Piazza Matteotti, Cervadoro scrive al sindaco. Calderoni replica

articoli tratti da Il Quotidiano della Calabria di giovedì 2 giugno 2005LETTERA APERTA AL SINDACO MANCINI QUEL SIMBOLO DEGLI SPRECHI DELLA PASSATA AMMINISTRAZIONEGentilissimo sindaco La tua decisione di intestare la piazza Matteotti al compianto Mimmo Caminiti ha suscitato un coro di proteste generali, in verità prevedibili. E così per il diabolico potere mediatico, insieme al peperoncino, ci troviamo al centro di interpellanze parlamentari nazionali ed europee come una città di cinici revisionisti. Ma soprattutto niente è più lontano di questa polemica dal carattere mite e riservato di Mimmolino, carissimo amico di tutti. Ora Voi avete ristrutturato con gusto la vecchia discesa dei carabinieri, a ridosso del Corso. Ti propongo di intestare questa nuova piazzetta alla felice memoria di Mimmo, le sue forme sobrie ed eleganti si addicono alla sua figura di riservato e raffinato studioso. La discussione su piazza Matteotti ha avuto però il grande merito di far conoscere alle nuove generazioni questa piazzetta, che i soveratani ricordano come sede di mitici comizi elettorali e che, in tempi passati, amministratori altrettanto democratici di Voi hanno intestato ad un martire moderno della libertà. Hai ragione però a dire che nessuno ha protestato per piazza 6 Giugno autointestata dalla Amministrazione di "Pedalando Volare". Il fatto è che nessuno se ne ricorda. Voi però potete aiutarci cambiando il suo nome in Piazza "Sciacqua Rosa e Biva Agnese" così tutti ricorderanno gli sprechi e i debiti lasciati da questi agitati amministratori.Franco CervadoroDomenico Calderoni, ex assessore della giunta Calabretta, replica a Cervadoro "PIAZZA 6 GIUGNO NON ESISTE" In Comune non ci sarebbe alcun documento agli attiSOVERATO - Sull'intitolazione di vie e piazze si continua discutere in città. Ultimo a prendere posizione a livello locale su questo argomento è Franco Cervadoro con una lettera non priva di ironia indirizzata al sindaco di Soverato. Gli risponde Domenico Calderoni ex assessore della giunta Calabretta di Pedalando Volare, il quale non manca di restituire al mittente le accuse piovute sull'operato dell'amministrazione di Pedalando Volare sia per quanto riguardo la toponomastica che in tema di bilanci. "Sulla denominazione di vie e strade, - spiega Calderoni - la nostra amministrazione si è distinta per aver operato in questo settore non cervelloticamente, bensì avvalendosi di una commissione esterna (presieduta dal Prof. Ulderico Nisticò e coinvolgente varie associazioni culturali presenti in Città quali Pro Loco, Consulta Giovanile e Biblioteca delle Donne) che gratuitamente ha svolto un notevole lavoro di ricerca e sintesi culturale per arrivare a denominare solo strade e piazze nuove, mentre mai ha rinominato strade e piazze che già avessero un'intitolazione; ciò per evitare conseguenze disagevoli per i cittadini (cambi di documenti, cambi di elezioni di domicilio ecc.) e per evitare strumentalizzazioni. In quella sede mai nessuno ha proposto di intitolare piazze all'amministrazione di Pedalando Volare. Se fosse venuta la proposta di intitolare una piazza all'evento storico dello sbarco in Normandia, avvenuto il 6 giugno 1944 e che ha liberato l'Europa dal male assoluto nazi-fascista, probabilmente l'avremmo approvata. Ma ciò non è accaduto. Dunque non esistono delibere o atti che riportino quanto affermato da Cervadoro. Questi si è incattivito forse ricordando la vittoria di Pedalando Volare alle elezioni comunali del 6 giugno 1993, che determinarono invece la sconfitta della sua lista: dispiace registrare che a dodici anni di distanza il fatto ancora gli bruci, ma non per questo tale fatto può assumere la dignità di evento storico, tale da essere ricordato nella denominazione di una Piazza". Cervadoro nel suo intervento ha parlato di sprechi e "debiti lasciati da questi agitati amministratori"… "Sui conti pubblici. L'Amministrazione di Pedalando Volare ha ereditato