e della nostra memoria collettiva; - che il metodo di cancellare, con un atto amministrativo, dalla memoria collettiva la figura di un uomo intransigente, antifascista, difensore dei braccianti agricoli poveri più volte minacciato da gruppi fascisti e ostacolato nella professione forense e nell'attività parlamentare ha destato forte preoccupazione nella popolazione locale e numerose prese di posizione contrarie; - che la decisione adottata dall'amministrazione comunale di Soverato ha suscitato in Consiglio Comunale sacrosante proteste e opposizioni; si chiede di sapere - se non era possibile intitolare altre piazze o strade al personaggio locale lasciando la piazza in questione intitolata a Giacomo Matteotti; - se non si ritenga una grave violazione dei valori dell'antifascismo, in occasione del 60° anniversario della Liberazione, la cancellazione di Giacomo Matteotti dalla toponomastica della città.

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Matteotti, Sergio Romano risponde a Fabio Guarna

Tratto da Il Corriere della Sera di domenica 15 maggio 2005 RUBRICA DI SERGIO ROMANO Le battaglie toponomastiche dei consigli comunali Nella mia città (Soverato), il sindaco e la giunta hanno deciso di rimuovere l'intitolazione di una piazza dedicata a Giacomo Matteotti sostituendola con una nuova dedicata a uno storico locale (Domenico Caminiti), persona peraltro universalmente riconosciuta come meritevole di dare un nome a un sito della città. Il sindaco e la giunta avrebbero potuto dedicare allo storico locale una delle tante vie che a Soverato ancora non hanno un nome. La decisione di cancellare Giacomo Matteotti dalla toponomastica soveratese sta facendo molto discutere la cittadinanza e mi farebbe piacere leggere una sua riflessione in merito con la speranza che possa far ritornare sui suoi passi l'amministrazione comunale di Soverato Fabio Guarna, fabioguarna@aliceposta.it Caro Guarna, pubblico volentieri la sua lettera e le faccio i migliori auguri per la sua campagna. Ma non mi chieda di prendere partito in questa ennesima battaglia toponomastica della politica italiana. I duelli fra revisionismo e antirevisionismo si fanno ormai nelle piazze e si combattono a colpi di targhe stradali. Non è la prima volta, beninteso. Dopo l'avvento di Mussolini al potere, e soprattutto dopo la svolta autoritaria del 1925, il regime accentuò la toponomastica nazionalista degli anni precedenti, commemorò i propri morti e celebrò i propri trionfi. Avemmo così, tra l'altro, la via dei Trasvolatori, la via dell'Impero, il viale XXI Aprile, il corso dei Martiri fascisti, la piazza del Littorio e un impressionante numero di strade dedicate ai luoghi dove si erano combattute le principali battaglie della storia nazionale. Dopo la caduta del fascismo le vie vennero parzialmente epurate. Rimasero generalmente le targhe risorgimentali, ma quelle fasciste vennero sostituite con altre in cui apparvero i nomi di alcune vittime del regime come Matteotti o di esuli antifascisti come Turati. Col passare del tempo l'Italia divenne, sul piano toponomastico, una grande pelle di leopardo. Mentre le municipalità comuniste celebravano in vario modo i trionfi della Rivoluzione d'ottobre e dello Stato sovietico, i comuni democristiani proponevano alla cittadinanza il ricordo e il modello di alcuni esponenti locali del movimento cattolico. Poi vennero le grandi mode e tendenze della vita politica nazionale e internazionale a cui certi partiti, dopo avere conquistato il comune, volevano rendere omaggio con nuove targhe stradali e nuove denominazioni di palazzi pubblici. I consigli comunali e persino i consigli scolastici divennero teatro di battaglie e lottizzazioni: Che Guevara contro Kennedy, Jurij Gagarin contro Martin Luther King. Tutti i partiti cercavano di lasciare un segno indelebile sui muri delle loro città. In alcuni casi furono prese decisioni stravaganti, difficilmente comprensibili. Qualche giorno fa ho appreso che un liceo laziale è intitolato al nome di Boris Vian, scrittore esistenzialista, trombettista di musica jazz, personaggio dei caffè parigini dopo la fine della guerra e autore