Nel centrosinistra si fa a gara per la candidatura a consigliere

Soverato - Se la corsa alla candidatura a sindaco nel centrosinistra si è chiusa con la vittoria alle primarie di Claudio Rombolà, i prossimi passi che attendono la formazione politica dell' "Unione Progetto per Soverato" sono quelli che riguardano la scelta di coloro che scenderanno in campo per tentare di essere eletti rappresentanti dei cittadini soveratesi nel civico consesso. I criteri di selezione dei candidati a consigliere sono stati affidati all'assemblea composta dai cittadini che fanno parte delle organizzazioni politiche aderenti all' 'Unione progetto per Soverato', come è stato del resto ribadito nell'ultima riunione del centrosinistra soveratese. Gli aspiranti, stando ai boatos, sono diversi. Facciamo i nomi? È stato scritto che un "giornalista in America si sente come una zanzara in un campo di nudisti: la scelta è tanto abbondante che non sa da dove cominciare". A Soverato nel centrosinistra, si prova la stessa sensazione dell'insetto, con una sottile differenza: i soggetti da pungere sono più o meno noti nell'agone politico. Si tratta di esponenti politici di navigata esperienza e giovani con alle spalle risorse e qualità da valorizzare, nonché di amministratori che in passate giunte hanno assunto ruoli di primo piano. Ecco perché il compito dell'assemblea non sarà dei più facili. È giusto rilevare che il metodo assembleare di selezione delle candidature ha destato qualche perplessità in alcuni. Ci riferiamo a Pietro Melia, portavoce dell'Unità socialista, il quale non ha mancato di esortare l'assemblea dell' 'Unione Progetto per Soverato' a dare un maggiore spazio alle indicazioni dei partiti. Una proposta che non ha avuto seguito, in quanto le regole già concordate da parte delle organizzazioni politiche che hanno portato alle primarie, non hanno previsto questo metodo. Non è mancato chi ha lanciato l'idea (Domenico Tirinato) di adottare un metodo di selezione più avanzato dal punto di vista della partecipazione democratica di quella assembleare, ovvero la partecipazione diretta dei cittadini alla selezione dei candidati a consigliere, attraverso le primarie, così come si è fatto per l'indicazione del candidato a sindaco. Vero è, che la decisione di utilizzare questo o quel metodo, produrrà delle differenze sostanziali nella composizione della lista. Ragion per cui, si confermano quelle voci di corridoio che parlano di divergenze nella coalizione del centrosinistra, dovute più alla circostanza che le aspirazioni personali ad essere candidati da parte di alcuni non troverebbero seguito, che ad altri motivi. In sostanza a Soverato è partita la corsa per essere candidati dell' 'Unione Progetto per Soverato'. Una circostanza che non dovrebbe far dormire sonni tranquilli agli avversari del centrodestra.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Servizio di urologia a Soverato, l'appello di Ernesto Crea

L'APPELLO DI CREA PER L'ISTITUZIONE DI UN SERVIZIO DI UROLOGIASoverato - È necessario istituire un servizio di urologia al più presto in Soverato. È questo l'appello che attraverso una nota stampa il consigliere comunale Ernesto Crea del Nuovo Psi indirizza al nuovo direttore generale dell'Asl 7. "Un tempo - spiega l'esponente politico - la Saub di Soverato offriva un servizio ambulatoriale di urologia affidata ad un ottimo professionista che con grande responsabilità espletava la sua attività nei confronti di una vasta utenza del basso jonio. Ora - aggiunge - le prestazioni sono state soppresse". Questa assenza del servizio specialistico in questione, secondo Crea, genera non pochi problemi ai pazienti, perlopiù anziani considerato il tipo di patologie, costretti ad emigrare verso Catanzaro per controlli di prevenzione o per curarsi. Si tratta di un problema sollevato peraltro durante un consiglio comunale e che dice Crea "con l'avallo dei consiglieri il sindaco Raffaele Mancini si era impegnato ad affrontare". Le cose però, nonostante, il tempo trascorra, sembrano non essere destinate a cambiare. E quel servizio che veniva reso presso la Saub continua ormai a latitare. Tanto più, osserva Crea, occorre ricreare, al meglio le condizioni precedenti. E questo può essere fatto attivando un reparto ad hoc presso il nosocomio cittadino. E Crea si chiede a che punto siano le buone intenzioni professate dal primo cittadino per fronteggiare il problema e di cui pare si sia persa ogni traccia.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Satriano, presentato giornale locale