un bilancio comunale con una gestione annua di circa 8 miliardi, mentre ha lasciato un bilancio annuo di circa 16 miliardi. Ciò fu possibile grazie alla lotta all'evasione fiscale, che consentì di aumentare il numero dei contribuenti del Comune di Soverato da meno di 3.000 a più di 6.000. Inoltre in quegli otto anni furono pagati cash (pagamento per contanti, ndr) (e non rinviati al futuro) circa 15 miliardi di debiti fuori bilancio. È opportuno che chi parla di sprechi e debiti sappia che, nonostante i ventilati buchi di bilancio, questi sono rimasti buchi giornalistici o televisivi, atteso che l'attuale amministrazione dal 2001 al 2004 ha sempre e puntualmente approvato tutti i conti consuntivi in attivo".Fabio Guarna

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Soverato, non si perda la memoria dell'identità

Nella mitologia greca, la memoria è la madre delle Muse. La madre di ciò che dà senso e che dà forma alla vita e la protegge così dalla dimenticanza e dal nulla. Se perdiamo la memoria perdiamo la nostra identità. Non sappiamo più chi siamo. Leopardi chiamò la memoria "conservatrice di speranze". Chi nasce prima ricorda più cose e deve raccontarle ai più giovani. Perché la memoria non cada nell'oblio. Il presente è figlio del passato come il futuro sarà figlio del presente. Quanto si porta a compimento oggi ha avuto inizio ieri. E pure molte cose iniziate oggi saranno concluse domani. Solo Dio creò dal nulla una volta per tutte. Dio e qualche presuntuoso. Sono partito da lontano. è vero. Ma solo per arrivare molto vicino. Per arrivare alle nostre memorie. Alle memorie della nostra città. Se si leggono le pagine che i quotidiani locali dedicano a Soverato si potrebbe avere l'impressione che nella nostra città si sia cominciato a parlare di turismo solo da qualche anno. Un'impressione riduttiva e poco generosa. In realtà a Soverato si parla di turismo da oltre mezzo secolo. Da quando Soverato poco più che un borgo marinaro venne dichiarata "Stazione di cura, soggiorno e turismo". Non ce ne erano altre nella nostra provincia. E fu allora che Soverato con un po' di giustificabile entusiasmo, venne definita la "Perla dello Jonio". Chissà se la definizione le calza ancora bene. Nel '64, con non poca lungimiranza venne creato l'Istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione. Non ce ne erano altri in tutta la nostra Regione. Alla chiusura di ogni anno scolastico, gli alunni dell'Istituto sotto la guida del mitico chef Loiero, padre di Agazio nostro attuale governatore, solevano preparare memorabili banchetti ai quali non mancavano di partecipare tutte le autorità della provincia. Era un privilegio essere invitati. L'Istituto fornì il personale e preparò i pasti per due presidenti della Repubblica e Giovanni Paolo II, in visita a Catanzaro. Nel '74 con Decreto del presidente, Soverato fu promossa città. Poco dopo si costruì il lungomare. Non se ne conoscevano sul litorale del basso jonio. E intanto sorgeva il Miramare, una rotonda dove venivano a suonare orchestre dirette da maestri come Segurini, Kramer, Barzizza. E quando ancora non c'era la tv, la radio era un lusso, in Calabria non si pubblicavano quotidiani diffusi sul territorio. L'amministratore unico del Paese trovava sempre il modo di rendere le nostre estati interessanti e piacevoli, invitando noti scrittori, giornalisti, uomini di spettacolo. E tutto senza molto rumore. Non facciamo perciò come Otello quando nell'opera di Verdi canta: "ora e per sempre addio care memorie".Adriano Pecci (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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L'olofonia approda nuovamente ad Imola