di un romanzo intitolato «Andrò a sputare sulle vostre tombe». L'aspetto più sconcertante di questa «caccia al potere stradale » è la scarsa considerazione di molti comuni per le persone a cui decidono di dedicare il nome di una via o di una piazza. Dopo avere vinto la battaglia per il loro candidato le maggioranze comunali lo condannano a una sorta di anonimato. Su certe targhe stradali prive di qualsiasi indicazione biografica mi è capitato di leggere L. da Vinci, F. degli Uberti, D. Alighieri, G. Carducci, A. Gramsci, come se nome e cognome non formassero, nel caso degli uomini celebri, una specie di indissolubile sintagma. Queste operazioni toponomastiche presentano un altro inconveniente: distruggono la memoria della città. Il vecchio nome di una via o di una piazza è sempre, soprattutto quando l'aspetto dei luoghi è cambiato, una finestra sul passato, un uscio socchiuso dietro il quale si intravedono le chiese distrutte, i palazzi scomparsi, le antiche cerimonie e i vecchi mestieri. A Londra esiste una Lombard street, in memoria dei banchieri lombardi che avevano aperto i loro banchi in quella parte della città,ma non esiste, salvo errore, una piazza Churchill. Sergio Romano

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Alberghi a Soverato. Pecci si fa intervistare dal Quotidiano

QUEL MEGA ALBERGO NON SERVIRÀ RILANCIARE IL TURISMO Soverato - Ci accoglie nella sua aurea domus, in abiti (direbbe Machiavelli “reali e curiali”) come si conviene a chi si accinge a trattare un argomento di rilievo e di solido spessore civile e culturale. Egli, Adriano Pecci, come aveva promesso non si esime dal dire il suo pensiero e a esternare il frutto delle sue riflessioni sulle improvvide determinazioni politiche che preludono al guasto irreversibile verso cui, pare, sta per avviarsi, a suo giudizio, la civiltà urbanistica di Soverato e così esordisce: “E così quello che si temeva è fatalmente accaduto. I commissari ad acta hanno approvato in via definitiva le varianti al P.R. di Soverato e tra queste varianti pure quella che prevede la costruzione di un mega albergo sul lungomare e un'altra mezza dozzina di magnitudo media in Via Cristoforo Colombo, i due posti più caratteristici del nostro centro storico. Possiamo adesso intonare un “requiem”? Ma lei non aveva mai nutrito la speranza d'un ripensamento dopo le molteplici, documentate e bene argomentate osservazioni dei tanti cittadini contrari a quelle varianti? No mai. Nemmeno per un minuto, vista la determinazione, senza se e senza ma che ha animato il sindaco nel perseguimento di questo obiettivo. Lei pensa che si sarebbe potuto fare di più per ostacolare l'attuazione di questo progetto? Credo proprio di sì. E lo dico a malincuore. Le forze dell'opposizione potevano e possono fare ancora di più per impedire la realizzazione di questo infausto progetto. E se da soli non ci riescono chiedano l'aiuto degli uomini dei loro partiti che sono stati eletti al consiglio regionale e perché no? anche in Parlamento. Non ci sarebbe nulla di male se costoro nei limiti delle loro competenze e nel rispetto della legge evitassero alla nostra città il dolore di vedere abbruttito il lungomare di un ecomostro. Lo crede possibile? Perché no? Soverato è diventata la terza città della provincia di Catanzaro e i suoi abitanti contribuiscono in modo determinante all'elezione di deputati, senatori, consiglieri regionali della nostra circoscrizione. Non le pare normale che rappresentanti della città nelle varie istituzioni si interessino dei nostri problemi? Lei pensa che finora non l'abbiano fatto? Giudicheranno gli elettori. A me pare che finora si è parlato solo dei massimi sistemi. Si organizzano congressi, seminari e quant'altro, dove si parla di tutto, persino di protezione dell'ambiente e salvaguardia del paesaggio. Ma del fatto che a Soverato si vuol permettere la costruzione d'un albergo sul lungomare nemmeno una parola. Ma lo sviluppo turistico? Quale sviluppo turistico? Le pare che un mega albergo a ridosso di Via S.Giovanni Bosco, la via più trafficata del centro storico contribuirà allo sviluppo turistico. Ma no. Contribuirà solo a sviluppare il caos e a rendere la vita impossibile a centinaia di contribuenti. Alcuni dicono che la cosa riguarda appunto solo gli abitanti di quel quartiere? Questa è davvero una interpretazione riduttiva e, se permette, un po' meschina del problema. Un albergo sul lungomare sarebbe uno sfregio permanente per tutta la città. E se al suo posto venisse realizzata un'area di verde attrezzato a goderne sarebbe tutta la collettività. La verità come diceva il vecchio Catone è che mentre Sagunto brucia noi continuiamo a parlare d'altro. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Matteotti, Fazzari diffida il Sindaco

Soverato - A mali estremi, estremi rimedi. Piero Fazzari consigliere comunale di Pedalando Volare diffida il primo cittadino e i componenti la Giunta Municipale a revocare in sede di autotutela la delibera di G.M. n. 79 del 22.04.2005. La decisione di Fazzari è maturata dopo che egli ha osservato nessun riscontro in merito alla lettera firmata dai consiglieri di minoranza ed inviata al sindaco qualche giorno addietro affinché rivedesse la sua decisione di mutare l'intitolazione di una piazza a Giacomo Matteotti per destinarla a Domenico Caminiti, storico locale, universalmente riconosciuto come personaggio meritevole di dare nome ad un sito locale. Si legge nella diffida, consegnata agli organi di stampa e indirizzata al sindaco di Soverato, agli assessori, al segretario generale e trasmessa per conoscenza, al Prefetto di Catanzaro: “Il sottoscritto Piero Fazzari, capogruppo consiliare di “Pedalando Volare”, richiamata la nota del 9 maggio scorso, con la quale, unitamente ad altri Consiglieri Comunali, chiedeva di revocare la delibera citata in oggetto affinché la città continuasse a ricordare l'esempio di Giacomo Matteotti, fiero oppositore della dittatura fascista; richiamato altresì il passo di detta nota in cui, comunque, chiedeva di revocare la delibera in autotutela nel caso in cui non fosse stato seguito l'iter previsto dalla legislazione vigente; avendo appreso da notizie di stampa che il Sindaco non intende recedere; rilevato: che la materia della modifica della titolazione delle vie e delle piazze è disciplinata dalla legge 17 aprile 1925 n. 473; che detta legge dispone venga preventivamente acquisita la positiva valutazione della competente soprintendenza per i beni culturali e ambientali; che dall'esame della citata delibera non è dato riscontrare l'acquisizione di detta positiva valutazione; ritenuto che per quanto detto la delibera è viziata da palese illegittimità; formalmente invita e diffida il signor Sindaco e i signori Componenti la Giunta Municipale a revocare, in sede di autotutela, la delibera di G.M. n. 79 del 22.04.2005”. In merito a quanto sta avvenendo Piero Fazzari non manca di citare un autorevole precedente in materia. Si tratta di una vicenda datata 1994 che riguardò l'amministrazione comunale di Roma. In quell'occasione la giunta dell'epoca aveva ritenuto di intitolare una via lungo il Tevere a Federico Fellini. Per farlo avrebbe dovuto rimuovere l'intitolazione della stessa a Michelangelo ma la Soprintendenza si oppose. A nulla valse in seguito il ricorso a tar e consiglio di Stato da parte dell''amministrazione Comunale di Roma. Gli organi di giustizia amministrativa infatti, confermarono la decisione della soprintendenza e Michelangelo restò il titolare del viale. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Chiare e fresche idee

Sabato 14 maggio, alle ore 17,30 presso il Teatro del Grillo di Soverato, si terrà una iniziativa pubblica promossa da Agit'Azione e organizzata da un gruppo di giovani Soveratesi. Il titolo dell'iniziativa è: CHIARE E FRESCHE IDEE i giovani di Soverato discutono della (e per la) loro città Tutti sono invitati a partecipare. ******* L'iniziativa nasce, quasi casualmente, parlando delle prospettive della città con alcuni giovani che hanno scelto di costruirci il loro progetto di vita e con altri che per motivi di studio o di lavoro si trovano attualmente lontani da Soverato. Ci siamo resi conto che poteva essere utile creare un'occasione di confronto, fra giovani, sul