Satriano - Presentato nei giorni scorsi “La Quercia” il nuovo giornale locale, promosso dalla sezione dei Democratici di sinistra di Satriano. L'iniziativa si è tenuta presso un noto locale in Marina e sono intervenuti fra gli altri l'On.le Pino Soriero, responsabile nazionale dei Democratici di Sinistra e Michele Drosi, segretario dell'unità di base locale. Quest'ultimo ha sottolineato il ruolo che il giornale ha intenzione di svolgere all'interno della comunità satrianese che è quello di incoraggiare i cittadini a partecipare alla vita politica e coinvolgerli nelle problematiche che riguardano la collettività per trovare insieme una risoluzione. “Il giornale rappresenta uno strumento molto importante per la nostra comunità. Una comunità – ha sottolineato l'esponente politico – che sta attraversando una fase difficile ed opaca, nonostante le tante energie positive e le tante risorse culturali e ambientali di cui dispone.” . Pino Soriero si è complimentato per l'iniziativa che, a suo giudizio, testimonia la crescita politica e sociale avviata,in grande stile e con grande impegno dalla sezione dei DS di Satriano. Il comitato di redazione de “La Quercia” come si apprende da una nota stampa è composto da Caterina Basile, Alessandro Catalano, Vincenzo Codispoti, Teresa Ferraro e Paola Ottaviano.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Il delitto d'aggiotaggio

Innanzi ad un mercato azionario che coinvolge sempre più italiani ritengo sia opportuno analizzare gli strumenti che il nostro legislatore ha predisposto per prevenire alcune ipotesi delittuose configurabili come l'aggiotaggio. E questo soprattutto perché il reato di aggiotaggio presente nel nostro Codice Penale fin dalla sua promulgazione ha trovato sempre difficile applicazione stante il carattere macroscopico del dolo che la norma prefigura. Alla luce anche delle vicende che attualmente stanno investendo il mondo finanziario italiano può apparire attuale il contenuto di uno studio condotto in passato dal sottoscritto e che di seguito si riporta.Recita l'Art. 501 del C.P. RIALZO E RIBASSO FRAUDOLENTO DI PREZZI SUL PUBBLICO MERCATO O NELLE BORSE DI COMMERCIO.- Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili sul pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da uno a cinquanta milioni51di lire. Se l'aumento o la diminuzione del prezzo delle merci o dei valori si verifica, le pene sono aumentate. Le pene sono raddoppiate: 1°) Se il fatto è commesso dal cittadino per favorire interesse stranieri; 2°) Se dal fatto deriva un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli di Stato ovvero il rincaro di merci di comune e largo consumo. Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche se il fatto è commesso all'estero in danno della valuta nazionale o di titoli pubblici italiani. La condanna importa interdizione dai pubblici uffici Anche questo articolo, come altri presenti nel libro II titolo VIII del C.P. "Dei Delitti contro l'Economia Pubblica", presenta, nella fattispecie incriminatrice, il connotato di "gigantismo" che ne rende estremamente difficile l'applicazione. Quest'ultimo, in particolare, si connette con il "dolo". Che si palesa chiaramente come "dolo specifico" posto che l'azione criminosa voluta e/o intrapresa dall'agente (pubblicazione o, comunque, diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, ovvero ricorso ad altri artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato) deve avere il "fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci". Un "dolo specifico", dunque, che, come tale, necessariamente deve essere ricercato e accertato in sede giudiziaria. Il che non è, né appare, certamente, facile. Anche perché chi, nella realtà, ponga in essere la condotta criminosa di che trattasi lo fa soprattutto (se non esclusivamente) per servire e perseguire un suo interesse privato e non già per il fine astratto di recare turbativa alla quotazione dei valori e delle merci, ossia all'economia nazionale. Proprio sulla base di queste considerazione e, contestualmente, per prospettare una concreta operatività della norma, qualcuno, in sede interpretativa, ha suggerito/valutato che il fine di recare turbamento al mercato sia compreso nella condotta fraudolenta e truffaldina dell'agente nonché nella consapevolezza e volontà da cui essa non può non discendere; e che esso non esiga pertanto ulteriori accertamenti. Altri Autori, invece, muovendo dalla medesima volontà di rendere praticabile la norma, ma ritenendo, più correttamente, non potersi, stante