L'OLOFONIA, STRAORDINARIA ED INNOVATIVA TECNICA DI RIPRODUZIONE E DI ASCOLTO MUSICALE INVENTATA IN CALABRIA APPRODA NUOVAMENTE AD IMOLAMontepaone - I suoni ambientali e naturali della Calabria saranno protagonisti all'Heineken Jammin' Festival di Imola, uno dei più importanti eventi musicali dell'anno. Si tratta di suoni catturati attraverso la tecnica olofonica che saranno proposti alle decine di migliaia di giovani presenti all'appuntamento previsto per il 10, 11 e 12 giugno. “È il secondo anno che l'olofonia del Dr. Gianfranco Pisano voluta dall'organizzazione Pielle S.r.l., primaria in Italia per Eventi e Manifestazioni, nonché promotrice del Festival, viene utilizzata per una manifestazione così esclusiva”, è quanto si apprende da una nota diffusa da coloro che esporteranno fuori dalla Calabria un prodotto che è nato e si è perfezionato nella nostra regione. “L'olofonia e le sue applicazioni il cui campo è infinito, - si legge nel comunicato - attraversa l'impiego medico e terapeutico, ma anche ludico e di intrattenimento oltre a quello più ampio della multimedialità. Con il M.A.S.I. (Associazione Mediterranea per l'Industria sul Suono) di cui Gianfranco Pisano è presidente, nonché inventore dell'olofonia, - prosegue la nota - collabora un gruppo di medici e psicologi che si occupano dell'uso terapeutico dell'olofonia anche attraverso la musicoterapia. All'applicazione multimediale collabora Enzo Cerullo, presidente della Multimedia Service di Stalettì ed il web worker Salvatore Gualtieri. Quest'ultimo sarà presente in qualità di referente all'appuntamento musicale e direttamente in contatto con tutti i ragazzi che vorranno sapere di più sulla tridimensionalità sonora calabrese. Ulteriori informazioni potranno essere visionate ed ascoltate sul sito www.olofonia.it e, naturalmente sul sito www.heineken.it”. L'appuntamento con l'Heineken Jammin' Festival di Imola, rappresenta nel panorama musicale internazionale un evento da non perdere. La musica, quella ad alto livello, infatti, è di casa e per l'occasione saranno presenti artisti molto noti e apprezzati in campo mondiale: citiamo fra questi Vasco Rossi e gli Oasis. Al festival di Imola sarà possibile, dunque, trovare in un'area denominata ‘Cool ZonÈ, all'interno di una enorme tendostruttura ben 32 postazioni d'ascolto in cuffia dove i visitatori potranno usufruire dei suoni olofonici registrati in Calabria.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Satriano, rescisso il contratto luce per i loculi

Satriano. La decisione deliberata nel corso del consiglio comunale Rescisso il contratto luce per i loculi La minoranza per protesta al momento del voto abbandona l'aulaSatriano - Il consiglio comunale che si è tenuto giovedì a Satriano certo non è stato breve, nonostante fosse previsto oltre alla rituale approvazione del verbale delle sedute precedenti, un solo punto all'ordine del giorno, ovvero: "Servizio di illuminazione votiva delle tombe e delle fosse del cimitero comunale. Disdetta contratto". Prima dell'inizio dei lavori è stata data, come consuetudine, la parola ai cittadini fra il pubblico. è intervenuto Teodoro Basile, vicepresidente della Proloco di Satriano che ha chiesto maggiore attenzione da parte dell'amministrazione comunale per le associazioni e le attività che esse programmano. Quindi si è entrati nel vivo del consiglio che ha registrato alcuni momenti di tensione, tanto che si è deciso di sospenderlo per qualche minuto. I verbali delle sedute precedenti del 21 e 24 maggio sono stati approvati, il primo senza il voto della minoranza, il secondo all'unanimità. Quanto invece alla disdetta del contratto per il servizio di illuminazione cimiteriale, la minoranza attraverso Franco Riverso ha espresso delle perplessità in ordine ad una serie di motivi, ovvero se l'atto che si stava per sottoporre a votazione rientrasse o meno nella competenza del consiglio comunale e se esistesse già un atto di disdetta da parte dell'ufficio dirigenziale. La questione è stata chiarita dalla segretaria comunale, Carmela Chellino, da breve insediatasi, sotto il profilo tecnico-giuridico. E ancora Franco Riverso e Pino Basile hanno chiesto maggiori chiarimenti sul rapporto fra la ditta e il Comune durante l'esecuzione del contratto, rilevando che dagli atti in loro possesso non risultava