presente e sulle prospettive future della città. L'obiettivo è appunto quella di far maturare "idee chiare e fresche" all'interno di un dibattito libero e non ingessato da schemi precostituiti. Un dibattito che vorremmo fosse utile ai giovani che vi prenderanno parte per confrontare le loro idee e a chi vorrà ascoltarlo per raccogliere nuovi punti di vista e nuove sensibilità. Ci auguriamo che oltre alle numerose adesioni di giovani già pervenute ci sia da parte dei cittadini, delle forze politiche e di altre associazioni presenti sul territorio, la sensibilità e la disponibilità all'ascolto. Questo è il senso dell'invito allargato a tutti. Non vogliamo guardare ai giovani come ad una "categoria" a parte della società ma riteniamo che il loro contributo specifico sia fondamentale per un progetto di città la cui realizzazione li riguarda molto da vicino. Nell'invito abbiamo riportato una frase di Giorgio La Pira che riteniamo spieghi meglio delle nostre parole il senso dell'iniziativa: "... i giovani sono come le rondini, annunciano la primavera" Agit'Azione la città dei cittadini Soverato

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Il "Silenzio assordante" di Adriano Pecci

tratto da Il Quotidiano della Calabria del 10 maggio 2005 (pag. Soverato e dintorni) SUL PRG IL "SILENZIO ASSORDANTE" DEL MISTERIOSO ADRIANO PECCI Soverato - I commissari ad acta hanno approvato la variante al prg di Soverato che prevede fra le altre cose la possibilità di edificare degli alberghi nel centro cittadino. Che dirà di questo Adriano Pecci? Un interrogativo che circola da qualche giorno e che desta curiosità soprattutto in coloro che erano abituati ad ascoltare i suggerimenti a volte dai toni alla Savonarola dell'opinion leader Soveratese. Un personaggio divenuto per certi versi un cult della cittadina, merito forse di un nome de plume che oltre a suscitare curiosità si presenta in controtendenza rispetto alle abitudini tutte provinciali di dire pur di apparire. Di lui si è anche scritto molto e addirittura a lui è dedicata la copertina di un mensile che ha girato l'Italia. Ma da un po' di tempo, è il caso di dire, da Adriano Pecci viene - soprattutto ora che il prg approvato confligge coi suoi indirizzi - un assordante silenzio. Il privilegio di conoscerlo e incontrarlo a noi de "Il Quotidiano" il sedicente Adriano Peccio non lo ha mai negato. Lo abbiamo addirittura fotografato di spalle in passato e ospiti nella sua "domus", intervistato. Presto, però, come ci ha lasciato intuire, vorrà esprimere il suo estremo (ma per lui non è tale essendo suscettibile di sviluppi ed evoluzioni) punto di vista in materia di prg. Un punto di vista, in ogni caso, che non mancheremo di raccogliere unitamente in una con il turbamento e il disappunto che ad esso si accompagna. Coinvolgendo nel suo spettro anche l'atteggiamento di alcune forze politiche dell'opposizione che, a suo dire, hanno fatto poco a fronte del grave problema indugiando piuttosto in atteggiamenti astratti e inconcludenti senza alcun reale contatto con le esigenze della realtà locale. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Soverato, giù le mani da piazza Matteotti

Soverato - Non è andata giù a molti l'idea del sindaco e della giunta di rimuovere la vecchia intitolazione di Piazza Matteotti sostituendola con una nuova a Domenico Caminiti. Persona, universalmente riconosciuta, peraltro, come meritevole di dar nome a un sito locale. Ma Ernesto Crea, consigliere comunale e Pino Nucera dell'area socialista promettono battaglia. Per Crea il ricordo di Giacomo Matteotti, vittima della violenza fascista legittimamente dava titolo ad una piazza locale; la sua rimozione è del tutto ingiustificata quanto immeritata. Senza con questo nulla togliere a Domenico Caminiti, persona dotta e squisita nonché autore della prima storia documentata di Soverato dedotta dall'enorme archivio della nobile famiglia Marincola di cui il Caminiti era erede. Crea e Nucera annunciano che già si stanno raccogliendo firme per una petizione avverso l'iniziativa assunta dalla Giunta Comunale mentre è in preparazione una grande manifestazione