il suo dettato, rimuovere, per via interpretativa, la necessità dell'accertamento, nell'agente, del fine di turbare il mercato interno dei valori e delle merci, ossia il "dolo specifico", né altrimenti e in sostanza assumere l'equivalenza di questo con il "dolo generico", arrivano a suggerire una riscrittura della fattispecie incriminatrice di che trattasi in cui chiaramente il primo risulti assolto e assorbito nel secondo Infine, ad abundatiam, il Fornasari dopo aver fatto riferimento alla legge 17 Maggio 1991, n. 157 sulla disciplina penale dell'INSIDER TRADING e delle frodi mobiliari e, più precisamente all'art. 556 di detta legge il quale comprende nei primi tre commi tre distinte ipotesi di pratiche fraudolente e manipolatrici del mercato mobiliare (che, sono assimilabili "al genus dell'aggiotaggio") osserva che, ivi, il legislatore significativamente ha previsto il dolo specifico (lo stesso dell'aggiotaggio comune) sia nel secondo che nel terzo comma mentre non lo ha previsto nell'ipotesi base del primo comma. A suo giudizio, questa circostanza, che non lascia spazio a distinte interpretazioni, porta - "anche alla luce del fatto che l'art. 5, 1° comma, a parte il silenzio sul dolo specifico, ricalca esattamente, diminuendo la pena inflitta, la fattispecie dell'art. 501 c.p. " - ad una sola conclusione, quella, cioè, da cui discende la definitiva conferma che "il fine di turbamento del mercato interno delle merci o dei valori non può essere legittimamente estromesso dal novero degli elementi di fattispecie dell'art. 501, visto che il legislatore del 1991 ha consapevolmente optato per una distinzione tra ipotesi a dolo generico e a dolo specifico ed ha cancellato la previsione di questo, con rilevanti conseguenze sul piano del trattamento sanzionatorio, laddove ha voluto prescinderne". A dire il vero, l'argomento utilizzato dal Fornasari a sostegno della sua interpretazione in ordine all'ineludibile presenza nella previsione di fattispecie dell'art. 501, del "dolo specifico" - interpretazione che, peraltro, sentiamo di condividere in pieno - ci appare, absit iniuria verbis, piuttosto debole e opinabile. Anche perché sarebbe agevole pervenire a conclusioni opposte alle sue utilizzando gli stessi argomenti ma richiamandosi, il luogo che alla legge n. 157 del 17 maggio 1991 al 1° coma dell'art. 501 bis del c.p. in cui il legislatore del 1976 (tutto sommato coevo a quello del 1991), rappresentando una condotta criminosa decisamente simile a quella prevista nella fattispecie del precedente art. 501, non la connette al dolo specifico ma chiaramente la situa nell'ambito del dolo generico. Dei restanti nodi interpretativi che la norma in esame presenta - tutti, del resto, concorrenti col primo del quale abbiamo sin qui discusso - uno riguarda la configurazione del reato. Per la giurisprudenza, - ristretta, peraltro, all'esiguo numero dei casi esaminati - si tratta di un reato di "pericolo". Concorda con questo indirizzo il Manzini che però preferisce qualificare il pericolo come "presunto". "Si tratta di pericolo presunto dalla legge, come risulta dal testo dell'art. 501, perché non si richiede la prova che un pericolo effettivo sia corso o sia stato corso, in quanto l'art. 501 fa consistere la pericolosità del fatto per l'economia nazionale nell'uso di mezzi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato". Altri Autori, invece, come il Pedrazzi, il Polvani, la Bertolino, il Fiandaca-Musco, il Fornasari ritengono non doversi valutare, nel caso, la concretezza del pericolo e, per questo, hanno elaborato il concetto di pericolo "astratto"66 bis. Per essi dunque, la condotta criminosa non deve contenere in sé, se non in astratto, l'attitudine a causare l'evento; è sufficiente, insomma, che essa sia tipicamente orientata a produrre un rialzo o un ribasso dei prezzi. Se così non fosse, d'altronde, se fosse, cioè, necessario accertare in concreto la sua pericolosità, la novità legislativa di cui l'art. 501 è portatore per il fatto che la sua formulazione non adegua l'usato disegno dei resti di danno, perderebbe la ragion d'essere. Senza contare che, in conseguenza, verrebbe meno ogni reale possibilità di perseguire i reati di aggiotaggio. Difforme è, per contro, l'interpretazione che della natura del pericolo, nella norma di che trattasi, danno il Conti, l'Azzali, il La Cute ed il Mazzacuva. Per questi autori esso sussiste soltanto quando si a "concreto", quando, cioè, la condotta criminosa abbia effettivamente in sé la capacità di produrre il danno. Per