alcunché. Un motivo questo - hanno sottolineato i consiglieri di opposizione - che data la convocazione d'urgenza (estremi d'urgenza non condivisi peraltro dalla stessa minoranza) non consentiva di poter valutare complessivamente la situazione. Alla luce di tutte queste considerazioni, la minoranza attraverso Antonella Bevacqua, chiedeva ai sensi dell'art. 14 del regolamento comunale l'annullamento della proposta portata in consiglio ed eventualmente (Franco Riverso) il rinvio del civico consesso. Su queste due mozioni della minoranza, il civico consesso di Satriano si è espresso negativamente. Sull'annullamento ha votato contro oltre la maggioranza anche il gruppo indipendente (Altamura, Francesco Battaglia) che invece nel caso di rinvio ha deciso di astenersi. Annibale Mellace consigliere di maggioranza ha definito ostruzionistico l'atteggiamento della minoranza mentre Francesco Battaglia del gruppo indipendente ha espresso la sua opinione, prescindendo volutamente dalle questioni tecnico-giuridiche ed evidenziando come il contratto con la ditta incaricate dell'illuminazione cimiteriale si proroga per tacito consenso dal 1979 e che a sua memoria si è verificato durante questo periodo anche qualche disservizio, al punto che sarebbe opportuno rescindere il contratto. Francesco Battaglia ha chiesto anche all'Amministrazione come essa intenderà regolarsi per l'erogazione del servizio una volta che il contratto non sarà più in essere. Il sindaco di Satriano, dopo avere sottolineato che è urgente rescindere il contratto altrimenti questo si prorogherebbe per tacito consenso, ha assicurato che la gestione e le modalità di erogazione del futuro servizio, saranno decise dal consiglio comunale. La minoranza per protesta ha abbandonato l'aula al momento del voto che è passato all'unanimità dei presenti (Altamura e Francesco Battaglia del gruppo indipendente favorevoli). All'inizio della seduta il sindaco di Satriano ha comunicato che Antonio Riverso, cittadino satrianese è stato nominato componente della consulta europea degli architetti. «Si tratta ­ ha spiegato il primo cittadino - di una nomina che riempie d'orgoglio la città e per la quale ho inviato un telegramma d'augurio a nome dell'amministrazione al neo eletto». L'annuncio è stato accolto con un applauso.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Condoglianze

Giovedì 26 maggio 2005 ore12:00 Apprendiamo solo ora e lo sappiamo attraverso il web che un terribile lutto ha colpito SMK, webmaster di Soveratoweb. Soverato è una piccola cittadina dove spesso ci si conosce solo di vista. Non sapevamo che Rossella fosse la compagna di SMK. Giungano a lui e alla famiglia di Rossella le nostre più profonde e sentite condoglianze.lo staff di Soverato News

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Matteotti, un coraggioso politico ed un attento studioso di diritto

All'osservatorio presentato il libro a lui dedicato dalla Camera dei deputatiMATTEOTTI, UN CORAGGIOSO POLITICO E UN ATTENTO STUDIOSO DI DIRITTOSoverato - Carlo Mellea, Presidente dell'Osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti, per ricordare la figura di Giacomo Matteotti e stigmatizzare la decisione dell'Amministrazione comunale di rimuovere l'intitolazione di una piazza cittadina dedicata al martire del fascismo, ha organizzato giovedì scorso una conferenza stampa. Oggetto dell'incontro con i giornalisti, la presentazione del libro "Giacomo Matteotti" edito dalla Camera dei deputati. Mellea ha spiegato di avere partecipato il 10 giugno 2004 nella sala Lupa del Parlamento alla presentazione ufficiale del libro, nel quale è possibile leggere gli interventi di Pierferdinando Casini, Presidente della Camera e dell'ex ministro Giuliano Vassalli che hanno commemorato così gli 80 anni dalla morte di Giacomo Matteotti. Mellea ha evidenziato che nella sala Lupa erano presenti oltre a Casini, Vassalli e il figlio di Matteotti, anche altri esponenti politici; fra questi: Gianni Letta, Irene Pivetti, Giorgio