di valenza regionale atta a difendere la vecchia toponomastica cittadina senza con questo volere escludere nuovi e disponibili spazi per l'Avvocato Caminiti. Abbiamo avvicinato Pino Nucera che in proposito ha espresso le valutazioni che seguono. "Vorrei chiarire - esordisce Nucera - che non è una disputa qualsiasi. Al contrario è una questione seria. La decisione di Mancini e colleghi di giunta non è solo un'offesa ai socialisti di Soverato, è un colpo portato alla comunità, ai principi fondanti della coscienza civile moderna cioè libertà e democrazia, incarnati dalla figura coraggiosa di Matteotti. Ed è una vile mancanza di riconoscenza verso gli antifascisti soveratesi che negli anni bui si opposero al regime e scelsero di combatterlo, non si piegarono e decisero di lottare per sconfiggerlo. Ma l'amministrazione comunale non ha il diritto di intestare una piazza a un cittadino soveratese di cui riconosce i meriti ? Ci sono strade e piazza senza nome. Si poteva quindi benissimo intervenire su una di queste. Il gesto di Mancini e colleghi calpesta ed offende la sensibilità di tutti coloro che ritengono l'antifascismo un valore insopprimibile ed attuale. Il clima tra maggioranza ed opposizione a Soverato si fa quindi sempre più pesante ? È il rapporto tra Mancini ed i cittadini che si fa più pesante. In ogni atto amministrativo, ed in genere nell'atteggiamento disinvolto del sindaco, c'è una sottovalutazione costante della necessità di tenere unito il tessuto sociale soveratese. Si creano e si fomentano divisioni. Si prendono misure contrarie alla volontà della maggioranza dei cittadini ed anche al buon senso. Mi dia qualche esempio Uno solo, altrimenti dovrei occupare una pagina intera del suo giornale. È notizia fresca che i commissari hanno completato l'analisi delle osservazioni alla variante al piano regolatore. Ci saranno comunque altri passaggi amministrativi prima che divenga effettivo. Questo piano contiene alcune misure con un potenziale distruttivo che se fosse dispiegato comprometterebbe in maniera irreversibile il recupero urbanistico della nostra città. Come si fa, per esempio, ad insistere sull'utilità di costruire un albergo di quattro piani al posto del Quarzo ? Perchè il sindaco non ha tenuto conto del punto di vista dei consiglieri di minoranza e non ha voluto accogliere nessun contributo critico esterno. Non si governa una città rifiutando sistematicamente di prendere in considerazione l'avviso di una grande parte dei concittadini. Si finisce per diventare un corpo isolato, lontano dai bisogni e dalle aspettative dell'intera collettività. Comunque il nome della piazza ormai è stato cambiato… Non è così. Posso assicurarle che piazza Matteotti riprenderà il suo nome. Impiegheremo tutte le nostre energie e organizzeremo una grande manifestazione. Contiamo di moltiplicare le iniziative affinché anche al parlamento e al consiglio regionale giunga l'eco di questo grave atto. È una questione di principio su cui non si può transigere. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Letture e personaggi cult di Soverato

Soverato - Le vacanze Pasquali sono anche una buona occasione per rilassarsi e perché no, dedicarsi alla lettura. E fra le letture dei soveratesi e non solo ce n'è una dallo stile dotto e dal periodo ricercato. Gli ingredienti giusti per fare di uno scritto un cult-book ovvero come recita il vocabolario De Mauro "un libro particolarmente apprezzato da un certo settore di critica e di pubblico". Parliamo di "Fenomeno Pecci, ovvero gli ammonitori", diventato una lettura cult anche per il fatto di essere ormai fruibile solo attraverso internet al sito www.soveratonews.com dove i contatti giornalieri sono sempre a decine e arrivano da ogni parte del mondo. Gli amanti del cult infatti, sono particolarmente attratti da materiale non facilmente alla portata di tutti. E dunque, Adriano Pecci, l'opinion makers rimasto ormai solo a opinare sulle tv locali del basso-jonio a causa degli impegni elettorali dell'altro "collega", è diventato un personaggio cult. E questo anche grazie allo scritto di Vincenzo Guarna che in chiave ironica-letteraria