il Mazzacuva, inoltre, è solo assumendo la sua concretezza che si rispetta il principio costituzionale della necessaria lesività delle fattispecie penali. Non è mancato, infine, chi, in materia, ha tentato una terza via ipotizzando il pericolo concreto generico. Un altro nodo che l'interpretazione della norma in esame rappresenta è costituito dal cosiddetto "tentativo" che, per alcuni Autori, "trattandosi di delitto a consumazione anticipata … non è ammissibile", mentre, per altri qualche volta può esserlo. E questo accade quando la dinamica del delitto in questione si presenta scomponibile, ad esempio, in due fasi successive una delle quali può coincidere, appunto, con il tentativo e l'altra con la consumazione vera e propria. Non esistono, invece, sostanziali contrapposizioni nella dottrina, e tra quest'ultima e la corrispondente giurisprudenza, per quanto riguarda, ad esempio, l'individuazione dell'oggetto giuridico (del quale abbiamo implicitamente parlato nelle precedenti pagine trattando del "dolo") che la norma tutela. Si tratta, in questo caso, dell'economia nazionale ossia dell'interesse pubblico o collettivo che con questa coincide e cui il rialzo ed il ribasso, artificialmente creato, dei prezzi delle merci e dei valori recherebbe sicuro nocumento. La giurisprudenza contigua (ci riferiamo, segnatamente, alla sentenza della Corte Costituzionale 20 maggio 1976) ha espresso analogo orientamento sostenendo che la norma ha lo scopo di evitare il possibile pregiudizio, mediante una determinazione fraudolenta dei prezzi delle quotazioni, dell'interesse economico legato alla circolazione ed allo scambio delle merci e dei valori. Per la Corte Costituzionale, l'art. 501 ha uno specifico referente "nell'art. 47 Cost. nelle parti in cui si pongono tra i fini della Repubblica l'incoraggiamento e la tutela del risparmio, la disciplina, il coordinamento ed il controllo dell'esercizio del credito, il favore per il diretto ed indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese". Si tratta di un doppio riconoscimento. Il primo riguarda l'interesse collettivo, (dunque l'economia nazionale) e la sua prevalenza sugli interessi dei singoli operatori economici; per il secondo la corretta determinazione delle quotazioni di mercato deriva oltre che dal concorso e dalla competizione, tra di loro, delle forze economiche (secondo lo schema liberista), anche dai legittimi interventi che lo Stato adotta a tutela dei prezzi ricadenti sotto il suo controllo. Ancora: non esistono sostanziali difformità di vedute, in dottrina, per quanto riguarda - a parte il "dolo" dell'agente - la percezione della condotta incriminata o l'individuazione dell'oggetto materiale del reato o la definizione dell'evento. Né per quanto riguarda il significato da annettere e il campo di azione e/o interazione da attribuite al verbo "pubblica" o al successivo verbo "divulga", nonché agli aggettivi "falso", "esagerato", "tendenzioso" e alla locuzione "altri artifici". Semmai si nota qualche differenza di valutazione tra giurisprudenza e dottrina nella valutazione di alcuni casi particolari.. Come quando, ad es. la prima ritiene che la semplice comunicazione di notizie false ad una o più persone determinate non integri gli estremi del reato; mentre, al contrario, per le seconde quegli estremi possono sussistere e la comunicazione può assumere valenza di "artificio" se essa si dimostra capace di suscitare, nel prosieguo, la propagazione della notizia di cui è portatrice. Del pari, la giurisprudenza ritiene/ha ritenuto che un mezzo in sé lecito non possa essere considerato un "artificio" risalendo alle intenzioni fraudolente dell'agente che lo adopera. Può assumere il carattere di "artificio" solo se e quando si componga di elementi oggettivamente ed intrinsecamente illeciti. Sicché non sono state considerate come artifici operazioni di borsa in sé lecite ma poste in essere a seguito di informazioni illecitamente ottenute dall'agente. È stata in altra occasione - e sempre dalla giurisprudenza, - considerata artificio anche una espressione di pensiero quale è una "critica": ma solo perché composta di elementi e dati falsi o subdolamente utilizzati. Diversamente, per la dottrina, l'attenzione non deve essere rivolta al mezzo in quanto tale, ma, piuttosto, alla sua idoneità a produrre il rialzo o ribasso dei prezzi verso cui fraudolentemente è indirizzato l'agente. Talché quest'ultimo può commettere il delitto di che trattasi anche adoperando mezzi non illeciti. E, sempre per la dottrina - in linea, nel