Napoletano e Gianfranco Fini. Una presenza che testimonia, ha aggiunto Carlo Mellea, l'attenzione degli uomini politici italiani, a prescindere dallo schieramento al quale appartengono, verso la figura del deputato socialista ucciso dai fascisti, "un uomo, - ha detto - noto non solo per il coraggio e la forza delle idee ma anche per essere stato un attento studioso del diritto e dell'economia". Mellea non ha mancato di dichiararsi fortemente amareggiato di quanto è accaduto a Soverato, augurandosi che la decisione dell'Amministrazione comunale non vada a buon fine. Al riguardo, ha annunciato di avere appreso dall'On.le Nerio Nesi che sarà presentata a firma di quest'ultimo nei prossimi giorni un'interrogazione al governo affinché non venga cancellata Piazza Matteotti. "Sono preoccupato - ha concluso Mellea - non vorrei che ora a Soverato si pensasse di cancellare anche Via Pietro Nenni". Durante l'incontro con i giornalisti il Presidente dell'Osservatorio ha ricordato oltre Matteotti, la figura di altri grandi socialisti come Lombardi e il contributo di essi all'affermazione della democrazia nel nostro Paese. Si è appreso che per riflettere sulla figura e sul messaggio di Lombardi e Matteotti su invito di Mellea sarà presente a Soverato nei prossimi mesi l'On.le Nerio Nesi.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Senatore Iovene, no alla cancellazione di piazza Matteotti – Interrogazione a Berlusconi

-------------------------------- COMUNICATO STAMPA -------------------------------- SOVERATO: IOVENE, NO ALLA CANCELLAZIONE DI PIAZZA MATTEOTTI INTERROGAZIONE A BERLUSCONI E PISANUInterrogazione a risposta scritta del Sen. Nuccio Iovene (Ds) - Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'Interno. – Premesso: - che quest'anno ricorre il 60° anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo; - che in tutta Italia si sono svolte manifestazioni, eventi, per ricordare la tragedia che ha coinvolto milioni di individui sconvolgendo il mondo alla metà del novecento e la liberazione d'Italia, con la riscoperta dei diritti politici, della dignità nazionale e della ricostruzione della coscienza civile; - che mentre tutta Italia festeggiava, nei giorni scorsi, la Giunta Comunale di Soverato (CZ) decideva di cancellare dal proprio stradario il nome di Giacomo Matteotti, deputato socialista ucciso dai sicari fascisti dopo essere stato rapito il 10 giugno 1924 a Roma; - che la piazza oggi intitolata a Matteotti, secondo il Sindaco di Soverato Mancini militante di A.N., sarà intitolata ad un personaggio locale; - che allo scrivente appare politicamente ed istituzionalmente la decisione di cancellare, attraverso questo atto, una pagina dello storia italiana; - che cancellare il nome di un martire socialista, di una gloria nazionale, dalla toponomastica è un'offesa al sentimento democratico ed antifascista e alla libertà, valori fondamentali della nostra Repubblica e della Carta Costituzionale; considerato - che il nome di Giacomo Matteotti ed il suo martirio rappresentano una pietra miliare della nostra storiografia e della nostra memoria collettiva; - che il metodo di cancellare, con un atto amministrativo, dalla memoria collettiva la figura di un uomo intransigente, antifascista, difensore dei braccianti agricoli poveri più volte minacciato da gruppi fascisti e ostacolato nella professione forense e nell'attività parlamentare ha destato forte preoccupazione nella popolazione locale e numerose prese di posizione contrarie; - che la decisione adottata dall'amministrazione comunale di Soverato ha suscitato in Consiglio Comunale sacrosante proteste e opposizioni; si chiede di sapere - se non era possibile intitolare altre piazze o strade al personaggio locale lasciando la piazza in questione intitolata a Giacomo Matteotti; - se non si ritenga una grave violazione dei valori dell'antifascismo, in occasione del 60° anniversario della Liberazione, la cancellazione di Giacomo Matteotti dalla toponomastica della città.