tratta il profilo del personaggio. Per attrarre l'attenzione del pubblico Guarna, ricorre, ad un espediente originale. Inventa la figura del sociologo Lituano, Jurgis Kaunas. Un attento studioso dei fenomeni mediatici e dei personaggi che animano i dibattiti televisivi. Kaunas scopre in un lontano territorio del sud Europa, Adriano Pecci. Ne studia il carattere e le performances televisive, lo attrae lo pseudonimo e lo stile tacitiano dei suoi interventi. Ecco cosa accade quando Adriano Pecci, o meglio, la sua voce si instaura sullo schermo di Soverato 1 tv su cui intanto scorrono immagini del panorama urbano soveratese: "Partono dunque, le immagini in video (quelle che abbiamo descritto) e Adriano Pecci non compare, non si sovrappone ad esse, è pura inapparenza. Lo scenario intanto evolve a poco a poco, pur restando uguale a se stesso per forma e stile così come variano di profilo o di contorno le figure d'un grande affresco - che intanto non muta - se volgendosi in giro, uno sguardo assorto ne esplori e percorra l'intera superficie ed estensione. È a questo punto che si insinua nel paesaggio, fatta fantasma di se stessa, ectoplasma vocale, la voce di Adriano Pecci. Vagamente suadente e per così dire condiscendente come è sempre quella di chi muove da convinzioni profonde e non già per ferire, ma piuttosto per persuadere e convincere, la voce, (gli americani direbbero "the voice") enuclea rapidamente, innanzitutto, il tema del suo materializzarsi. Ed è sempre un tema che pertiene alla fervida e incondita immaginativa con la quale, a suo giudizio, gli uomini pro-tempore delle locali istituzioni governano la città di Soverato e ne pregiudicano lo status e il divenire. Quindi, come ogni fantasma che si rispetti, essa si muove, trascorre, pencola, plana, sempre più fusa e filtrata nel paesaggio che la contiene. Lemure, o ultracorpo, o verbo, o epifonema, Adriano Pecci ormai domina la scena e ne è dominato. E qui fluttua, lì ondeggia, più avanti si inarca, poi si piega su un fianco, indi sull'altro, ma tosto si restituisce alla sua fluida posizione eretta. E, intanto, con consapevole e volontaria scelta stilistica - che, mirata alla perspicuità e alla concisione, ancora una volta richiama la prosa di Tacito - d'un tratto si protende in un'ellisse, poco oltre si avvita in un asindeto, quindi, conosciuto un fragile indugio, riparte deciso allargandosi in un'ipallage o ondulando in uno zeugma. Spiega, illustra, osserva, commenta. A volte in rapida sintesi irride, sorride, sfiora il sarcasmo. Ma subito ha uno scarto e rifatto indulgente e pacato torna a suggerire, a riprendere, ad ammonire. Può accadere anche che si soffermi un attimo su un ricordo dei suoi lontani anni di goliardia all'Università o su quello della Soverato d'altri tempi. Oppure che evochi un episodio della Bibbia o, magari, un'arrogante abitudine del fazioso costume politico dell'antica Roma. Ma non lo fa mai per sfoggio di humanitas o di cultura, bensì per fornire, via via, un realistico o dialettico esempio di misura e di prudenza ai vivaci destinatari della sua accorata epifania. Quindi, il commiato: rivolto all'emittente e siglato Adriano Pecci. L'ultima volta che l'abbiamo ascoltato, il fantasma fonico di Adriano Pecci, fatto subacqueo, si muoveva ironico in un basso fondale marino animato, sopra e intorno ad un'esile flora litorale, da pochi e piccoli pesci non d'altura tra i quali nuotava nella sua "infanzia di mostro" (come direbbe Salvatore Quasimodo avuto occhio al suo aspetto e alla sua piccolezza) un ippocampo, in arte "cavalluccio marino": il signatide - presente nei mari di tutte le latitudini tropicali e temperate del pianeta - che la indomita immaginazione delle istituzioni locali ha recentemente adottato, ad uso turistico, per emblema della città di Soverato". Insomma Adriano Pecci sbarca su internet e attira tanta curiosità e attenzione. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Forum Calabria, un nuovo punto di incontro senza frontiere