caso, con l'indirizzo espresso in proposito dal guardasigilli nella sua relazione preparatoria - la locuzione "mercato interno" compresa nel dettato della norma porta che quest'ultimo vada nettamente distinto dal mercato straniero e dal mercato meramente locale. Se ne deduce che il delitto di aggiotaggio non si configura quando la condotta criminosa dell'agente, ancorché possa comprendere in sé tutti gli altri estremi previsti per essa dalla norma, - si eserciti esclusivamente in ambito ristretto e locale . Da ultimo, le circostanze aggravanti. La norma ne prevede tre. La prima consiste nell'effettiva verificazione dell'aumento o diminuzione del prezzo delle merci e dei valori. La seconda prevede che l'agente commettendo il reato, si prefigga lo scopo di favorire interessi stranieri. La terza interviene quando la condotta criminosa di quest'ultimo provochi un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli di Stato ovvero il rincaro di merci di comune e largo consumo. La prima, dunque, che è il portato dell'effettiva idoneità del delitto a produrre, in concreto, gli effetti verso cui è indirizzato, ha carattere oggettivo. È circostanza aggravante perché la consumazione del delitto stesso coincide, già prima, con il pericolo, ad esso intrinseco, della sua verificazione. La seconda ha carattere soggettivo perché attribuisce la commissione del reato ad un "cittadino". La terza circostanza, come la prima, ha carattere oggettivo. Si tratta, infine, di circostanze aggravanti tra le quali potrà esservi concorso fatta eccezione della prima con la terza rimanendo, in questo caso, l'una necessariamente assorbita dall'altra. Mette conto rilevare, in epilogo, che il delitto in questione è stato escluso dai benefici previsti dal decreto di amnistia18 dicembre 1981, n. 774 per la particolare rilevanza del bene giuridico tutelato dall'articolo.Fabio Guarna

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Ulderico Nisticò su Rai 2

Appuntamento mattutino su RAI 2, domenica prossima alle 8,30 con lo storico Ulderico Nisticò ospite della trasmissione “Mattina in famiglia”. Nisticò parlerà di classi miste e ci ha anticipato la sua tesi secondo la quale, nel mondo della scuola, sono le donne in genere a prevalere sui coetanei maschietti dal punto del rendimento scolastico e più in genere in vari settori della vita. Questo vantaggio viene colmato negli anni successivi alla maturità, a giudizio dello storico soveratese, quando gli studenti (ormai ex) fanno ingresso nel mondo del lavoro.Fabio Guarna

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Soverato: verso le comunali. Intervista ad Ernesto Crea

Verso le comunali. A colloquio con il consigliere comunale Ernesto Crea, in forza al nuovo gruppo Federazione socialista al lavoro «Abbiamo avviato il dialogo sulle priorità amministrative in città»Il centrosinistra ingrana la marcia e si prepara agli appuntamenti del 2006. L'"Unione Progetto per Soverato" si compone di varie anime, fra cui quella riformista. A tal proposito abbiamo incontrato il consigliere comunale Ernesto Crea, in forza al gruppo appena costituito della "Federazione socialista che fa riferimento a livello regionale a Sandro Principe.«Intanto la Federazione socialista a cui faccio riferimento ­ precisa Crea ­ nasce come esigenza politica dopo il fallito tentativo dell'Unità socialista in quanto Boselli ha scelto la "rosa nel pugno"».Quali linee di indirizzo stanno caratterizzando quest'area a Soverato?«Innanzitutto abbiamo sostenuto alle primarie Claudio Rombolà, non perché le altre candidature non fossero sufficientemente rappresentative ma semplicemente perché abbiamo condiviso un percorso politico in "Progetto Comune" tale per cui la scelta oltre che opportuna è stata obbligata. Va da sé che il programma presentato da Claudio Rombolà con le priorità e i metodi individuati per il raggiungimento degli obiettivi indicati è sintesi delle diverse componenti fra le quali quella riformista».Come intende muoversi l'area riformista a cui lei fa riferimento?«La "Federazione regionale socialista" anche qui a Soverato intende favorire il processo di unificazione dell'area di sinistra per rendere ancora più incisivo l'impegno politico della componente riformista nella risoluzione dei problemi del paese. E questo partendo naturalmente dalla nostra regione. In città non sarà un compito facile ma certamente i nostri sforzi saranno orientati ad offrire ai cittadini un programma che loro stessi avranno contribuito a stilare».Per questo processo che mi sembra di capire aperto a tutta la sinistra soveratese, in maniera particolare quella riformista, si prevedono tempi lunghi?