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Matteotti, Sergio Romano risponde a Fabio Guarna

Tratto da Il Corriere della Sera di domenica 15 maggio 2005 RUBRICA DI SERGIO ROMANOLe battaglie toponomastiche dei consigli comunaliNella mia città (Soverato), il sindaco e la giunta hanno deciso di rimuovere l'intitolazione di una piazza dedicata a Giacomo Matteotti sostituendola con una nuova dedicata a uno storico locale (Domenico Caminiti), persona peraltro universalmente riconosciuta come meritevole di dare un nome a un sito della città. Il sindaco e la giunta avrebbero potuto dedicare allo storico locale una delle tante vie che a Soverato ancora non hanno un nome. La decisione di cancellare Giacomo Matteotti dalla toponomastica soveratese sta facendo molto discutere la cittadinanza e mi farebbe piacere leggere una sua riflessione in merito con la speranza che possa far ritornare sui suoi passi l'amministrazione comunale di SoveratoFabio Guarna, fabioguarna@aliceposta.itCaro Guarna, pubblico volentieri la sua lettera e le faccio i migliori auguri per la sua campagna. Ma non mi chieda di prendere partito in questa ennesima battaglia toponomastica della politica italiana. I duelli fra revisionismo e antirevisionismo si fanno ormai nelle piazze e si combattono a colpi di targhe stradali. Non è la prima volta, beninteso. Dopo l'avvento di Mussolini al potere, e soprattutto dopo la svolta autoritaria del 1925, il regime accentuò la toponomastica nazionalista degli anni precedenti, commemorò i propri morti e celebrò i propri trionfi. Avemmo così, tra l'altro, la via dei Trasvolatori, la via dell'Impero, il viale XXI Aprile, il corso dei Martiri fascisti, la piazza del Littorio e un impressionante numero di strade dedicate ai luoghi dove si erano combattute le principali battaglie della storia nazionale. Dopo la caduta del fascismo le vie vennero parzialmente epurate. Rimasero generalmente le targhe risorgimentali, ma quelle fasciste vennero sostituite con altre in cui apparvero i nomi di alcune vittime del regime come Matteotti o di esuli antifascisti come Turati. Col passare del tempo l'Italia divenne, sul piano toponomastico, una grande pelle di leopardo. Mentre le municipalità comuniste celebravano in vario modo i trionfi della Rivoluzione d'ottobre e dello Stato sovietico, i comuni democristiani proponevano alla cittadinanza il ricordo e il modello di alcuni esponenti locali del movimento cattolico. Poi vennero le grandi mode e tendenze della vita politica nazionale e internazionale a cui certi partiti, dopo avere conquistato il comune, volevano rendere omaggio con nuove targhe stradali e nuove denominazioni di palazzi pubblici. I consigli comunali e persino i consigli scolastici divennero teatro di battaglie e lottizzazioni: Che Guevara contro Kennedy, Jurij Gagarin contro Martin Luther King. Tutti i partiti cercavano di lasciare un segno indelebile sui muri delle loro città. In alcuni casi furono prese decisioni stravaganti, difficilmente comprensibili. Qualche giorno fa ho appreso che un liceo laziale è intitolato al nome di Boris Vian, scrittore esistenzialista, trombettista di musica jazz, personaggio dei caffè parigini dopo la fine della guerra e autore di un romanzo intitolato «Andrò a sputare sulle vostre tombe». L'aspetto più sconcertante di questa «caccia al potere stradale » è la scarsa considerazione di molti comuni per le persone a cui decidono di dedicare il nome di una via o di una piazza. Dopo avere vinto la battaglia per il loro candidato le maggioranze comunali lo condannano a una sorta di anonimato. Su certe targhe stradali