Soverato - Per volontà di Francesco Fiorentino e Frank Teti nasce il primo forum dedicato ai temi dell'emigrazione e del territorio in Calabria. A parlare dell'iniziativa il portavoce del forum Francesco Fiorentino. Come è nato questo progetto? Innanzitutto siamo partiti dal dato che l'emigrazione e la gestione del territorio in Calabria sono problemi che nel tempo la politica nostrana non ha mai voluto affrontare adeguatamente, forse perché l'emigrazione spesso rappresenta un ammortizzatore sociale che fa comodo e costringe migliaia di calabresi ad abbandonare la propria terra per trasferirsi in altre regioni o in altre nazioni per poter lavorare e contribuire alle finanze di moltissime famiglie che vedono nei genitori e in molti casi nei figli emigranti, l'unica fonte di sostentamento. Poi abbiamo pensato che esiste una incomprensibile iniquità nel predisporre i finanziamenti, accentuando le difficoltà sociali ed economiche del territorio. Questi sono due temi che il Forum per l'emigrazione ed il territorio propone. Quali saranno i temi dominanti del forum? Le domande semplici che noi ci poniamo sono: non c'è possibilità di lavoro nella nostra regione? Allora, perché le nostre aziende non riescono a trovare manodopera? i territori vengono valorizzati per le proprie risorse ? Quali sono i criteri che definiscono i finanziamenti sul territorio? L'agricoltura, la ristorazione, le imprese edili, le aziende di produzione artigianali, sono nell'imbarazzo più totale nell'attingere forza lavoro qualificata, tanto che riducono le loro iniziative aziendali e fanno soffrire gli indotti che ruotano intorno a loro, come la pubblicità, l'ammodernamento e gli acquisti di beni strumentali. Questo paradosso così evidente, dovrebbe far riflettere chi in politica vuole costruire ponti faraonici invece di promuovere strumenti idonei alla valorizzazione delle risorse esistenti. Cosa punterà a smuovere il dibattito da voi proposto? Con l'avvento della moneta unica tutti i paesi europei si preoccupano di come si determineranno i flussi migratori e le conseguenze economiche che determineranno. Riteniamo fondamentale studiare e valutare gli sviluppi socio-economici per razionalizzare i valori, in termini di ricchezza culturale ed economica che un fenomeno così imprevedibile e non facilmente quantificabile può produrre. Oggi,da notizia certe, sappiamo che moltissimi nostri conterranei dopo un periodo più o meno lungo di emigrazione hanno deciso di rientrare e trovano difficoltà nel reintegrarsi nel sistema socio-produttivo Calabrese. Quali sono le difficoltà che affrontano gli emigranti calabresi che decidono di ritornare? Le preoccupazioni sorgono per la scarsità di punti di riferimento qualificati, dove informarsi sulle leggi esistenti, atte ad agevolare le fasi di rientro. Esistono agevolazioni per il loro rientro? Uno dei segnali arriva dalla vicina Svizzera, dove la nuova politica sull'emigrazione mira ad un dolce rimpatrio dei nostri connazionali attraverso una recente legge approvata a Berna che riguarda il congelamento di una parte d'accantonamenti in busta paga, previsti per l'integrazione alla pensione. Sarà un motivo in più per decidere di rientrare e già molti lo stanno facendo. Si prevede un rientro di molti nostri connazionali? Da segnalazioni avute da parte di cittadini direttamente o indirettamente coinvolti, in moltissimi Comuni dovrebbero far rientro interi nuclei familiari. Segnalazioni certamente da approfondire ma verosimili, ecco perché crediamo che la politica calabrese si debba attrezzare di un Osservatorio Regionale in stretta collaborazione con le Università e le associazioni tematiche per intercettare le reali problematiche e individuare i percorsi di studio di questo fenomeno che se non verrà interpretato nella giusta maniera, creerà ulteriori disagi ad un popolo Calabrese che ha già sofferto l'emigrazione e rischia di soffrire anche nel reintegro socio-economico nel proprio Paese degli emigranti. Invito gli interessati a questi temi ad inviare una e-mail all'indirizzo forumcalabria@libero.it per raccogliere ed elaborare idee e soluzioni al fine di valorizzare queste tematiche sempre attuali. Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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