«Noi siamo già partiti con l'intento di dialogare in positivo con tutte le componenti della sinistra. La strada è già stata tracciata, le primarie sono una testimonianza di questa unità d'intenti, il resto sarà affidato agli incontri che da qui ad aprile dovranno mettere sul tappeto i vari nodi politici, ma sarà certamente un confronto sereno sulle priorità amministrative di Soverato».Quali sono queste priorità?«Intanto fornire la cittadina jonica di uno strumento urbanistico adeguato alle prospettive e alla sua storia che sia approvati dai rappresentanti del popolo, ovvero i consiglieri comunali. Un Prg che non stravolga il territorio e cerchi di sanare le situazioni irregolari tenendo conto dei reali bisogni dei cittadini senza false promesse e vane illusioni. è veramente singolare che il sindaco si rivolga alle giovani coppie, ergendosi a loro paladino, nel difendere una proposta di variante bocciata dalla Cur che non prevedeva assolutamente nulla di nuovo per Turrati. Né, tantomento in quella proposta urbanistica, è utile sottolineare, erano specificate le zone da adibire ad appartamenti per giovani coppie. Altre priorità sono: l'ordine pubblico, il ripristino dell'assistenza domiciliare agli anziani e una maggiore attenzione verso le problematiche giovanili, attraverso la creazione di centri d'aggregazione presso strutture comunali. Infine una maggiore sinergia con il mondo della scuola e della cultura».Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Soverato. La tabella di marcia dell'Unione

Soverato - Il primo incontro del 2006 de “L'Unione Progetto per Soverato” si è tenuto nella sede dei Democratici di sinistra di Soverato, sabato scorso. È stata, in buona sostanza, una riunione operativa organizzata dopo le primarie del 18 dicembre per discutere delle prime azioni da intraprendere finalizzate alla stesura definitiva del programma elettorale e per la messa in campo di una squadra pronta ad affrontare le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. Ha introdotto i lavori il segreterio locale dei D.s. Mimmo Loiero che ha lasciato la parola al candidato a sindaco Claudio Rombolà, accolto da un applauso. Quest'ultimo innanzi ad una affollata assemblea ha sottolineato il successo di partecipazione delle primarie interpretandolo positivamente come segno della volontà dei cittadini di essere presenti alle scelte politiche. Quindi ha ricordato le regole operative che “L'Unione Progetto per Soverato” si è data ed ha elencato i primi atti da compiere. Innanzitutto, secondo Rombolà, entro febbraio sarebbe opportuno procedere al completamento del programma da sottoporre agli elettori. Un programma che dovrà tenere nel debito conto le priorità indicate dai cittadini con il voto delle primarie. Quanto alla individuazione dei nominativi che faranno parte della lista, per il candidato a sindaco de “L'Unione Progetto per Soverato”, è opportuno arrivare ad esse molto prima delle scadenze previste dalla legge, così da poter dare un segnale alla comunità soveratese di svolta e di cambiamento. Sulle modalità di individuazione delle candidature a consigliere si sono registrate diverse voci. Pietro Melia, dopo avere portato il saluto in qualità di portavoce de “L'unità Socialista” all'assemblea, si è dichiarato scettico su eventuali procedure di selezione dei candidati a consigliere attraverso l'assemblearismo, rivendicando pari dignità di ciascun partito della coalizione de “L'Unione progetto per Soverato” nella composizione della lista. A Melia ha subito ribattuto Rocco Paparazzo di Rifondazione Comunista che ha ricordato le regole già stabilite secondo le quali sarà l'assemblea a decidere i candidati. Di queste si è fatto garante Mimmo Loiero evidenziando come i dettami che hanno portato alla nascita dell'”Unione Progetto per Soverato” sono stati condivisi da tutti e pertanto non ha più alcun senso discutere nuovamente. Sarà dunque l'assemblea a decidere i componenti della lista e non i partiti, come nel suo intervento ha rimarcato Tommaso Lupo. “Non mi appartiene – ha detto Lupo – e non appartiene alla politica stare insieme solo per vincere, dimenticando che l'obiettivo primario è quello di impegnarsi per amministrare bene la città. Chi ha pensato che – ha concluso – bisogna sommarsi per vincere non ha interpretato nel modo giusto lo spirito che anima “L'Unione Progetto per Soverato”. Applausi per Franco Caruso, candidato alle primarie, quando