prive di qualsiasi indicazione biografica mi è capitato di leggere L. da Vinci, F. degli Uberti, D. Alighieri, G. Carducci, A. Gramsci, come se nome e cognome non formassero, nel caso degli uomini celebri, una specie di indissolubile sintagma. Queste operazioni toponomastiche presentano un altro inconveniente: distruggono la memoria della città. Il vecchio nome di una via o di una piazza è sempre, soprattutto quando l'aspetto dei luoghi è cambiato, una finestra sul passato, un uscio socchiuso dietro il quale si intravedono le chiese distrutte, i palazzi scomparsi, le antiche cerimonie e i vecchi mestieri. A Londra esiste una Lombard street, in memoria dei banchieri lombardi che avevano aperto i loro banchi in quella parte della città,ma non esiste, salvo errore, una piazza Churchill.Sergio Romano

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Alberghi a Soverato. Pecci si fa intervistare dal Quotidiano

QUEL MEGA ALBERGO NON SERVIRÀ RILANCIARE IL TURISMOSoverato - Ci accoglie nella sua aurea domus, in abiti (direbbe Machiavelli “reali e curiali”) come si conviene a chi si accinge a trattare un argomento di rilievo e di solido spessore civile e culturale. Egli, Adriano Pecci, come aveva promesso non si esime dal dire il suo pensiero e a esternare il frutto delle sue riflessioni sulle improvvide determinazioni politiche che preludono al guasto irreversibile verso cui, pare, sta per avviarsi, a suo giudizio, la civiltà urbanistica di Soverato e così esordisce: “E così quello che si temeva è fatalmente accaduto. I commissari ad acta hanno approvato in via definitiva le varianti al P.R. di Soverato e tra queste varianti pure quella che prevede la costruzione di un mega albergo sul lungomare e un'altra mezza dozzina di magnitudo media in Via Cristoforo Colombo, i due posti più caratteristici del nostro centro storico. Possiamo adesso intonare un “requiem”?Ma lei non aveva mai nutrito la speranza d'un ripensamento dopo le molteplici, documentate e bene argomentate osservazioni dei tanti cittadini contrari a quelle varianti?No mai. Nemmeno per un minuto, vista la determinazione, senza se e senza ma che ha animato il sindaco nel perseguimento di questo obiettivo.Lei pensa che si sarebbe potuto fare di più per ostacolare l'attuazione di questo progetto?Credo proprio di sì. E lo dico a malincuore. Le forze dell'opposizione potevano e possono fare ancora di più per impedire la realizzazione di questo infausto progetto. E se da soli non ci riescono chiedano l'aiuto degli uomini dei loro partiti che sono stati eletti al consiglio regionale e perché no? anche in Parlamento. Non ci sarebbe nulla di male se costoro nei limiti delle loro competenze e nel rispetto della legge evitassero alla nostra città il dolore di vedere abbruttito il lungomare di un ecomostro.Lo crede possibile?Perché no? Soverato è diventata la terza città della provincia di Catanzaro e i suoi abitanti contribuiscono in modo determinante all'elezione di deputati, senatori, consiglieri regionali della nostra circoscrizione. Non le pare normale che rappresentanti della città nelle varie istituzioni si interessino dei nostri problemi?Lei pensa che finora non l'abbiano fatto?Giudicheranno gli elettori. A me pare che finora si è parlato solo dei massimi sistemi. Si organizzano congressi, seminari e quant'altro, dove si parla di tutto, persino di protezione dell'ambiente e salvaguardia del paesaggio. Ma del fatto che a Soverato si vuol permettere la costruzione d'un albergo sul lungomare nemmeno una parola.Ma lo sviluppo turistico?Quale sviluppo turistico? Le pare che un mega albergo a