ha dichiarato che “è dovere di tutti adoperarsi per trovare la soluzione migliore ad ogni questione legata all'obiettivo di amministrare al meglio la città. Ed è altrettanto dovere di tutti noi – ha concluso - rispettare la volontà della maggioranza anche quando questa non dovesse coincidere con la nostra”. Infine, si sono registrati altri interventi, fra questi Gaetano Mocciaro, Francesco Vaccaro e Mariella Alecci. Ha introdotto una novità nel dibattito Mimmo Tirinato il quale, dopo avere evidenziato il grande successo ottenuto da Claudio Rombolà alle primarie che lo hanno legittimato leader de “L'Unione”, ha proposto di procedere allo stesso modo per la selezione delle candidature a consigliere. “Perché affidarsi ad un'assemblea - ha concluso Tirinato – ridimensionando di fatto quella che è stata la grande partecipazione popolare delle primarie? “Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Soverato 2006: il centrosinistra sotto il segno di Rombolà

Soverato - Politica soveratese in primo piano per il 2006. L'appuntamento con le urne si avvicina di giorno in giorno e gli schieramenti cominciano a incrementare il numero degli incontri per definire le candidature. Le migliaia di firme d'adesione al progetto dell'Unione dopo le primarie che hanno decretato la leadership di Claudio Rombolà sono diventate il punto di maggior riflessione e analisi. Sono stati 1400 i votanti ovvero circa il 25% dell'elettorato attivo soveratese. Si tratta di un dato che, se confrontato con quello delle primarie nazionali pari a circa il 10% d'affluenza alle urne (risultato commentato molto positivamente dal vincitore Romano Prodi e da tutta la coalizione) rappresenta un vero e proprio successo. Partendo da queste valutazioni diventate motivo di entusiasmo e fiducia ad affrontare l'appuntamento per il rinnovo del consiglio comunale il centrosinistra, trovato il suo leader, sta cominciando ad adoperarsi per la messa in campo di una squadra pronta a scendere in campo. Una formazione che terrà conto delle diverse componenti politiche che si ritrovano nell'Unione a cominciare da quella fortemente legata alla figura del candidato a Sindaco. Rombolà infatti fa riferimento a Progetto Calabrie, la lista dei Professori che alle regionali ha confermato Gianni Calabretta come il candidato più votato in città, in una sfida che ha visto quest'ultimo superare il sindaco in carica Raffaele Mancini in campo per Alleanza Nazionale. Claudio Rombolà gode inoltre dell'appoggio di Progetto comune che conta al suo interno la presenza di diversi amministratori di Pedalando volare insieme ad una vivace e consistente anima riformista e marxista. A questa forte base di consenso che ha assicurato al candidato a Sindaco dell'Unione più del 50% alle primarie si aggiunge il congenito sostegno dei partiti tradizionali dell'Unione. Insomma, quanto basta per far riflettere il centrodestra che ancora non ha dichiarato ufficialmente il nome del suo candidato, anche se si dà abbastanza per scontato quello di Raffaele Mancini.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Ospedale di Chiaravalle, dopo i fondi è l'ora del plauso

Riconversione del San Biagio. Unanime compiacimento per i finanziamenti destinati al nosocomio Pino Soriero: "Una dura battaglia vinta da tutte le parti politiche"Chiaravalle - Scendere in piazza, manifestare, raccogliere le masse per una battaglia può servire. Lo sanno bene, i protagonisti di quel 6 novembre, che in corteo sfilarono per l'Ospedale S.Biagio di Chiaravalle. Fra questi, Pino Soriero, già sottosegretario del governo Prodi che sfilò insieme ai sindaci, agli operatori sanitari e ai cittadini del comprensorio del basso jonio a difesa del nosocomio chiaravallese. Erano stati richiesti interventi urgenti per la riconversione ed oggi la bella notizia viene commentata così dall'esponente politico diessino. "Esprimo viva soddisfazione - dice- per lo stanziamento di nove milioni di euro che arriva dopo una dura battaglia che ha impegnato le forze del centrosinistra insieme a tanti cittadini". Soriero non manca con vero fair-play di riconoscere anche la sensibilità e l'attenzione manifestate dal centrodestra per la risoluzione del problema. Una questione che non ha naturalmente alcun colore politico ma mira a garantire la migliore tutela per la salute dei cittadini. Secondo Soriero, che non manca di sottolineare come la notizia del finanziamento di 9 milioni di euro cada proprio nel giorno in cui in Calabria non si paga più il ticket sanitario così come voluto dalla