ridosso di Via S.Giovanni Bosco, la via più trafficata del centro storico contribuirà allo sviluppo turistico. Ma no. Contribuirà solo a sviluppare il caos e a rendere la vita impossibile a centinaia di contribuenti.Alcuni dicono che la cosa riguarda appunto solo gli abitanti di quel quartiere?Questa è davvero una interpretazione riduttiva e, se permette, un po' meschina del problema. Un albergo sul lungomare sarebbe uno sfregio permanente per tutta la città. E se al suo posto venisse realizzata un'area di verde attrezzato a goderne sarebbe tutta la collettività. La verità come diceva il vecchio Catone è che mentre Sagunto brucia noi continuiamo a parlare d'altro.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Matteotti, Fazzari diffida il Sindaco

Soverato - A mali estremi, estremi rimedi. Piero Fazzari consigliere comunale di Pedalando Volare diffida il primo cittadino e i componenti la Giunta Municipale a revocare in sede di autotutela la delibera di G.M. n. 79 del 22.04.2005. La decisione di Fazzari è maturata dopo che egli ha osservato nessun riscontro in merito alla lettera firmata dai consiglieri di minoranza ed inviata al sindaco qualche giorno addietro affinché rivedesse la sua decisione di mutare l'intitolazione di una piazza a Giacomo Matteotti per destinarla a Domenico Caminiti, storico locale, universalmente riconosciuto come personaggio meritevole di dare nome ad un sito locale. Si legge nella diffida, consegnata agli organi di stampa e indirizzata al sindaco di Soverato, agli assessori, al segretario generale e trasmessa per conoscenza, al Prefetto di Catanzaro: “Il sottoscritto Piero Fazzari, capogruppo consiliare di “Pedalando Volare”, richiamata la nota del 9 maggio scorso, con la quale, unitamente ad altri Consiglieri Comunali, chiedeva di revocare la delibera citata in oggetto affinché la città continuasse a ricordare l'esempio di Giacomo Matteotti, fiero oppositore della dittatura fascista; richiamato altresì il passo di detta nota in cui, comunque, chiedeva di revocare la delibera in autotutela nel caso in cui non fosse stato seguito l'iter previsto dalla legislazione vigente; avendo appreso da notizie di stampa che il Sindaco non intende recedere; rilevato: che la materia della modifica della titolazione delle vie e delle piazze è disciplinata dalla legge 17 aprile 1925 n. 473; che detta legge dispone venga preventivamente acquisita la positiva valutazione della competente soprintendenza per i beni culturali e ambientali; che dall'esame della citata delibera non è dato riscontrare l'acquisizione di detta positiva valutazione; ritenuto che per quanto detto la delibera è viziata da palese illegittimità; formalmente invita e diffida il signor Sindaco e i signori Componenti la Giunta Municipale a revocare, in sede di autotutela, la delibera di G.M. n. 79 del 22.04.2005”. In merito a quanto sta avvenendo Piero Fazzari non manca di citare un autorevole precedente in materia. Si tratta di una vicenda datata 1994 che riguardò l'amministrazione comunale di Roma. In quell'occasione la giunta dell'epoca aveva ritenuto di intitolare una via lungo il Tevere a Federico Fellini. Per farlo avrebbe dovuto rimuovere l'intitolazione della stessa a Michelangelo ma la Soprintendenza si oppose. A nulla valse in seguito il ricorso a tar e consiglio di Stato da parte dell''amministrazione Comunale di Roma. Gli organi di giustizia amministrativa infatti, confermarono la decisione della soprintendenza e Michelangelo restò il titolare del viale.Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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