giunta Loiero, gli interventi che seguiranno dopo lo stanziamento a Chiaravalle rappresentano una traccia da seguire per il futuro in materia di politiche sanitarie. Una sanità - continua Soriero - che sappia coniugare i bisogni dell'utenza valorizzando le risorse disponibili, creando centri di riferimento senza disperdere energie in sterili polemiche che non giovano ad un'azione sinergica fra strutture territoriali. Insomma un esempio da seguire e per il quale dichiara Soriero "dobbiamo molto a Vincenzo Mungari, senatore e presidente dell'Inail, il quale ha immediatamente compreso l'importanza e l'urgenza di quanto si andava chiedendo, e che mi sento di dovere pubblicamente ringraziare". Naturalmente a giovarsi dei servizi del nuovo S.Biagio, non sarà solo l'utenza del Chiaravallese. In questo senso anche Cosimo Femia, sindaco di Davoli e consigliere provinciale D.s., non ha mancato di plaudire all'evento rimarcando come la riconversione del S.Biagio a nuove funzioni potrà essere fruita non solo dai paesi che strettamente fanno capo a Chiaravalle, ma anche da quelli che, come Davoli, avranno a disposizione il più vicino possibile al loro territorio una struttura di cui si avverte il bisogno. Naturalmente, conclude Femia, quando ci si mobilita si ottengono risultati. E in questo senso, si vede concretizzato quanto rivendicato dai sindaci delle pre-serre e dalle popolazioni da quelli amministrati.Fabio Guarna (Fonte: il Qu otidiano della Calabria)

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Satriano, consiglio comunale: Suppa surroga Matozzo

Satriano - I punti all'ordine del giorno del consiglio comunale che si è tenuto a Satriano erano quattro. Fra questi la surroga del consigliere ed assessore Teodoro Matozzo, recentemente deceduto. È stato quindi per i consiglieri un civico consesso vissuto con tristezza e nel ricordo del collega scomparso. Per Matozzo, in avvio di seduta, hanno speso parole di elogio, ricordandolo come uomo, professionista e politico che molto ha contribuito al miglioramento della collettività satrianese, Pino Basile, Francesco Battaglia, Annibale Mellace e il primo cittadino Domenico Battaglia. A surrogare il consigliere sarà Raffaele Suppa, presente fra il pubblico e primo dei non eletti della lista vincitrice delle elezioni, a cui apparteneva Matozzo. Si è deciso che Suppa assumerà lo status di consigliere dal prossimo consiglio comunale. Dopo la rituale approvazione del verbale brogliaccio e dei verbali delibere del 4 luglio 2005, il consiglio ha discusso sui criteri generali per la monetizzazione delle aree e standard e delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria ai sensi dell'art. 178 del regolamento edilizio. Il dibattito ha registrato la proposta della maggioranza e ha espresso le obiezioni dei consiglieri di minoranza. Secondo Basile e Riverso i criteri proposti dalla maggioranza avrebbero meritato un maggiore approfondimento in merito ad alcuni aspetti soprattutto di natura interpretativa. E se Basile ha puntato il dito su alcune contraddizioni di quanto stava per essere deliberato, Riverso ha chiesto di poter trattare l'argomento con la presenza di un tecnico che potesse fornire delucidazioni. A nulla sono valse, le obiezioni. Il sindaco dopo avere spiegato che sull'argomento gli uffici comunali sono sempre a disposizione per fornire chiarimenti e che questi ultimi avrebbero potuto essere richiesti prima dello svolgimento dell'assise da parte della minoranza, ha illustrato la proposta indicando i vantaggi che a suo giudizio, soprattutto in termini di trasparenza, essa offre. Il punto è passato a maggioranza, contrari Basile, Riverso e Viscomi. All'unanimità, invece, l'ultimo punto all'ordine del giorno ovvero "esame ed approvazione bozza di convenzione per la disciplina dei rapporti tra amministrazione e l'associazione di volontariato Edelweiss per attività integrative di interessi o per interventi di emergenza legati ad avvenimenti eccezionali e/o imprevedibili. Autorizzazione al presidente p.t. della comunità versante Jonico, alla sottoscrizione per conto dell'amministrazione". Assenti Luciano Battaglia, Barbara Arona, Rossella Betrò e Antonella Bevacqua. Quest'ultima ha inviato una comunicazione, letta dal primo cittadino, nella quale ha lamentato la mancata convocazione dei capigruppo per decidere la data del consiglio comunale e ha giustificato la sua assenza per improrogabili impegni assunti.Fabio Guarna (Fonte: ilQuotidiano della Calabria)

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